Il grido di dolore di una vecchia banca

Da qualche ora la vecchia sede del Monte dei Paschi di Siena, già Banca 121, già Banca del Salento (piazza Mazzini (lato via 140° Fanteria) è stata impreziosita da un significativo episodio di street art in stile neovandalistico (chiaramente: periodo rosso), che reca l’epigramma: “Banke assassine”, seguito dal logo di un’associazione di consumatori Alternativa (o la grande A cerchiata starà per qualcos’altro?). Si tratterà senz’altro di un piccolo equivoco dovuto a libretti degli assegni troppo corti o a carte di debito rifiutate al POS perché prematuramente smagnetizzate.

Vista in foto, però, bisogna aggiungere, la vetrofania lascia un dubbio atroce. La remora riguarda la possibilità che l’iscrizione non sia effettivamente stata tracciata a spray dall’esterno, come all’inizio sembrava scontato. Ma piuttosto dall’interno della filiale. E se quest’opera d’arte non fosse invece un grido di dolore e una richiesta d’aiuto emessi dal Monte dei Paschi stesso, la più antica banca del mondo, ma pur sempre un istituto ridotto al default tecnico, nei confronti del nuovo che avanza?

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One thought on “Il grido di dolore di una vecchia banca

  1. Siamo tutti esasperati dalla situazione economica che viviamo, e sicuramente le banche non sono prive di colpe… tuttavia atti vandalici come questo non li riesco proprio a concepire, sono incivili, inutili e del tutto sterili!

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