Università, il nastro registrato che scoperchia il tombino

Se l’Università del Salento è la “fogna” di cui ha parlato il rettore Laforgia in tempi non sospetti, allora qualcuno deve avere aperto i tombini. E il liquame sta venendo fuori impetuoso. A mezzo stampa, ovviamente. E benché il rettore abbia sempre provato a tenersi alla larga dalla melma, tentando di offrire all’esterno un’immagine di integerrima trasparenza del suo operato, oggi si trova nella scomoda posizione di colui che viene parzialmente smentito da uno dei suoi più stretti collaboratori: quell’Emilio Miccolis, direttore generale, oggi sospeso cautelativamente dallo stesso rettore in seguito alla pubblicazione – da parte della Gazzetta di Lecce – di un colloquio intercorso qualche mese fa tra il direttore generale e Manfredi De Pascalis, funzionario dell’ateneo, esponente della Cgil, antilaforgiano convinto. A registrare il colloquio è stato lo stesso De Pascalis. Segretamente.
La decisione del rettore è stata affidata a una breve nota diffusa a mezzo stampa nella tarda mattinata di oggi.

Il Direttore Generale è sospeso cautelativamente in attesa di fare luce sulla vicenda. Non sapevo di questo incontro con il sig. De Pascalis, che apprendo solo oggi dal giornale. Non posso che dissociarmi da ciò che ho letto in quanto non rientra nella mia visione dei rapporti istituzionali e personali. Il Direttore è stato scelto per le sue ottime capacità di tecnico, ha completamente ristrutturato l’amministrazione dell’Ateneo e ha dato prova di essere capace di dragare finanziamenti e risolvere problemi con il Ministero. Tuttavia, non posso accettare che esista un’etica pubblica e un’etica privata. L’etica è soltanto una. La presenza del Direttore generale, se la conversazione pubblicata fosse vera, risulterebbe incompatibile con la linea di rigore che abbiamo mantenuto finora. D’altra parte, è eticamente inqualificabile che un dirigente sindacale circoli in Ateneo con il registratore in tasca.

Questa, invece, la trama del lungo colloquio riportato dalla Gazzetta: Miccolis, impegnato nella sua personale partita di Risiko del potere accademico, prova a portare De Pascalis dalla sua proponendogli un non meglio precisato avanzamento di carriera rispetto al prestiggiosissimo ufficio Reclutamento, a patto che non “rompa i coglioni” fino al 2016 (anno di scadenza del mandato da direttore generale). In cambio Miccolis avrebbe ritirato la querela per diffamazione sporta nei confronti di De Pascalis nell’aprile del 2010.

Da questo colloquio si evince: 1-  la maggior parte dei concorsi dell’Università del Salento sono sottoposti a “scelte strategiche” da parte di chi comanda e non a valutazioni sul merito dei candidati; 2- che Miccolis gode di un ampio margine di manovra entro cui muovere le sue pedine con metodi quanto meno opachi; 3- che De Pascalis è un appassionato di spy story; 4- che il rettore non è (o non sarebbe) a conoscenza di tutte le opacità perpetrate dal direttore Miccolis.

Citazione:

Miccolis: …mi devi fare questa cortesia, fino al 2016. Il rettore deve restare fino al 2013. Io posso mettere sul piatto al professor Laforgia il patto. Allora, noi possiamo fare questa operazione: ti esonero dal parlare con il professor Laforgia perché così non ti devi sottomettere.
De Pascalis: questa è una cosa che vuole lui?
Miccolis: no, no. la gestitsco io. io vado dal professore e gli dico io ho pensato a quesata soluzione. Cioè faccio mia la proposta e gli dico, così abbiamo la condivisione.

Al punto a cui è arrivato questo triste noir accademico sono davvero in pochi a potersi ritenere immuni dal tipico olezzo fognario. E non basteranno dosi massicce di deodorante. Il problema è che questo noir triste non è finito qui. Altri capitoli si scriveranno nei prossimi giorni. E il danno per l’Ateneo non sarà solo d’immagine.

La sensazione è che per ogni Laforgia che provi a tessere un profilo di alta caratura scientifica dell’istituzione ci sarà sempre un Miccolis pronto a far sprofondare il tutto in una dimensione terzocategoriale, grottesca, magnacciona. Da fogna, appunto.

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3 thoughts on “Università, il nastro registrato che scoperchia il tombino

  1. Miccolis deve andare via. Ha fatto bene il rettore ha sospenderlo. Laforgia dovrebbe prestare maggiore attenzione alle scelte dei suoi collaboratori. Patetico Depascalis che dice di aver portato subito il nastro in procura mentre si legge chiaramente che è stato inviato il 5 ottobre quasi 3 mesi dopo. Attendeva l'occasione giusta?

  2. Il sindacato ha rovinato il mondo con le lottizzazione, la registrazione è quanto di più meschino abbia mai visto operare ad un uomo!Cgl che brutta figura!

  3. Ho letto su un altro sito che il contendere pare ruoti attorno alla gara per il servizio delle pulizie d'ateneo.
    Qualcuno sa qualcosa? Potete informarvi chi ha vinto?
    Ci sono imprese vicine a qualche politico?
    Grazie

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