Pagliaro fa l’occhiolino a Renzi. E si prepara alle politiche

Paolo Pagliaro è uno che non è capace di annoiarsi. E quando lo chiami comincia subito a parlarti delle strade della Regione Salento, circondate da oleandri profumati e dell’obbligo di costruire dei muretti a secco in luogo di ogni tipo di recinzione a sud di Fasano. Poi, dopo aver sfidato la potentissima macchina del consenso di Perrone (ed esserne stato surclassato) alle primarie del centrodestra, oggi, su Facebook, pubblica questo post:

Insomma, d’un giorno all’altro te lo ritrovi renziano.

È una provocazione, presidente Pagliaro?

Non è una provocazione, è una cosa in cui credo fortemente. Poi certo bisogna capire…

Capire per esempio se Paolo Pagliaro, leader del Movimento Regione Salento, andrà a iscriversi all’albo degli elettori del centrosinistra, impegnandosi a votare per quello schieramento anche alle elezioni politiche.

Questo bisogna vederlo, intanto mi pare che Renzi abbia contestato questa regola. Ma quello dell’iscrizione dell’albo è già un passaggio successivo, in realtà noi crediamo alle primarie libere aperte ai cittadini, come abbiamo ottenuto che fosse per Lecce. Qui abbiamo fatto primarie aperte a tutti per garantire la partecipazione più totale. Le primarie dovrebbero svolgersi così.

Sì, ma le primarie sono del centrosinistra. E lei guida un movimento che è vicino al centrodestra, l’ha detto lei stesso in campagna elettorale: “Nel centrodestra mi sento a casa”. Ha cambiato linea?

Mah, no, il sostegno a Renzi non implica un posizionamento politico ma un momento di riflessione al quale vorrei che tutti quanti noi del movimento ci sottoponessimo.

Cosa le piace di Renzi?

Ci sono molto cose che ci accomunano: il bisogno di ricambio generazionale, di rivedere una classe dirigente che è obsoleta. Ci piace il fatto che la nomenklatura del Pd sia in netto contrasto con questa sua idea “rottamatoria”. E poi ha detto le stesse cose che abbiamo detto noi in campagna elettorale: che non accetterà compensazioni, come è stato per noi del Mrs a Lecce, dove noi abbiamo partecipato alle primarie del centrodestra e ci è piaciuto farlo, con disinteresse. Detto ciò siamo in una fase nuova, in un momento fluido.

Momento fluido vuol dire che state cercando una collocazione? Si dice che lei si candiderà alle elezioni politiche con i Radicali.

No, nessuno si candida da solo a nulla. E poi io ho la tessera dei Radicali, l’unica tessera di partito che ho mai avuto in vita mia, ma l’adesione al partito radicale non implica una esclusività dell’impegno politico. Piuttosto posso dire che il nostro movimento si candiderà alle politiche.

Il Movimento Regione Salento?

Sì. La situazione è fluida, ci sono le alleanze da costruire, stiamo dialogando un po’ con tutti e vedremo che succede. Se ci saranno da fare delle scelte le faremo insieme ai militanti. Così come si vedrà chi sarà a candidarsi del nostro movimento, e non è detto che debba esserlo io.

Questa è una notizia, come quella della sua proposta di sostegno a Renzi

La proposta di Renzi, voglio precisare, è una valutazione personale, su questo ho voluto lanciare un’idea al movimento, partendo da mie valutazioni personali che ho voluto sottoporre alla base dei militanti, dei simpatizzanti, dei tesserati, dei dirigenti. Io sono sicuro già che mi beccherò un sacco di critiche ma il bello di un movimento è questo altrimenti lo chiameremmo in maniera diversa.

Che ne pensa della mancata proposta di riordino delle province pugliesi da parte della Regione Puglia?

È una porcheria, ed è finita a schifio come era iniziata. Un pastrocchio all’italiana, un minestrone che non serve a niente perché non si è avuto il coraggio di andare fino in fondo abolendo tutte e province e rivedere in una unica riforma l’assetto istituzionale del nostro Paese. Io a Open (trasmissione di Telerama, la rete televisiva di cui è editore, ndr) ho detto che sono pronto a scommettere che andrà a finire con la costituzione della provincia del Grande Salento da parte del Governo. Ma mi chiedo a cosa serva. La macroprovincia non servirà comunque a nulla fino a quando non si avranno funzioni, poteri, deleghe e capacità rappresentativa.

Beh, a propisto di Pd, dai democratici salentini sono venute delle aperture all’ipotesi della Regione Salento, negli ultimi mesi.

Pubblicamente ancora si espongono in pochi, ma le assicura che privatamente sono in tantissimi. Forse finalmente sta emergendo la forza riformista del nostro progetto, la cui difficoltà è nello scontro contro  frasi fatte o slogan vendoliani su secessionismo e altre amenità. Ragioniamo nel merito della proposta, invece. E finalmente una forza progressista e riformista come dovrebbe essere il Pd ha cominciato a farlo.

 

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One thought on “Pagliaro fa l’occhiolino a Renzi. E si prepara alle politiche

  1. Caro Pagliaro …sono un militante del PD….ho letto con molta attenzione l' intervista da lei rilasciata…..premesso che alle primarie voterò BERSANI,volevo dirle che lei è libero di votare Renzi…però certo della sua serietà sono sicuro che nel momento in cui parteciperà alle primarie del centrosinistra aderirirà sicuramente al centrosinistra stesso ….lei non è un semplice cittadino "indeciso" sul voto, ma il massimo esponente politico di un movimento territorialista.A mio modesto parere ho sempre pensato che i movimenti nati a salvaguardia del territorio (o lega di turno ) siano per ideologie più vicini al centrosinistra che al centrodestra .

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