Sgm, quando la politica calpesta il merito

Studiate, gente. Masterizzatevi. E poi inviate pure il curriculum a destra e manca. E se per caso la Sgm, società partecipata al 51 per cento dal Comune di Lecce (che conta 172 dipendenti e fa 11 milioni annui di fatturato), dovesse andare in cerca di Presidente allora non pensateci su due volte. Mandate il vostro curriculum e state certi che le cose non cambieranno. Non sarete presi, e questo perché per ambire a quella poltrona occorre essere politici in carriera, campioni del voto, mica bravi e qualificati professionisti.
Altrimenti non si capisce davvero perché il sindaco Paolo Perrone su 66 curricula pervenuti all’avviso pubblico – tra i quali figurano quelli di 24 laureati in Economia e Commercio (dottori commercialisti e revisori contabili con svariate esperienze professionali, corsi di aggiornamento, master, consulenze del Tribunale), 24 laureati in Giurisprudenza (avvocati, responsabili commerciali presso società private, funzionari della P.A), di un laureato in Sociologia (esperto nel settore della formazione), di un laureato in Farmacia, di tre laureati in Ingegneria e, poi anche di 11 diplomati (di cui 4 ragionieri revisori) – abbia preferito Mino Frasca, consigliere provinciale del Pdl, segretario provinciale del sindacato autonomo Fesica Confsal, con di titolo di studio da ragioniere e perito commerciale.

Secondo Carlo Salvemini, che è in questi giorni ha sollevato il caso, e che stamane ha tenuto una conferenza stampa (in compagnia di Saverio Citraro) esibendo ai giornalisti i curricula degli esclusi (vedi resoconto), le ragioni della scelta perroniana sarebbero iscritte all’interno di oppurtunità politiche: i soliti pesi e le diverse misure degli equilibri elettorali. Quelli passati, legati alle recentissime elezioni amministrative (dalle venature quasi plebiscitarie per Perrone) e quelli futuri, legati alla possibile discesa in campo del sindaco di Lecce per la presidenza della Regione.
E poi ci sono gli equilibri che riguardano lo stesso Frasca, campione del voto neretino, da tempo in attesa che la sua particolare vocazione alla preferenza venisse riconosciuta, e premiata, dal suo partito. Lo stesso Perrone, in un post su Facebook pubblicato in risposta a Salvemini non fa mistero di aver aver privilegiato il criterio del merito elettorale a quello del merito professionale e che proprio questo orientamento sarebbe l’antidoto perroniano ai venti dell’antipolitica.

Voglio ricordare a Salvemini che la legge non impedisce a un diplomato di rivestire l’incarico di Presidente in una società come l’SGM. Non dovevamo nominare l’Amministratore Delegato, il Direttore Generale né il Direttore d’Esercizio, figure che certamente avrebbero necessitato di specificità tecniche. La scelta di Frasca ha risposto a criteri, a mio avviso, non meno importanti: l’impegno nel mondo sindacale (nelle relazioni industriali SGM negli ultimi anni ha registrato grandi risultati), motivazione e continuo impegno sul campo, larghissimo consenso elettorale. Aspetto, quest’ultimo, che considero di grande valore in una fase caratterizzata dal vento imperante dell’antipolitica. Mi compiaccio, in tutta sincerità, di aver dato poi questa possibilità ad una persona che, partita da zero, è riuscita nel tempo a raccogliere i frutti del suo impegno.
Fermo restando che mi assumo tutte le responsabilità di questa scelta, chiedo a Salvemini, prima di emettere sentenze, di valutare insieme i risultati della Società già a partire dai prossimi giorni.

“Avrebbe scelto così, da imprenditore di successo qual è, anche se si fosse trattato di una delle sue aziende?”, domanda e si domanda Salvemini.
Il consigliere comunale ha poi chiarito che il suo non è un attacco personale a Frasca, ma un rilievo di natura politica al sindaco. E lui – spiega – che ha la responsabilità della scelta, non certo Frasca quella di accettare un incarico.
La domanda è: se il criterio è quello segnalato da Perrone, quindi, in ultima analisi, un criterio del tutto discrezionale, perché indire un avviso pubblico per far pervenire i curricula? Perché dare adito alla farsa del merito professionale quando l’unica credenziale che conta davvero per questo genere di incarichi è il merito elettorale? Inviate pure i vostri curricula, gente. Inviate. Qualcuno, un giorno o l’altro, li leggerà.

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One thought on “Sgm, quando la politica calpesta il merito

  1. Si, fanno perdere tempo alla gente oltetutto. Per rispondere ad un avviso occorrono in media non meno di venti minuti se hai gia pronto il curriculum, altrimenti se ne va mezza giornata. Quando poi non chiedono di produrre domanda in bollo da euro 14,62!! E magari tentano di chiederti l'esibizione di un certificato di iscrizione nell'albo professionale, cosa vietata dal 1 gennaio 2012.
    Si, funziona tutto cosi, esattamente come é stato descritto.

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