Se anche Superman diventa un precario dell’informazione

Dalla prossima uscita del famoso fumetto di Scott Lobdell, Clark Kent, la giovane promessa del Daily Planet, Superman, cambierà mestiere: abbandonerà il quotidiano di Metropolis per diventare un blogger.

Chiamate la Uil, la Cgil, la Cisl, Assostampa, chiamate chi volete ma Lodbell non può decidere per Clark. Insomma, ormai Kent è uno di famiglia: esiste, e con lui resiste il miraggio di un giornalista giovane e intraprendente la cui sete di verità e giustizia viene premiata con un bel contratto di categoria a tempo indeterminato. Scott, è evidente che il mondo va in un’altra direzione. E anche Superman deve adattarsi.

Da La Stampa si legge, oggi, che lo sceneggiatore di uno dei supereroi più letti nella storia costringe il suo protagonista a trasferirsi, penna e bagagli, nella giungla del moderno mercato dell’informazione, trasformandolo da giornalista inquadrato con diritti e doveri in blogger metropolitano senza troppe certezze ma con molti meno lacci in merito a opinioni sui fatti di cui da notizia e letture sul mondo che, per mestiere, racconta.

Come riporta il quotidiano, rigorosamente nella sua versione on-line, Lobdell ha spiegato così la scelta:

«Questo è ciò che realmente accade a un ragazzo di 27 anni come Clark, un ragazzo costretto a stare dietro una scrivania a scrivere ciò che gli viene assegnato, caricandosi di preoccupazione che non sono davvero sue, molto meglio mettersi in proprio e aprire un blog dove esprimere liberamente il proprio pensiero»

La questione è complessa dal punto di vista dei costi/benefici della scelta che il suo sceneggiatore ha fatto per lui.

Da una parte Clark ha tutta la nostra solidarietà. Benvenuto nel precariato Kent. Da domani più che a salvare il mondo, dovrai dedicarti a salvare te stesso. Dall’altra parte ha tutta la nostra ammirazione. Lasciare un posto fisso e ben retribuito e scegliere di slegarsi, pagandone il prezzo, dai lacci di un’informazione prodotta in nome e per conto di un editore invadente, mollare la cronaca per riscoprire il ruolo sociale dell’informazione, è scelta coraggiosa.

Forse a questo punto al giovane Kent farebbe piacere sapere di non essere solo, almeno non più di quanto non lo sia già nella sua dimensione di supereroe. Anche a Lecce, infatti, un gruppo di giornalisti, operatori, addetti stampa e fotografi si è trovato in una situazione simile. Lasciare da un giorno all’altro (anzi essere licenziato o cassintegrato, o, alla meglio, precarizzato) un posto presunto fisso nelle redazioni di giornali e telegiornali all’apparenza inossidabili, per ritrovarsi a scrivere insieme su un blog. Si chiama “Infoprecaria”. Il senso è mettere sul tavolo le esperienze che l’incertezza occupazionale (ed esistenziale: in questo caso il passaggio da redattore ordinario a supereroe del quotidiano) ha sfornato, per poi condividerle riappropriandosi del mestiere che gli è stato negato dai vari sceneggiatori dell’informazione locale.

Lobdell è pazzo, insomma, eppure non avrebbe saputo fare di meglio. Ecco perché, tra i precari dell’informazione, anche nel Salento, non c’è nessun imbarazzo a sentirsi, certi giorni, un po’ supereroi. Benvenuto Clark.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *