Indignati, torna libero Valerio Pascali

Valerio Pascali è tornato libero. I giudici della Corte d’appello di Roma hanno ridimensionato in maniera significativa la sentenza di primo grado con la quale il giovane leccese, arrestato insieme ad altri dieci manifestanti durante gli scontri tra indignati e polizia il 15 ottobre 2011 a Roma, era stato condannato a 4 anni di reclusione da scontarsi agli arresti domiciliari per i reati di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. In particolare i magistrati inquirenti, grazie all’ausilio di materiale fotografico avevano documentato il lancio di sassi e bottiglie da parte di Pascali all’indirizzo degli agenti di polizia. Le foto, però, secondo la difesa del giovane, non sarebbero state sufficienti a provare la partecipazione di Valerio Pascali agli scontri.

Oggi la pena comminata in primo grado a Pascali è stata dimezzata e al giovane è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale. In questo modo, filando dritto nei prossimi anni, la fedina penale dello studente leccese resterà pulita. Gli avvocati di Valerio Pascali, Marcello Petrelli e Filippo Morlacchini, hanno puntato nel dibattimento all’assoluzione piena. Il giudice ha però riconosciuto la sussistenza del reato, pur ridimensionando in maniera significativa la portata delle responsabilità del giovane, che fu arrestato mentre si trovava in terra, stordito dai lacrimogeni. Dopo un anno di arresti domiciliari, durante i quali Pascali ha continuato a studiare e dato quattro esami all’università di Bologna, dove è iscritto, il giovane tornerà a Lecce nella giornata di domani. Da uomo libero.

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