L’Università e i suoi veleni. La Cgil querela Laforgia

Mentre nella prima mattinata di oggi il senato accademico si riuniva per ricevere spiegazioni circa le dimissioni di Emilio Miccolis e la successiva nomina di Claudia De Giorgi, Salvatore Arnesano, segretario provinciale della Cgil, optava per dare mandato ai suoi avvocati di querelare il rettore Laforgia. E mentre la seduta di senato veniva sciolta senza cambiare di una virgola l’inerzia della debacle universitaria dei giorni nostri (è un ostinato muro contro muro), Arnesano inviava a tutte le redazioni il frutto della sua sofferta decisione sotto forma di comunicato stampa:

Esprimendo sconcerto e condanna per i continui attacchi che la nostra Organizzazione sindacale sta ricevendo a mezzo stampa, mi ritrovo costretto a comunicare che la Segreteria confederale della CGIL Lecce ha dato mandato all’Avv. Marcello Petrelli di sporgere formale querela per diffamazione nei confronti del Rettore dell’Università del Salento, Prof. Domenico Laforgia, per le dichiarazioni rilasciate dallo stesso nel corso della trasmissione “L’Approfondimento” andata in onda su TeleRama lo scorso 28 ottobre alle ore 8.15 circa e poi riprese il giorno 29 ottobre 2012 dal Nuovo Quotidiano di Puglia.

Ecco, appunto. Una querela. La seconda in pochi giorni dopo quella sporta dal Magnifico nei confronti del direttore di TrNews (la testata giornalistica di TeleRama) Danilo Lupo. Una querela, una in più, giusto quello che mancava nella palude mediatica che sta diventando l’Università del Salento. Eppure il sempre mite Arnesano deve averla trovata l’unica risposta possibile ai recenti attacchi a mezzo stampa del rettore. L’ultimo dei quali, in un’intervista pubblicata stamane dal Quotidiano, nella quale il rettore, tra le altre cose, dichiara: “Per ora la mia preoccupazione è che l’Università non torni nelle mani di coloro che vogliono restaurare l’antico sistema dei favori di scambio e del controllo sindacale, che sono alla base di questa congiura”. In sostanza, secondo Laforgia, i sindacati avrebbero perpetrato per anni, contro di lui, una lotta di interesse (e di tessere) all’interno dell’Ateneo; una lotta “di potere” per il potere (perduto).
Una provocazione di troppo, insopportabile. E allora non è vero, chiarisce Arnesano, che “il Capo di Gabinetto dell’ex Rettore dell’Università del Salento all’epoca dei fatti per i quali è stato condannato in primo grado a 4 anni di detenzione fosse un dirigente sindacale della Cgil”, e non è vero “che il tesseramento alla Cgil da parte dei lavoratori fosse collegato al superamento di una eventuale procedura concorsuale”. Non è vero. Querela.

Durante il senato accademico per Laforgia non è andata meglio. Il rettore è stato messo sotto accusa per la procedura di nomina di Claudia De Giorgi al posto del dimissionario Emilio Miccolis. La scelta non sarebbe passata da un parere del senato ma da una deliberazione del Cda sostanziata da un decreto urgente del rettore. “Laforgia ha sostituito il potere del senato con un suo decreto e questa è l’ennesima riprova di una gestione personalistica di una pubblica amministrazione”, spiegano alcuni senatori. Peraltro, la nomina della De Giorgi sarebbe arrivata prima dell’effettivo passo indietro di Miccolis, come se già si sapesse che l’ex direttore avesse lasciato. “Tra a me e lui c’era un impegno d’onore”, pare abbia chiarito a questo punto il rettore. Apriti cielo. L’onore non è contemplato dal diritto amministrativo figurarsi da quello istituzionale. Il senato non può accettare. Il rettore deve mollare.

Ma il termine “dimissioni” non è contemplato nel vocabolario laforgiano. “Conoscendolo andrà avanti come un treno”, spiega uno studente-senatore. E che treno sia, allora. Chissà quale sarà la prossima fermata di questa triste carovana universitaria.

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