Votare alle primarie, farlo con rabbia antica

Sono molte le ragioni per andare a votare alle primarie di domani del Centro sinistra. Io lo farò per rabbia e per orgoglio di appartenenza. Da mesi trovo insopportabile che si stiano compiendo tutti i tentativi leciti e illeciti per impedire che la parte migliore di questo paese (la sinistra) finalmente governi.

Non è bastato che dopo la tragica esperienza dell’ultimo governo Berlusconi, la sinistra democratica che avrebbe potuto ottenere nuove elezioni e vincerle facilmente, ha sostenuto con la solita lealtà, un governo dall’incerto colore politico. Non è stato sufficiente aver votato per 50 volte in un anno (un record nella storia della nostra repubblica parlamentare) la fiducia alle proposte del governo, anche se molte di queste apparivano ispirate a discutibili criteri di “uguaglianza”.

Non è servito accettare con distaccata signorilità che a pretendere “garanzie” per il futuro del nostro paese fossero gli stessi banchieri americani responsabili della peggiore crisi finanziaria del dopoguerra o la cricca corrotta degli sceicchi del petrolio. La verità è che esiste in questo paese una molteplicità di poteri che può tollerare tutto ma non che la sinistra governi l’Italia. Sono gli stessi che hanno spudoratamente ammiccato alle sciagurate iniziative economiche del pessimo ministro Tremonti, sono quelli che hanno fatto finta di non vedere a quale discredito internazionale ci aveva portato la condotta morale del vecchio satiro.

Sono gli stessi che oggi vorrebbero ispirare una nova legge elettorale cinicamente costruita con l’unico scopo di negare alla “coalizione” vincente il previsto premio di maggioranza, rendere  il Parlamento ingovernabile  e resuscitare in questo modo un nuovo governo Monti. “Il Monti bis” diventa la nuova frontiera del Piave dei vecchi e nuovi conservatori italiani. I contenuti vengono dopo. Solo pochi giorni fa abbiamo assistito all’ennesimo teatrino trasformista della politica italiana.

Il nuovo movimento che dovrebbe “salvare l’Italia” (dalla sinistra?!) ha avuto la diabolica abilità di mettere sullo stesso palco “il più frivolo dei miliardari italiani con l’uomo della comunità di Sant’Egidio che allestisce nella chiesa di Trastevere a Natale il pranzo per i poveri” (Alfredo Reichlin, Unità del 22 novembre).

Strano paese è questo se le esigenze del Presidente della Ferrari coincidono con quelle di coloro che si occupano della gente messa ai margini proprio da quel meccanismo di accumulazione. Ma così vanno le cose da noi. Allora si va a votare contro “lor signori”, con rabbia antica. Perché, come già è successo alla fine della prima repubblica, anche oggi dopo il “berlusconismo” non c’è solo il deserto. Ma una parte consistente del paese (forse la maggioranza) che non ha svenduto né l’anima, né la dignità, né la sua storia. Quella che non si arrende. Questa è l’Italia delle “primarie” di domani. Per questo non ho dubbi : vincerà il migliore.

 

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2 thoughts on “Votare alle primarie, farlo con rabbia antica

  1. rabbia e appartenenza. mi ritrovo in pieno in questi due stati dell'animo. ma confesso che non ce l'ho fatta ad andare a votare domenica. se l'avessi fatto, avrei votato Vendola, o semplicemente scheda bianca. e adesso la scelta mi è ancora più spinosa, non so se voglio assumermi la responsabilità di votare Bersani. L'unica certezza è che, in questa vita, non posso votare Renzi

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