Kalò Fai, l’unico ristorante on the cloud coi pezzetti di unicorno

Kalò Fai (che in griko significa “mangiar bene”) è un’impresa gastronomica salentina che presenta un aspetto geniale. Si tratta di un ristorante apparentemente simile a tanti altri, sebbene la gentilezza quasi anacronistica del suo personale (perlopiù discendente dallo stesso, radicato ceppo griko) e l’effettiva bontà dei suoi pezzetti di cavallo lo pongano una spanna decisa sopra la media, anche in un territorio come la Grecìa Salentina, dove notoriamente si mangia molto meglio che a casa mia. Eppure, Kalò Fai è dotato di una caratteristica che risulta unica.

Ha una cucina e un locale saldamente contestualizzato nel centro storico di Catrignano de’ Greci. Ma quando c’è una sagra di una certa importanza o un altro evento commercialmente rilevante, si sa trasformare in un fast food di qualità ambulante. Un camioncino, opportunamente brandizzato coll’insegna del ristorante originario, che invece della solita salsiccia piccante (con o senza patatine), propone gli stessi manicaretti che serve nella sua dimensione “accasata”. E’ dunque un locale astutamente transformer: al tempo stesso un ambulante con un tocco residenziale e un ristorante che sa passare da fisso a mobile con la stessa facilità di un’offerta della Wind. Se ti piace la sua cucina, hai la qualità anche in mobilità.

Quest’estate, per dire, in nessun centro interessato dalle tappe del Festival della Notte della Taranta – tranne Alessano, dove forse la concorrenza delle macellerie della piazza era troppo agguerrita – non mancavano i piatti a base di grano stumpato di Kalò Fai, nonché i sorrisi delle due figlie del titolare, Jennifer e Melissa.

Per dirla tutta, utilizzando una parola dal gergo tecnologico assai in voga, i loro polpi alla pignata, sono un poco “on the cloud”. Infatti, la cucina di Kalò Fai sta alla cloud, come le cucine dei ristoranti che servono i propri piatti solo on location stanno agli hard disk tradizionali. I suoi pezzetti di cavallo sono così leggeri che potrebbero essere di unicorno alato.

Se è troppo complicato come ragionamento, andate a Castrignano de’ Geek (o in giro per il Salento) e provate di persona. Perché la grande lezione di Gino Pensa (in arte “Gino Famoso”), il re del Cloud Cooking, è che se il ristorato non va al ristoratore è il ristoratore che va al ristorato.

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