La musica popolare salvata dal precariato

Il recupero della tradizione musicale e coreutica della Puglia (leggi, soprattutto, la pizzica salentina) esce dal precariato. Ieri il Consiglio regionale ha approvato una legge per la quale Sergio Blasi, consigliere regionale Pd e ideatore della Notte della Taranta di Meplignano, si batteva dall’inizio della consiliatura. “Interventi regionali di tutela e valorizzazione delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale” è il titolo della nuova norma che responsabilizza la Regione Puglia nel sostegno della riscoperta musicale negli aspetti che riguardano la ricerca, la conservazione e l’insegnamento della musica e delle danze che in Puglia sono la cultura popolare.

In sostanza la legge prevede criteri stringenti attraverso i quali assegnare risorse a diversi tipi di soggetti i quali dovranno però essere iscritti in un apposito Albo, che sia garanzia della qualità e dell’effettivo impiego delle risorse nel campo della ricerca e della promozione della tradizione musicale pugliese.
La Regione Puglia potrà finanziare il 20 per cento della spesa sostenuta da gruppi musicali, fondazioni e associazioni iscritte all’albo per “l’acquisto, il miglioramento ed il completamento di attrezzature musicali fisse e mobili”, il 20 per cento delle spese sostenute per manifestazioni di musica popolare pugliese fuori dai confini della Puglia, la metà delle spese necessarie ad organizzare “percorsi di formazione e approfondimento della conoscenza delle pratiche musicali e coreutiche tradizionali, con particolare attenzione al coinvolgimento degli anziani depositari dei saperi tradizionali”.
Anche gli Enti pubblici potranno beneficiare di contributi stanziati dalla nuova legge per la realizzazione di archivi e biblioteche multimediali specializzati e per la “realizzazione di festival, raduni e analoghe iniziative di spettacolo nel campo delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale, […] nella misura massima del 30% della spesa ritenuta ammissibile”. Ad accedere alla possibilità di finanziamento saranno anche “case editrici ed etichette discografiche per la pubblicazione di studi e ricerche nel campo delle tradizioni musicali e coreutiche della Puglia”.

Questa legge è utile perché – ad esempio – è il primo tentativo di fornire al settore del recupero della tradizione musicale una base solida su cui poggiare i progetti di ricerca e le ambizioni di una generazione – ormai non più giovanissima – che fin dagli anni ‘70 ha riscoperto musicalmente le proprie origini e, nel caso della Notte della Taranta, ne ha fatto anche volano dell’economia locale.
“L’intento – spiega Blasi – è quello di impedire che si disperdano, insieme al veicolo principale con il quale sono stati sempre tramandati, i valori e le tradizioni della nostra cultura popolare. Per questo è importante che la Regione sostenga, utilizzando lo strumento del Programma pluriennale di interventi nel settore della musica popolare, quell’insieme variegato di soggetti che lavorano per custodire e far vivere le musiche e le danze tradizionali della Puglia. Per questo motivo dedicheremo particolare attenzione alla ricerca e alla pubblicazione delle performance degli anziani cantori, i veri depositari dei saperi musicali: le loro performance, infatti, dovranno essere registrate e inserite in archivi multimediali che resteranno così, per sempre, a disposizione della collettività”.

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