E voi, correreste alla Nanomaratona di Tutino?

Una semplice ricognizione su Google News, avendo l’accortezza – leggi: perversione toponomastica – di digitare la parola “Tutino” come stringa di ricerca, da qualche giorno restituisce come primo risultato una fantomatica, lillipuziana, irresistibile “Nanomaratona”.

Un numero non trascurabile di testate giornalistiche (che aumenta a dismisura se la ricerca viene allargata al campo d’azione del Google generalista) riporta una notizia che anche l’aiuto addetto stampa di un consigliere provinciale di minoranza minorato avrebbe sospettato di puzzo di bufala (sottoforma di mozzarella o animale intero, fate voi) da chilometri.

La notizia in questione è:

Il 28 ottobre 2012, con partenza alle ore 10.00, si svolgerà a Tricase (LE) la I edizione della Nanomaratona ‘Tutino-Sant’Eufemia. Dal Castello alla Parrocchia’.

Interessante. Una maratona destinata a persone alte un metro o un episodio di podismo molto breve?

Il tracciato – lungo 550 metri – è stato studiato appositamente per essere adatto a podisti di tutte le età e di tutte le condizioni fisiche e premia più la buona volontà dei partecipanti rispetto alla loro resistenza.

Risolto l’arcano. Una maratona per sfaticati. Ci stiamo.

Un percorso che condurrà i partecipanti dalla splendida testimonianza del potere feudale – rappresentato dal Castello di Tutino, appartenuto alla famiglia dei Trani – verso la salvifica presenza della Parrocchia di Sant’Eufemia.

Una gara col retrogusto di iniziazione spirituale. La cosa ci intriga sempre di più.

Questo è solo il primo di una serie di appuntamenti in tutta la Provincia, che mireranno a coinvolgere nella pratica del podismo non solo gli abitanti dei Comuni più distanziati, ma anche quelli di territori confinanti, spesso molto vicini geograficamente eppure separati dal punto di vista socio-culturale.

Top. Non vediamo l’ora di poter assistere anche alla Parabita-Matino. La corsa del tirettupete. Oppure, per i veri buongustai, la Cursi-Morigino.

In vincitore sarà premiato con una speciale microcoppa alta 2,5 cm, realizzata appositamente per l’occasione dai maestri medaglisti del Valdarno Inferiore (Arezzo).

Stronzi. Ci eravamo quasi cascati. Poteva passare inosservata la coppa da David Gnomo. Ma lo sanno tutti che in Valdarno Inferiore sono delle pippe a fare microcoppe. Figuriamoci medaglie.

Una buona metà delle testate che hanno riportato la ghiotta notizia, con tanto di titoli, tag, pulsanti di condivisione socialmediale perfettamente schierati, ha avuto l’accortezza di allegare al testo copiaincollato una delle 2 opzioni grafiche che il comunicato da cui le notizie derivano (e che anche noi di 20centesimi abbiamo puntualmente ricevuto, provato a verificare, riscontrato come bufala – non senza ridere di cuore insieme ai suoi esecutori): o la locandina dell’evento (che scopriremo essere realizzata con un’app per iPhone chiamata Phoster) oppure la mappa del tracciato della gara.

Il percorso che compare in questa mappa è troppo deforme e innaturale per essere quello di una maratona, per quanto nanesca: infatti non è un itinerario pedone oriented; bensì è quello che Google Maps consiglia espressamente alle autovetture, fermo restando il desiderio da parte dell’utente di giungere alla chiesa di Sant’Eufemia, partendo dal castello di Tutino.

Come se gli organizzatori della nanomaratona fossero stati lettori ventesimali, o addirittura seguaci carparelliani, si sono ben guardati dal realizzare, nel progettare il percorso, l’aberrazione di congiungere castello e parrocchia, Laicità e Fede, attraverso la direttrice di via Giulio Cesare Vanini, l’Aquila Ateorum, che avrebbe ridotto di quasi un centinaio di metri il già nano tragitto.

Ora, ci preme notare con voi due cose. La prima è che in questo Paese ci sono decine e decine di testate giornalistiche online talmente sul pezzo che non si sono fatte sfuggire la notizia di una corsa podistica di 500 metri che mette in palio un trofeo grande come un Lindor.

E si badi: non una virgola del comunicato originale, e ovviamente neanche un refuso (cfr. “In vincitore” all’inizio dell’ultimo paragrafo), è stata cambiata dai giornalisti prima di cliccare sul fatidico tasto “pubblica” del loro fidato CMS. Mettendo al mondo, così, una notizia che non solo falsa per sempre i risultati di Google e di Google News, preziosi strumenti per informarsi dei cittadini della loro frazione d’appartenenza, ma che falsa anche il mestiere, dignitosissimo e tutt’altro che da prendere sotto gamba, del produttore di notizie online.

In effetti, qui il punto non è tanto lo scandalo del copiaincolla compusivo di per sé. Voi partecipereste a una “nanomaratona”? Vi fidereste di percorrere i 53.ooo metri che separano Lecce da Tricase, con la motivazione di doverne percorrere, a piedi, solo 550? Vi potete fidare di questo tipo di informazione, anche per una questione, foss’anche una nanomaratona o una gigastronzata?

Se non potete fidarvi degli informatori di questo tipo per bagatelle così, perché dovreste fidarvi di loro quando copianincollano ben altri tipi di notizie, su ben altri temi, semplicemente riportando così com’è, errori di metodo, di stile, di giudizio compresi, tutto quello che gli addetti stampa di David Gnomo gli propinano?

Seconda cosa. Se qualche lettore di queste testate, il 28 ottobre, si fosse recato realmente intutato a Tutino, per correre, magari con tanto di pettorale, la Nanomaratona, sarebbe stato solo un episodio di pessimo giornalismo a fargli perdere tempo.

Ma se non ci fosse andato nessuno? Se una notizia così strampalata, eppure così invitante come quella che avrebbe a tutti coloro che fossero in grado di correre per 550 metri la possibilità di dirsi “nanomaratoneti”, non fosse stata letta da nessuno (se non da quei pochi che cercassero strenuamente notizie su Tutino, come abbiamo fatto noi quando ci siamo insospettiti)? Perché esistono queste testate, se nessuno le scrive e nessuno le legge? Perché alcune di esse sono stracolme di pubblicità? Sono soddisfatti gli inserzionisti del rendimento di quelle pubblicità?

E’ il copiaincollaggio la nanomaratona del giornalismo online. Lo sberleffo di una professione che non ha niente da invidiare, ormai, anche grazie alle bellissime pagine scritte ogni giorno da realtà come Linkiesta, il Post, l’Huffington. Noi, alla migliori realtà del giornalismo su carta che nel nostro Paese siano mai esistite.

Non fidatevi di tutti i giornali online. Fidatevi di quelli che ci avranno pure un po’ di fiatone, ma che poi la notizia ve la portano a casa.

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