Consulenze, il rettore Laforgia querela il direttore di Trnews

Cominciano a saltare i nervi, ai vertici dell’Università del Salento. Dopo un comunicato degli avvocati di Emilio Miccolis, che minacciano querele a destra e a manca, il rettore Domenico Laforgia non ha voluto essere da meno del suo ex direttore generale. E con una mail girata a tutti gli indirizzi @unisalento della sua rubrica rettorale ha comunicato di aver dato mandato ai suoi legali di querelare Danilo Lupo, il direttore di TrNews, il tg di Telerama. Casus belli un servizio che riprende, e smentisce, dichiarazioni rilasciate dallo stesso Laforgia negli studi dell’emittente salentina in merito ai rapporti economici di società di consulenza a lui riconducibili con la stessa Università.  Nella mail che ha esondato in un batter d’occhio dai confini virtuali degli account “corporate” dell’Ateneo, Laforgia scrive:

 “Vi informo di aver dato mandato ai miei legali di querelare il direttore di Telerama per aver dato notizie completamente distorte al fine di sollevare ulteriori dubbi sulla legittimità del mio operato di Rettore. La manipolazione delle informazioni, parziali e non ben documentate, porta a ipotizzare un conflitto di interessi tra la mia posizione di Rettore e le società da me fondate anni fa, che non c’è mai stato come si evince anche dalla lettera del marzo del 2010, che leggete di seguito, uno dei numerosi dati documentali che attestano la totale assenza di alcuna commistione di interessi tra le società e l’Università.”

Danilo Lupo
Ma quali sono queste informazioni parziali fornite da Lupo e in base alle quali Lafrogia ritiene di essere stato diffamato? Basta riguardare il servizio, andato in onda ieri durante l’edizione del tg delle 14.30, nel quale il cronista – nel caso specifico lo stesso direttore Lupo – dimostra che mentre la “Laforgia Bruni & Partners” riceveva incarichi dall’Università, il rettore risultava, da curriculum aziendale, pienamente organico sia all’Istituzione accademica che all’azienda.

Per la precisione: mentre Domenico Laforgia compariva nel curriculum aziendale della “Laforgia, Bruni & Partners”, società operante nell’ambito della proprietà industriale (in pratica, consulenza per l’ottenimento di brevetti), in qualità di “Technical director”, il rettore Domenico Laforgia firmava tre decreti (il 589, il 1322 e il 1323) con i quali l’Università del Salento forniva incarichi alla stessa società per 19mila 868 euro. Nello stesso periodo, poi, il Cda attraverso quattro delibere (la 36, la 37, la 54 e la 131) deliberava incarichi, sempre in favore della stessa società, di ulteriori 33mila e 300 euro. Totale: 53mila 168 euro. Si tratta di somme che l’Università aveva precedentemente chiesto e ottenuto dell’Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione) per fornire consulenza nella registrazione dei brevetti di alcuni investitori dell’Ateneo.

Il punto è che il Magnifico ha sempre sostenuto di aver lasciato ogni incarico nelle sue società proprio per evitare il conflitto di interesse.  Il curriculum aziendale mostrato nel tg da Danilo Lupo, però, porta la data del  20.04.2011 (leggi il curriculum), quando Laforgia era Rettore ormai da anni. Questa evidenza fa cominciare il servizio televisivo con la registrazione delle dichiarazioni di Laforgia che sostiene di aver lasciato ogni incarico esterno e subito dopo la voce del giornalista che denuncia: “Questa è una bugia”.

La decisione di querelare un giornalista appare eccessiva quanto pretestuosa. E denota nervosismo, sindrome da accerchiamento. Questo perché, se il curriculum aziendale della “Laforgia Bruni & Partners” diffuso dalla stessa società su Internet fosse inesatto, il rettore dovrebbe redarguire casomai suo figlio Maurizio, alla cui responsabilità, durante la carica rettorale, Laforgia ha ceduto quote e responsabilità. Ma se un giornalista viene in possesso di un documento che smentisce le sue dichiarazioni e lo mostra alla pubblica opinione, semplicemente, il giornalista, sta facendo il suo dovere.

Per rafforzare ulteriormente la tesi della sua buona fede, alla mail che comunica a tutti gli account @unisalento la querela, il rettore allega un altro documento. Questo porta l’intestazione di una seconda società, la Stim Engineering Srl, sempre riconducibile a lui e anche questa lasciata alla responsabilità del figlio. Stando al documento allegato dal Rettore, la Stim Engineering Srl avrebbe rifiutato nel 2010 un incarico di lavoro del Disteba (Dipartimento di scienze tecnologiche e ambientali) con queste motivazioni: “Il nostro socio e vostro rettore (nonché mio padre), infatti, ha chiesto da diversi anni, a tutte le società da lui partecipate di astenersi dall’intrattenere rapporti economici con l’Università del Salento a eccezione di nostre sponsorizzazioni o concessione di disponibilità a ospitare stagisti”. Firmato, Maurizio Laforgia.

Di fatto, però, un anno dopo, 53mila euro sono entrati nelle casse della Laforgia, Bruni & Partners via Università del Salento. E, di fatto, la stessa società dichiarava, nel suo curriculum aziendale, di annoverare tra i suoi “operativi” l’ing. Domenico Laforgia. Questi sono i fatti, riportati dal giornalista, che il rettore – o chi per la “Laforgia, Bruni & Partners”, non ha ancora spiegato nel merito. Una posizione delicata, che andrebbe chiarita. Invece il rettore ha deciso di andare per le vie brevi e passare al contrattacco verso la stampa. Che, in fin dei conti, altro non sta facendo che sostanziare il fallimento “politico” del mandato di Laforgia: risollevare la missione pedagogica dell’università del Salento dalle macerie nelle quali l’era Limone l’aveva lasciata. Le vicende, tutte, degli ultimi tempi dicono, al di là del merito della singole questioni, che non ce l’ha fatta.

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