Processo ai caporali, la Cgil parte civile

Il Gup Alcide Maritati ha accolto le richieste di costituzione di parte civile della Cgil, della Flai Cgil, della associazione Finis Terrae e di alcuni braccianti della masseria Boncuri (tra cui Yvan Sagnet) nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 22 tra imprenditori agricoli caporali e vice caporali lo scorso 23 maggio.

L’operazione, denominata “Sabr” dal nome di un presunto caporale tunisino, considerato ai vertici, insieme all’imprenditore agricolo Pantaleo Latino di una organizzazione tesa allo sfruttamento dei braccianti agricoli nelle campagne di Nardò, scaturì da una inchiesta condotta dai pm della Procura di Lecce. Gli stessi che nell’udienza di oggi hanno chiesto il definitivo rinvio a giudizio degli imputati per (a vario titolo) associazione a delinquere, riduzione in schiavitù, intermediazione illecita di manodopera (il reato di caporalato), estorsione, presentando i risultati di una inchiesta che descrive con prove fotografiche, appostamenti e intercettazioni fatti avvenuti tra il 2009 e l’agosto del 2011.

Martedì mattina ci sarà la seconda udienza preliminare dopo la quale il gup darà il suo parere definitivo sul rinvio a giudizio. La novità di oggi è l’accoglimento delle istanze delle parti civili. Il giudice ha riconosciuto infatti come soggetto leso dall’operato di caporali e imprenditori agricoli anche il sindacato, nonostante le presunte vittime dei caporali non fossero iscritte alla Cgil. Il giudice, oltre ad aver riconosciuto l’effettiva impossibilità per soggetti deprivati della propria autonomia di operare la scelta dell’adesione al sindacato, ha comunque riconosciuto – e non era scontato – il ruolo del sindacato come soggetto che tutela il lavoro, la dignità e i diritti, calpestando i quali, gli imputati avrebbero arrecato danno alla Cgil.

Stesso discorso per ciò che riguarda l’associazione di volontariato Finis Terrae, impegnata nei giorni dell’emergenza del 2011 nel tentativo di fornire assistenza e supporto ai migranti e per cinque braccianti che hanno deciso così di esporsi contro il sistema del caporalato.

“La Cgil rappresenta e difende i diritti e la dignità delle persone in quanto tali, non solo in quanto lavoratori”, dichiara Antonella Cazzato segretaria della Cgil Lecce “Questa è una battaglia di civiltà: anche questo significa per noi rappresentare e difendere i diritti di tutti i lavoratori”, dichiara il Segretario generale della Flai Antonio Gagliardi.

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