Keep choosy and read 20cents

Il mio pusher di caramelle Haribo – un ragazzo srilankese della mia età – questa mattina mi ha domandato una cosa, dopo avermi squadrato la giacchetta destrutturata (nota: non la metto quasi mai, ma oggi ero davvero all’unisono collo zeitgeist):

“Scusa, Signor Giovi, tu che sai sempre tutto, cosa significa quella cosa che ha detto la ministro ieri, che noi giovani siamo ciusi?”

Io l’ho squadrato dall’alto in basso e gli ho risposto: “Tu stai attento a non mischiare le Mini Gelee con le Sour Cherries, che poi te lo spiego”.

Autobiografismi a parte, oggi è la giornata nazionale del termine “choosy”. Ricordiamocene tra un anno, soprattutto se sarà cambiato qualcosa, tra giovani e lavoro. Non è un segreto per nessuno come abbiano reagito i diversamente occupati italiani (precari per l’Inps, ma non sul web), alla gaffe commesa da Elsa Fornero ieri, a margine di un convegno nella sede torinese di Assolombarda.

Basta essere stati un po’ su Facebook e aver ravanato un minimo tra i tanti post dei nostri contatti, per rendersi conto di quanto Fornero l’abbia fatta grossa. Anche se, rispecchiando meglio l’accusa di essere “schizzinosi” che il ministro del Lavoro (ma non della Sensibilità) ci ha rivolto, sarebbe stato decisamente meglio documentarsi sul più elitario Twitter.

Ovunque ci sono state risposte impeccabili e moralissime, come quella di Corlassoli sul Fatto. Altre sono collettive, parole senza autore, come quelle che hanno inchiodato alla realtà del languore gastrico quella maledetta parola, così mal scelta dalla ministra: “Stay hungry, stay choosy” (parafrasando il Maometto dei giovani realmente choosy: Steve Jobs). Certe frasi su Twitter sono talmente condivise che diventano anonime, e si propagano di bocca in bocca con la stessa facilità di un sorriso in mezzo alla disperazione. Altre ancora sono semplicemente geniali, come quella proposta dal solito Makkox sul Post.

In ogni caso, non sono passate neanche 24 ore dalla fatidica pronunciazione della ministra, che non solo #choosy è entrata tra le parole più usate su Twitter (neanche fosse #lamiaprimavolta – lì sì che ci sarebbe da essere choosy, sia detto per inciso) che talune risposte (e forme di risposte) hanno saputo organizzarsi e dare vita a quei due capolavori di aggregazione istantanea del social web che sono choosysaraitu.tumblr.com e choosy.it.

Il primo è un’antologia di lettere, sms e post-it aperti diretti alla Fornero, sul tema di quanto sia difficile sbarcare il lunario e continuare a vivere con dignità pur non essendo affatto choosy come sembra. La varietà dei media utilizzati per produrre i post, che una redazione vaglia fra le centinaia che le arrivano per email, è straordinaria e, pur essendo sublimata dal potere dell’ipertesto, resta così saldamente incollata alla realtà.

Choosy.it, invece, funge da aggregatore del meglio dei meme su questo nuovo lemma, che perfino il direttore editoriale dell’Enciclopedia Italiana auspicherebbe fosse inserito nel Vocabolario Treccani.

Così, è una delle gioie del 2012 come quel choosy, chiaramente gaffe sociolinguistica di una burocrate accademiforme “che ha studiato fuori”, possa diventare così in fretta una questione identitaria. E’ proprio vero che, delle due l’una: o siamo tutti choosy, oppure choosy vallo a dire a qualcun altro. Choosy quando si tratta di far valere presso un datore di lavoro o foss’anche solo la collettività quello che abbiamo studiato, quello che abbiamo notato, quello che abbiamo capito. Quello che sappiamo fare e quello che non sappiamo fare, ma che rende possibile ogni giorno, in una forma più evoluta, quello che sappiamo fare veramente.

Da ventesimale vorrei infine aprire un piccola riflessione su un aspetto da cui la dimensione nazionale di questa improvvisa reazione di choosymania inizialmente, mi aveva distolto. Voglio solo dirvi, per favore, se vi è possibile, continuate a essere choosy anche nelle letture che fate sul web.

Dove sarebbe 20centesimi se non ci foste voi, cari choosy salentini e pugliesi di tutte le età, a leggerci e commentarci choosemente ogni giorno? Da nessuna parte. Perché choosy vorrà dire anche schizzinoso, ma implica etimologicamente una scelta. Una scelta che vogliamo e vogliate continuare a fare ogni giorno (Mini Gelee, detto fra noi).

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *