BONUS TRACK – Intervista a Lavinia Desideri

Romana, classe 1984 e una voce affascinante ed evocativa, Lavinia Desideri ci porta, attraverso originali intrecci musicali tra antico e moderno, al di là del tempo. Riuscirà a convincere la commissione musicale del Festival di Sanremo 2013? Sessanta (più dieci riserve), tra i 270 artisti ammessi alla selezione per la sezione Giovani che compaiono sul sito ufficiale della Rai (www.sanremo.rai.it), saranno convocati alle audizioni dal vivo previste per il 30 novembre. Solo sei però – oltre a due selezionati da Area Sanremo – saranno i prescelti che saliranno sul teatro Ariston per la kermesse più ambita e popolare d’Italia, in programma dal 12 al 16 febbraio 2013.

Il riscatto dell’artista romana sembrerebbe ormai alle porte, dopo il mancato ingresso a X-Factor 4 – nella squadra capitanata da Elio – e la sua esclusione nei trascurabili Festival di Gianmarco Mazzi e Lucio Presta, sia con la “Canzonettista di Donghi”, la ‘‘Vacanze romane’’ degli anni zero dal sapore retrò cucitale addosso da Alessandro Orlando Graziano, sia con “E allora ciao!”, brano fermatosi nelle scorse fasi finali di Area Sanremo e firmato da Francesco Gazzè. Quest’ultimo è anche l’autore di “Se soltanto”, il nuovo brano per Sanremo, e del recente singolo “Semplice”, nel cui videoclip compare in un cameo il più noto fratello Max. Non mi resta che ospitare Lavinia sul Filo-Blues, per conoscerla meglio e per unirci alla sua corsa verso Sanremo.

Le possibilità che Lavinia Desideri possa essere tra i Giovani del prossimo Festival di Sanremo sono altissime vista la nuova commissione artistica, capitanata da un maestro autorevole come Mauro Pagani. Parlaci di “Se soltanto”, il brano che hai inviato.

Il brano è stato scritto da Francesco Gazzè e Vanni Crociani e arrangiato da Marcello Faneschi, una delle colonne dell’RCA. Qualche mese fa ho manifestato a Francesco il desiderio di cantare un brano che avesse come tema una storia che mi riguarda personalmente. Francesco ha avuto, come sempre, una grande sensibilità, oltre alla celebre bravura nel raccontare in modo delicato e malinconico una storia che ci accomuna un po’ tutti nel corso della vita.

Il videoclip di “Se soltanto” è stato girato in una delle terre più cinematografate d’Italia: il Salento. Dove di preciso, come mai e cosa ti ha più affascinato?

Il video di questa canzone è stato girato tra Gallipoli e Ugento dal regista salentino Fabio Perrone, che ha saputo esaltare l’atmosfera emozionante con questi paesaggi marini che affascinano chiunque li viva o li osservi anche solo in video.

Come nasce la collaborazione con Francesco Gazzè?

La collaborazione con Francesco Gazzè nasce quasi due anni fa dopo la mia esperienza a X-Factor. Lui era rimasto colpito dalla mia performance e, per una fortunata coincidenza, ci siamo conosciuti. Da lì è iniziata la costruzione di un percorso nel quale Francesco scrive magistralmente i testi e Stefano Galafate compone le musiche. Oltretutto ho firmato un contratto con Linea Due Edizioni Musicali che si occupa della produzione e del management.

Quali altri autori faranno parte dell’album di debutto e chi invece vorresti per il prossimo? Finora gli autori sono stati, come detto, Francesco Gazzè e Stefano Galafate, e quindi questo progetto ha il loro stampo. Il mio album di debutto avrà loro e Andrea Rodini, senza il quale io non avrei iniziato il mio percorso musicale. Per le nuove canzoni siamo aperti alle proposte che verranno. Non c’è nessuno in particolare, unica condizione è che il brano deve trasmettermi qualcosa di importante.

La tua voce è particolarissima e riporta l’ascoltatore indietro nel tempo. Qual è la tua formazione musicale e quali le fonti d’ispirazione da cui attingi maggiormente?

