La scommessa del Tedx leccese tra fiducia e creatività

“Vi preghiamo di prendere posto, stiamo per cominciare”. Tempo 5 minuti e il Tedx, a Lecce, comincia davvero. Silenzio tombale, luci soffuse, scenografia minimale, sala gremita.
Alle Officine Cantelmo c’è tutta la meglio gioventù leccese. Sindaco compreso.
Vito Margiotta (giovanissimo strategist salentino di Google Italia) e Gabriella Morelli fanno gli onori di casa. Il lento cammino verso la comprensione di cosa sia esattamente questo Tedx ha, così, inizio. Ma per capirlo davvero bisognerà aspettare la fine, quattro ore dopo, quando a prendere la parola è Paola Marazzini, manager di Google Italia. “Tedx é il luogo per ispirare fiducia e un cambiamento profondo e positivo”, spiega, e lo streaming video cade. Non si risolleverà più. A mente fredda, forse, è questo l’aneddoto più significativo del Tedx appena concluso; la sintesi del messaggio complessivo; il senso ultimo dei 22 speech. E cioè che la fiducia è condizione necessaria per il cambiamento ma, probabilmente, non sufficiente. Così come la tecnologia e tutto il carico di “think positive” che si porta dietro.

La prima ora scorre via veloce. Il format regge, anche se il successo comunicativo è tutto nelle mani di chi parla. In questi casi la forma è sostanza.
Arriva la prima pausa. Si accendono le luci. Facce da geek ovunque. Mele rosse per tutti (chissà perchè). Caffè. La gente mormora: “che ne pensi di ‘sto Tedx?”, “chi ti è piaciuto?”. L’impressione è che non tutti abbiano colto il senso del format. Ma si va fino in fondo.
“Vi preghiamo di prendere posto, stiamo per ricominciare”. Pronti, via. Riecco Vito Margiotta. Riecco la incalzante alternanza degli speech, che avanza tra alti e bassi comunicativi. E i salentini, in questo, non sfigurano, anzi. Da Fabio Novembre a Ennio Capasa, passando per Alessandro Sannino e Luciana Delle Donne il minimo comun denomitatore è la creatività, che al Tedx, a dirla tutta, è parola d’ordine.

Creatività come stile di vita, certo. Creatività come materia prima del presente ma soprattutto per il futuro. Creatività come completamento della scommessa sulla fiducia di cui parla Paola Marazzini. Creatività come il fuori onda di Riccardo Luna (in collegamento Hangout), il quale, non sapendo di essere in mondovisione, fa sapere a tutti che almeno per questa sera eviterebbe di mostrare il suo pigiama. Meglio un primo piano.
Ma sarebbe andato bene anche Luna in pigiama per un Tedx che non ha brillato per efficienza tecnica. Poco importa, comunque, perché l’esperienza è piaciuta. Tanto ai presenti in sala – rimasti incollati alle sedie contro ogni previsione della vigilia (‘ne rimarranno in quaranta’, pontificavano a distanza i vertici del Tedx), quanto agli internauti (Facebook, Twitter e Instagram addict, pardòn), che hanno potuto seguire i lavori in streaming video attraverso Hangout. Almeno finché è durato.

Buona la prima per il Tedx leccese. Peccato per quelle punte di moralismo positivista, ai limiti dell’ottimismo, parse troppo ingombranti se non controproducenti. Alcune storie, come molte delle 22 ascoltate oggi a Lecce, parlano da sole. Per trasmettere fiducia non occorre declamarla.

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4 thoughts on “La scommessa del Tedx leccese tra fiducia e creatività

  1. Per conoscere il significato delle mele : http://youtu.be/uJc61s75F-M;
    Riccardo Luna non era in pigiama ma quella era una felpa come lui stesso ci ha tenuto a segnalare (anche su twitter);
    La diretta stream era su due canali ed è caduta su uno per la durata di circa 13 minuti su 5 ore e 20;
    Cercando su twitter l'hashtag #tedxlecce si ottengono ben 1489 risultati … leggete qualche post per capire quale sia il reale impatto sugli utenti;

  2. Qual è il problema Raffaele? Dei problemi tecnici ha parlato tutta la stampa, mica solo 20cent. Purtroppo sono cose che capitano, soprattutto se invece che a NY ci si trova nellu Sa-lentu. Riconoscere un limite può farci solo migliorare, basta avere fiducia in quello che si fa, con competenza e capacità, nel pieno spirito ti Tedx. O no? 😉

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