Il tarantino Robotica, guru pirata dell’antigrillismo

Se Beppe Grillo perde sempre più appeal dittatoriale perfino per i suoi fedelissimi, la colpa potrebbe essere di un tarantino, che si fa chiamare Robotica e che è l’ufficiale di collegamento tra le truppe dei grillini e il famigerato Piratenpartei tedesco. La notizia del giorno, quella della registrazione, da parte di Grillo, del marchio “Pirati a 5 stelle”, potrebbe essere una diretta conseguenza dell’operato di Robotica e della sua influenza sui dissidenti antigrillini più illuminati informaticamente, da Giovanni Favia a Valentino Tavolazzi e Gaetano Vilnò (gli ultimi due, recentemente espulsi dal Movimento 5 stelle).

I grillini antigrillini, tra i tanti modi in cui hanno avversato la monocrazia mediatica di Beppe, avevano recentemente preso ad osannare il piratesimo informatico di stampo germanico e, in particolare, una delle sue costole web più sostenibili e meno perseguibili: Liquid Feedback.

Liquid Feedback è un sistema open source, creato dal Public Software Group berlinese, che permette di creare piattaforme basate sul web in grado di far prendere ai rispettivi utenti (dai gruppi più ristretti ai più larghi, e pensiamo subito ai “partiti”) scelte di qualunque tipo, democratiche e crowsourced. Il nirvana decisionistico. Dal grillismo al decisionalismo. Chi di culto della personalità ferisce, di culto della piattaforma perisce.

Di fatto, nel registrare il marchio “Pirati 5 stelle”, Grillo non avrebbe fatto altro che segare le gambe alla nascente fronda di pirati decisionali. Secondo loro, questo è il suo ultimo gesto autoritario. Pare che per Beppe Grillo il gesto di potrebbe essere l’inizio della fine, sotto i colpi democratisti di ritorno dei grillini dissidenti. Loro, che fanno capo al sottoguru, ormai controguru Daniele Monteleone, detto “Robotica”, ne parlano con quell’ammirazione mista a culto del cargo tipica con cui qualche anno fa il centrosinistra italiano cominciò a guardare le primarie.

Solo, le primarie le importavamo dalla democrazia statunitense, mentre il Liquid Feedback da un gruppo di pirati informatici politicizzati che propongono il diritto d’autore crepi il prima possibile, con tutti i filistei.

Per inciso, il culto del cargo è una tipologia di movimento religioso “apparsa in alcune società tribali venute in contatto con culture tecnologicamente più avanzate”. Successe anche col cosiddetto Prince Philip Movement (“Movimento del Principe Filippo”), i cui seguaci, tutti membri della tribù Yaohnanen, nella parte meridionale dell’isola di Tanna, nello stato oceanico di Vanuatu

ritengono che il Principe Filippo, consorte della Regina Elisabetta II del Regno Unito, sia il figlio bianco di uno spirito delle montagne, di cui parlavano le loro antiche leggende.

Il problema di questo Liquid Feedback è che, proprio come le primarie o le meglio ciliegie Ferrovia – o, per dirla tutta, gli oppi populistici – una volta che incominci, poi non puoi più smettere. Diventa una droga. Parola di grillini dissidenti:

Liquid Feedback è un virus sociale: una volta conosciuto, nessun politico può sottrarsi. E una volta dentro, qualunque leader non è più tale perché le decisioni non le prende da solo o con la sua stretta cerchia: le prendono tutti a maggioranza.

Chissà se i grillini leccesi e salentini sono già pronti a issare la bandiera col teschio, sul loro peschereccio di voti, oppure se saranno ancora per molto tempo dalla parte del loro capitano, in odore di ammutinamento (misto ovviamente a una discreta dose di puzza di pesce).

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