Ammirato Culture House e 20centesimi: i pro e i contro della coabitazione

Molti dei lettori 20centesimi sanno che una delle novità più interessanti di questa nuova stagione riguarda la sede del nostro newsblog, lo spazio dove ogni giorno prendono forma i post che alle 19 in punto vedete pubblicati. Si tratta dell’Ammirato Culture House. O, come lo conoscono i leccesi di più lunga memoria, lo “Scipione Ammirato”.

Qualcuno ultimamente ci ha chiesto: “Cos’è st’Ammirato Culture? Ca quai a Lecce stamu”.
Beh, l’Ammirato, dopo essere stato negli ultimi decenni una scuola serale e la sede di centinaia di matrimoni civili, è oggi diventato un habitat ideale per concentrarsi sul proprio lavoro e, al contempo, aprirsi alla collaborazione e alla contaminazione. Almeno da quando una temeraria fondazione canadese, Musagetes Foundation, su proposta di alcuni visionari salentini, Loop House, ha messo gli occhi su Lecce decidendo di chiamare Comune, Provincia e Regione a costruire uno spazio di incontro per lavorare sulla città, sul rapporto tra lo spazio pubblico, le case, le strade, le piazze e la vita delle persone che vi abitano attorno. Lavorarci insieme ad artisti, musicisti, giornalisti, comunicatori, videomakers, curatori, ricercatori, grafici, designer, vignettisti e sociologi, chiamati a coabitare, a condividere per primi la quotidianità del proprio lavoro. Tecnicamente è un esperimento che ha a che fare con la social innovation. In parole povere – si fa per dire – è qualcosa che somiglia al mettersi insieme, condividere forze, debolezze e spunti creativi e metterli al servizio della comunità.

Ecco perché Ammirato Culture House, oggi, è anche casa nostra, la casa di 20centesimi. Immersi in uno spazio di co-working situato in un punto nevralgico della città con isole di lavoro e tutti i servizi necessari per lavorare e condividere. Con noi ci sono Lila, Muud, Nasca Teatri di Terra, Lupo Editore e Made in Carcere.

Per noi questa è una piccola, intima, rivoluzione nelle abitudini e la coabitazione, poi, è forse ancora tutta da sperimentare (anche se per ora va alla grande). Quello che non è una novità è l’ambizione di contagiare il passante e di spingere il cittadino a dedicare spazio alla riflessione e/o all’espressione creativa, magari cercando per sé un posticino all’interno di una dimensione collettiva. Raccontata così, la coabitazione “in Ammirato” (come ci siamo abituati a chiamarla), potrebbe sembrare la favola di un paradiso in terra, e un po’ lo è.

Le controindicazioni, però, ovviamente non mancano, e quando un giorno qualunque arrivi assonnata al lavoro alle 9 del mattino e sai che ad aspettarti c’è una splendida moka in stile ‘casa tua’ nella cucina dell’Ammirato, devi sapere che mentre attendi ansiosa l’odore delle prime gocce, potresti trovarti seduta al tavolo con un writers russo in bermuda e bretelle dal quale sai già che non caverai nemmeno quanto zucchero gradisce. Può accadere, anche, che quando sei concentrata a scrivere un articolo, improvvisamente, ti urlano nei timpani i primi gemiti di una sega elettrica che serve giusto a realizzare, nell’atrio ‘ammirato’, una nuova opera murales per la festa di inaugurazione (tutto ispirato a fatti e persone realmente esistenti).

Chissà, forse, la vera bellezza, il valore aggiunto della coabitazione risiede proprio in questo, nelle pieghe di un’insolita quotidianità che ti sbatte in faccia che non sei solo. E non è affatto detto che dove finisci tu inizia l’altro, piuttosto, si può iniziare e finire insieme semplicemente rispettandosi (e magari imparando come si dice “zucchero” in russo).

Questi nuovi giorni in Ammirato, insomma, ci fanno sorridere, sorprendere e ci arricchiscono. A volte ci fanno anche incazzare, e il nostro lord media strategist Giovanni De Stefano in quelle occasioni non manca di dire che tutta questa coabitazione finirà per peggiorarci, ma per ora siamo felici così, anche se appesi al lampadario cinquecentesco (sostiene il coabitatore Gianluca Marinelli), al centro della stanza, al fianco dei nostri piccoli ‘Osvaldo’ ritagliati con amore per caratterizzare la redazione, ci ritroviamo utilissimi fiocchi rossi abbracciati stretti stretti a grigi preservativi che la Lila distribuisce a chi ci fa visita. Un motivo in più per venirci a trovare, e per conoscere cosa può essere, per voi, quest’Ammirato Culture House.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

One thought on “Ammirato Culture House e 20centesimi: i pro e i contro della coabitazione

  1. esattamente, proprio quello che cercavo di dire oggi nella nostra prima riunione ufficiale ( molte e prodigiose sono state quelle ufficiose e informali) tra co-workers. per non dimenticare, che anche dietro ad ogni esigenza pratica e dettaglio , c'e' il senso di una visione collettiva se non ancora comune . e che dove finiamo noi ci sono gli altri…la strada il quartiere la città' il nostro pianeta e le altre dimensioni…
    buon lavoro a noi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *