La sfrenata movida leccese in pigiama e babbucce


E’ ufficiale, la movida leccese è entrata in letargo. Forse è colpa dei 16 gradi che questo inizio di novembre ha voluto donare o, ancora, della pigrizia nazional invernale che ogni primo autunno si abbatte sullo spirito dei leccesi come lo tsunami sulle isole tropicali. E così arrivano le coperte, rigorosamente in lana o in pile, che, come da migliore tradizione, si riconfermano rivestimento perfetto del divano e i suoi ospiti. La televisione, invece, è subito promossa cinema fai-da-te mentre la sensualità estiva lascia, spudorata, il posto a pigiami e babbucce che solo una nonna del Sud può cucire con così tanto amore.
Fatto sta che le strade del capoluogo salentino sono deserte. Tranne il sabato, qualche volta la domenica. A chi non ama quel caos calmo, a dire il vero, fa anche piacere, ma è inevitabile chiedersi se tutta questa moria è davvero imputabile alla sola rigidità stagionale. Teoricamente quest’opzione sarebbe anche plausibile se ci trovassimo, però, a Parigi e fosse pieno dicembre. Eppure Parigi pullula di gioventù anche nelle sere più fredde e nevose.

Allora il motivo vero qual è? Sarebbe presuntuoso ipotizzarne solo uno, di certo, però, la domanda più ricorrente quando, in un qualsiasi giorno infrasettimanale, per riprenderti dalla stanchezza lavorativa, proponi a un amico di uscire, è: si, ma che c’è stasera?. E tu… ehm…nulla? La risposta a questo punto è abbastanza intuibile: magari resto a casa, fa freddo, e poi, dove dobbiamo andare. E’ chiaro, quando la città manca, la casa è il pronto soccorso ideale.
E’ possibile, però, dimenticarsi di una città per mesi interi e poi ricordarsene solo da fine maggio a fine settembre quando il sole è amico e i turisti ci invadono?
Già, perché non ci sono mai stati così tanti eventi in questa città come quest’estate si è vantato giusto ieri l’assessore allo spettacolo del Comune di Lecce Luigi Coclite mentre fumava una sigaretta all’ingresso delle Officine Cantelmo poco prima della presentazione del nuovo disco di Niccolò Fabi.
Che poi siano eventi d’eccellenza o semplici riempitivi, però, non importa, fatto sta che qualcosa per divertirsi, almeno d’estate, ai suoi cittadini l’assessore la garantisce. E l’inverno? L’inverno è pausa, meditazione sul da farsi per la prossima bella stagione.

Una città in stand by praticamente, lasciata alla mercé di una piccola e media borghesia appassionata di stagioni liriche e spettacoli da teatro alla modica cifra di…
La gioia comune è quindi lasciata alla creatività dei piccoli imprenditori leccesi, i proprietari di quei locali le cui saracinesche, molte, troppe, sono state costrette, negli ultimi anni, ad abbassarsi per mancanza di avventori. Insomma, un cane che si morde la coda: se la città è morta, gli esercizi commerciali chiudono, e se gli esercizi commerciali chiudono, la città è seppellita.

Chissà che tutta questa pigrizia leccese, insomma, non sia proprio figlia di una mancanza di stimoli che dovrebbero partire proprio da chi questa città la governa. Una domanda che, probabilmente, non conoscerà mai la risposta ma che, legittimamente, allo scoccare di ogni autunno, i leccesi si pongono prima di dichiararsi ufficialmente borderline e decidere di spendere soldi che non hanno per andare in analisi.
Eppure a volte basterebbe solo essere padri di una buona idea ha cantato ieri il buon Fabi proprio qui. E’ evidente, però, che per causa di forze maggiori i leccesi ne sono ancora orfani.

 

(foto da www.pianetadonna.it)

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3 thoughts on “La sfrenata movida leccese in pigiama e babbucce

  1. Mha…azzerderei un'ipotesi…la butto li, senza pretese, nn sarà magari che la gente non ha più soldi da spendere?

  2. Mah.. che Lecce sia una città tranquilla in inverno non è una novità.. In effetti non capisco perchè la gente non esce per i primi freddi, che poi freddi non sono… però per contro credo comunque che non possiamo affatto lamentarci.
    Rispetto a tutte le altre città del Sud, Lecce la trovo comunque una città divertente, certo piccola, a misura d'uomo… ma non la cambierei mai, con tutti i suoi difetti 😉

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