Politici che odiano le donne. In Puglia

E’ bastata la segretezza di un voto, ieri, in Consiglio regionale, perché l’orologio della democrazia riavvolgesse le sue lancette di qualche generazione. E’ bastato non mettere la faccia, per far sì che il fallocentrismo della politica si riprendesse la scena in barba al politically correct di facciata, rispendendo al mittente la proposta di legge di iniziativa popolare 50e50 sulla parità di genere e la doppia preferenza. In pratica l’obbligo per i partiti di creare liste composte per il 50 per cento di uomini e il 50 per cento di donne, e l’opportunità per gli elettori di esprimere una doppia preferenza al momento del voto, per un candidato uomo e contestualmente per una candidata donna.

Una performance che non è piaciuta al governatore di Puglia Nichi Vendola, non è piaciuta all’assessore Elena Gentile che ha tacciato i suoi colleghi di “femminicidio”, e che, a pensarci bene, non è piaciuta proprio a nessuna. Se non altro per le modalità, vili, con le quali si è consumata.

Al riparo da occhi indiscreti, infatti, un no alla legge è stato espresso anche da due consiglieri della maggioranza di centrosinistra che, al momento, non hanno avuto il coraggio di rendere esplicite le proprie argomentazioni. Così come l’assenza di due assessori e un consigliere di maggioranza (Amati, Nicastro e Sannicandro) hanno consentito la bocciatura delle nuove norme. Certo è che il Consiglio regionale della Puglia, come ha sottolineato Magda Terrevoli (portavoce del comitato promotore della legge e componente della Commissione Pari opportunità), ha democraticamente deciso di non tener conto della volontà delle 30mila persone che hanno partecipato alle campagna di raccolta firme lanciata nei mesi scorsi dall’Unione delle donne italiane.

Quello che arriva oggi ai cittadini pugliesi, insomma, è il tentativo di mantenere la gestione del potere un diritto esclusivo del genere maschile e, in particolare, di alcune grandi personalità politiche come il consigliere Pdl Giacomo Diego Gatta. Il quale ha dichiarato in sede dell’assemblea legislativa regionale:

Gatta (Pdl)

La politica è una cosa solo per uomini. Una donna di Santa Maria di Leuca non potrebbe guidare fino a Bari per partecipare ai lavori del Consiglio Regionale. Bisogna rispettare la nostra sensibilità di fronte alle forme di coercizione delle masse urlanti” (Gatta- PDL)

Un triste pagina della politica, questa, che lascia l’amaro in bocca e che, come ha preannunciato ieri il presidente del Consiglio regionale Introna, dovrà essere recuperata nella nuova legge elettorale.

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2 thoughts on “Politici che odiano le donne. In Puglia

  1. E' giusto! Bravo Gatta! Anzi visto come guidano, io proibirei anche la patente alle donne, così risolviamo il problema alla radice! Anzi, io proporrei all'illuminato (come si può apprezzare dalla foto) consigliere di proporre una legge per licenziare tutte le donne lavoratrici, specialmente quelle che hanno marito e figli, passando in automatico i loro lavori agli uomini: in tal modo si risolverebbe in un amen anche l'annosa piaga della disoccupazione!

  2. Io penso invece che proposte come queste siano femminicide. Penso alle risposte dei due candidati premier del Pd ieri, alla domanda "quanti ministri nel vostro governo e quante donne?". Hanno risposto cinque e cinque, come se fosse se dovessero dare un contentino, come se fossero obbligati: nessuno dei due ha risposto, sceglierò le donne più capaci e nessuno dei due ha pensato all'eventualità che potessero essere più donne che uomini. Io penso che proposte come le quote rosa siano in assoluto le più dannose per le donne perchè le mettono nella condizione di essere scelte si, ma non per la loro capacità, bensì per il solo fatto di essere donna. E rappresenta una violazione del principio costituzionale che vieta disuguaglianza in base al sesso. Proposte come queste non riducono le difficoltà per le donne, ma le acuiscono. Fanno diventare le donne, a mio parere, un peso. Il mio invito per voi donne è di lottare politicamente, perchè avete i mezzi per farlo e le capacità per vincere senza scorciatoie.

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