Ho sempre ascoltato la musica che appartiene all’epoca in cui c’è stato un vero e proprio rinascimento musicale, gli anni Sessanta. Quindi i complessi beat, i grandi interpreti, i cantautori. Patty Pravo, Ornella Vanoni, Nada, Endrigo, Dalla, Battisti, la musica francese di Gainsbourg, Antoine, Juliette Greco, il Fado, le grandi musiche da film di Piccioni, Trovajoli, Umiliani, Morricone. Tra gli attuali Enya, Noa, Teresa Salgueiro. Però devo dire che fra i giovanissimi ci sono dei grandissimi talenti ed è bello sapere che la musica, nonostante la crisi terribile, sia sempre viva e non spenga il suo fuoco. Tra questi giovani voglio citare un cantautore che mi ha colpito dalla prima canzone che ho ascoltato, per il suo genio e la sua poesia, Renzo Rubino (cantautore tarantino, già tra i semifinalisti di Area Sanremo, ndr).

Nei confronti di una cantattrice di scuola romana come Gabriella Ferri hai manifestato la tua vicinanza artistica ed emotiva reinterpretando un classico del suo repertorio, “Sempre”. Cos’è che più ti lega a lei e quale brano tra i suoi meno noti sceglieresti per un nuovo omaggio?

A Gabriella Ferri mi lega un ricordo dolcissimo. Io avevo dieci anni e mia mamma, grande appassionata della Ferri, cantava ogni giorno le sue canzoni che quindi sono rimaste in me negli anni. Brani meno noti? Non saprei, ma posso dire che mi emozionano molto “Grazie alla vita” e “Nina, si voi dormite”.

Artista immensa e popolarissima, eppure a spingerla a un gesto definitivo è stato anhce l’ostracismo dell’industria discografica italiana, sempre più sensibile ai numeri e meno alla qualità. Come giudichi l’ultimo avvento dei talent-show e i ragazzi che sono stati pubblicizzati maggiormente?

Se i talent show sono ormai, purtroppo, l’unico mezzo per farsi conoscere vanno anche bene, l’importante è che non diventino un fine ma rimangano un mezzo. Il percorso di un artista è senz’altro iniziato prima e continuerà dopo. Credo manchi quell’entusiasmo che esisteva fino a qualche tempo fa, quando i discografici scoprivano i grandi talenti nei locali dove andavano ad ascoltarli. Sarebbe bello fosse ancora così.

Capovolgiamo le carte e immaginiamoci un’edizione “vip” di X-Factor in cui sei uno dei giudici. Scegli la tua categoria, tre artisti popolari per la tua squadra e tre brani che assegneresti.

Come categoria sceglierei quella degli Over e gli artisti popolari sarebbero Drupi, Orietta Berti e Mal. Assegnerei: “La compagnia” di Battisti a Drupi, “Perduto amor” di Adamo a Mal, “Rimmel” di De Gregori alla Berti. Sicuramente scelte azzardate!

Torniamo al Festival di Sanremo. Cosa rappresenta per te? Qual è il brano della sua storia che preferisci fra tutti? Con quale stato d’animo stai aspettando il responso e come immagini il nuovo Sanremo di Fabio Fazio?

Il Festival rappresenta un palco prezioso dove si sono esibiti tanti artisti che amo, ma è vero che ogni palco, di qualsiasi teatro, di qualsiasi locale, rimane sempre un luogo magico. Il brano che preferisco, naturalmente andando a cercare su internet perché non ero ancora nata, è “A me mi piace vivere alla grande” di Franco Fanigliulo. Il responso non lo aspetto così non mi creo immagini, situazioni, dubbi, incertezze che non servono a niente. Vorrei che questo festival fosse un po’ folle e che desse spazio ad artisti di diversa estrazione musicale. Vorrei la varietà, sentire tanti generi diversi.

Un quadro, un libro, un film, una canzone e un sogno che più ti rappresentano.

Un quadro: “Il bacio” di Klimt. Un libro: quello che devo ancora scoprire. Una canzone: “Cara” di Lucio Dalla. Un film: “Harold e Maude”. Un sogno: essere catapultata una notte nel Piper degli anni 60 e mischiarmi fra i ragazzi dell’epoca.

Ugo Stomeo

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One thought on “BONUS TRACK – Intervista a Lavinia Desideri

  1. Ringrazio di cuore Lavinia per la sua disponibilità e per avermi fatto ascoltare in anteprima "Se soltanto". Un brano intimo, toccante e sofisticato. Reso ulteriormente magico dall’arrangiamento di Marcello Faneschi, lo stesso di immortali dischi di Gabriella Ferri e Domenico Modugno.

    Eppure il suo nome non compare nella lista dei sessanta artisti convocati, uscita proprio oggi:
    http://www.sanremo.rai.it/dl/portali/site/news/Co

    Ma Lavinia non termina qui la sua corsa, come anche il Filo-Blues! Presto sveleremo nuovi retroscena sanremesi.

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