Se i comitati locali diventano il punto debole di Bersani

Si annuncia per i prossimi giorni un gran fermento di comitati a sostegno dei candidati alle primarie del centrosinistra. E già questo mi sembra una buona notizia.
Finito il tormentone su D’Alema, i renziani locali dovranno cercare di riportare sul territorio gli spunti programmatici presentati a Torino dal giovane sindaco fiorentino e cercare di legittimare su questi contenuti il consenso.

Vendola, poi, dovrà tentare di fare il pieno di voti in Puglia. Sicuramente la decisione di sforare in parte il Patto di Stabilità del bilancio regionale rappresenta un punto programmatico chiaro e di evidenza nazionale: il governo del paese deve essere basato sullo sviluppo e non sull’austero rigore. Non credo che basteranno per questi obiettivi le sezioni di Sinistra Ecologia e Libertà.

Resta da vedere cosa faranno i “bersaniani” locali. I primi segnali mi sembrano abbastanza sconfortanti. L’idea di risvegliare la vecchia guardia e consegnare alla sua “militarizzazione” l’esito delle primarie potrebbe rivelarsi inutile e dannosa.
Inutile, perché come la doppia “vicenda Boccia” ha ampiamente dimostrato, le primarie mobilitano una platea talmente ampia che sfugge a ogni presunzione di controllo. Dannosa, perché nonostante gli sforzi che a livello nazionale Bersani sta compiendo (anche grazie al supporto di un team di giovani e capaci comunicatori), i comitati locali a suo sostegno rischiano di riflettere gli stessi vizi autoreferenziali che scandiscono da tempo la vita del Pd salentino.

E’utile credo ricordare, al proposito, che proprio nelle principali realtà urbane salentine (che faranno in termini assoluti la differenza nei voti delle primarie) cioè Lecce, Nardò, Casarano, Tricase, lo scollamento tra il locale Pd e la diffusa opinione democratica presente sul territorio ha raggiunto livelli di guardia imbarazzanti.
Solo in rari casi, nelle ultime amministrative, la lista del Pd ha superato, in questi centri, il 10 per cento dei voti; insomma una testimonianza residuale.

Come riuscire allora a rendere questa società civile democratica protagonista di una lunga stagione politica? Quella che si apre con le primarie oggi e che continuerà nel 2013 con le elezioni per il governo del paese e, con molta probabilità, con quelle del nuovo governo della Regione Puglia? Il tema è oramai all’ordine del giorno.

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