LE DIECI FERMATE DI FILO-BLUES – Intervista a Bologna Violenta

Nicola Manzan, polistrumentista con tanto di diploma, ha una doppia personalità: di giorno collabora con l’élite della musica alternativa (e non) italiana: Teatro degli Orrori, i migliori Baustelle (quelli di “Amen”), Ronin, Zen Circus, e persino Ligabue. Di notte però si trasforma in un delirante signor Hyde, che dà sfogo ai suoi istinti più veri: il grindcore sperimentale Bologna Violenta. Nato nel 2005, il progetto si poggia interamente sulle larghe spalle del trevigiano Manzan, con tre dischi all’attivo, portati in giro in Italia e in Europa.

Il signor Hyde-Manzan ha risposto con garbo da dottor Jekyll alle dieci domande del Filo-Blues, fatte per l’occasione nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Squinzano. In alcuni casi, pure le interviste hanno la doppia personalità.

1) Qual è il peccato peggiore per un musicista?

Il non rispettare la musica come arte in quanto tale. Andare sul palco senza passione solo perché ti pagano, fare le marchette… è una mancanza di rispetto.

2) Che cosa ti fa ridere?

Mi fa ridere la stupidità umana, il fatto che ci crediamo perfetti e in realtà non lo siamo affatto.

3) Associa tre brani a tre stati d’animo.

“Pregando” di Arvo Pärt lo associo a una sensazione molto forte che ho provato qui vicino, quando ho suonato alle Grotte di Castellana: è stato il pezzo che abbiamo messo su per tutta la serata, mentre non suonavo. È un pezzo che ho anche ascoltato spesso mentre scrivevo, e riascoltarlo in una grotta ha creato un’atmosfera quasi surreale. Poi “Washer” degli Slint mi ricorda la gioia dei miei primi concerti, l’incoscienza e l’euforia che muovevano la mia vita in quel periodo. “Diritto contro un muro” dei Negazione la associo alla rabbia, per me è stato un inno generazionale: “sto sbattendo la mia testa contro un muro ma è meglio che riempirla di merda”.

4) In che cosa credi (bervismo a parte)?

Credo nella forza che mi danno le mie passioni, in questo fuoco interiore che mi spinge a fare delle follie, che mi ha spinto fin qui con un progetto così strano (tutti mi dicevano: ma sei fuori di testa?). Non credo in Dio, per me son tutte storie, quello che conta è il vivere insieme. Il bervismo è proprio questo, un nuovo modo di vedere la vita: vivere insieme con un minimo di coscienza, la consapevolezza prima di tutto.

5) Qual è il musicista più significativo di sempre?

Madonna che domanda…a livello musicale, in generale il più significativo è stato Mozart, la prima vera rockstar. Però stimo molto anche Bach, aveva una scrittura molto complessa, e lui scriveva tutto a casa, con i trenta figli che gli giravano intorno ed era ancora più difficile. Anche a me piacerebbe avere una famiglia molto numerosa, solo che io poi faccio noise!

6) Cosa ti fa paura?

Mi fa paura sempre la stupidità umana, il concentrarci su delle cose superficiali perdendone di vista altre; il nostro essere alienati ed egoisti nella nostra alienazione. Ci preoccupiamo del mutuo, dell’auto, e magari vogliamo stare in giardino e non fare un cazzo e sentire solo il rumore del cuore che batte.

7) La musica svolge un ruolo sociale?

La musica può ovviamente svolgere un ruolo sociale: ci sono stati e ci sono centinaia di band che cercano di “svegliare” le coscienze. Il movimento hardcore, ma non solo, ha come presupposto proprio il fatto di parlare di ciò che ci fa vivere male, quindi il ruolo sociale non solo è evidente, ma è uno dei motivi per cui si fa musica.

C’è da tener presente che la musica in quanto arte dovrebbe smuoverci qualcosa dentro, dovrebbe teoricamente creare negli ascoltatori emozioni più o meno forti, in un certo senso portarli tutti in uno stato d’animo simile e quindi avvicinarli. Però non credo che tutta la musica abbia un ruolo sociale, o almeno, sono convinto che la musica per essere “buona” non debba necessariemente essere impegnata. C’è molta musica che ognuno di noi sceglie di ascoltare in solitudine, perché ci fa stare bene e basta. Per me questa è buona musica, al di là di generi e gusti.

8) Qual è il tuo ricordo musicale più vecchio?

L’organo a messa la domenica mattina che suonava fortissimo; per questo motivo ogni settimana volevo andare in chiesa: solo per sentirlo. Non a caso ho messo l’organo in tutti e tre i dischi di Bologna Violenta.

9) Qual è il rumore che ti dà più fastidio?

Non ce ne sono tanti. Una cosa che non sopporto sono le persone che parlano a voce alta, specialmente quando sono tante, come accade per esempio nei talk-show televisivi. La cosa che mi dà più fastidio però è il rumore quando vorrei il silenzio.

10) Cosa non vorresti mai sentire in radio o vedere in televisione?

Non guardo molta tivù, ma non mi piace vedere i video pieni di figa; sono un riflesso della cultura nera americana che in questo periodo si comporta un po’ da bullo, mandando messaggi sbagliati secondo me. In radio vorrei sentire meno Radio Maria visto che è l’unica stazione radio che si prende in tutta Italia.

 

Gianmarco Bellavista

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