Brindisi, diecimila firme per la verità sull’inquinamento

Si è conclusa questa mattina con la consegna diretta nelle mani del sindaco di Brindisi Mimmo Consales di 10.220 firme la campagna avviata nel settembre scorso e organizzata da Brindisi Bene Comune per chiede l’ avvio di un’indagine epidemiologica: l’unico strumento che puo’ essere in grado di fare finalmente luce, mediante dati scientifici, sull’ effettivo stato di salute dei brindisini e sulla relazione tra l’emergenza ambientale ed i preoccupanti dati sanitari emersi da alcuni studi epidemiologici. Secondo una ricerca condotta qualche tempo addietro da Giuseppe Latini (direttore del reparto neonatologia Asl di Brindisi) ed Emilio Gianicolo (ricercatore dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr a Lecce) sui neonati da 0 a 28 giorni, è emerso che a Brindisi tra il 2001 ed il 2008 a Brindisi su 7688 nascite sono state registrate 176 malattie congenite di diversa gravità (malformazioni, neoplasie, malattie respiratorie e allergiche).

Mimmo Consales e Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune

I neonati che presentato malformazioni alla nascita sono il 18 per cento in più rispetto alla media europea, mentre quelli con malformazioni cardiovascolari superano addirittura la soglia record del 68 per cento. Si tratta tuttavia di dati parziali che non includono che non include quelle gravidanze interrotte proprio a causa delle anomalie cardiache complesse che colpiscono i feti prima della nascita e che- secondo il dirigente di neonatologia Enrico Rosati- potrebbero aggirarsi intorno al 50 per cento.

Nulla di nuovo sotto il sole se si pensa che dal 1998 Brindisi è considerata  sito di interesse nazionale delle bonifiche. Eppure in quasi 15 anni poco o nulla è stato fatto e il registro tumori jonico-salentino, che avrebbe potuto rappresentare un utile strumento di analisi è fermo, nel frattempo, al 2001. È partita proprio da questa esigenza di chiarezza e dal contestuale disinteresse dimostrato dalle istituzioni locali la raccolta firme organizzata da Brindisi Bene Comune che in meno di un anno ha visto l’adesione di oltre 10.000 brindisini

Il dott. Maurizio Portaluri, direttore del Reparto di Radioterapia dell’Asl Brindisi, tra i più convinti sostenitori dell’iniziativa, è entrato nel merito delle richieste contenute nel documento che accompagna la petizione popolare:

L’esito della campagna di raccolta di firme è segno di grande partecipazione dei cittadini e prova di quanto sia sentito il problema. E’ per questo che invitiamo le Istituzioni, autorità sanitarie locali – le quali hanno il dovere e la responsabilità di vigilare e tutelare sulla salute dei cittadini – ad effettuare rapidamente un’indagine epidemiologica su una popolazione, quale è quella brindisina, a forte rischio. Chiediamo che vengano ricercate le principali sostanze tossiche e cancerogene emesse – nell’aria, nel suolo, nell’acqua, negli alimenti – dai processi produttivi delle attività industriali e rinvenute nel sangue e nelle urine di lavoratori e di cittadini esposti. Chiediamo, in sintesi, di conoscere il reale stato di salute della popolazione. Intanto, comunichiamo che entro la fine del 2012 forniremo alle istituzioni una serie di iniziative di prevenzione primaria”.

Il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, nel raccogliere le firme appena consegnate nelle sue mani dal consigliere comunale di Brindisi Bene Comune Riccardo Rossi, ha assicurato il suo pieno sostegno personale e di quello della nuova amministrazione:

Ho seguito con molta attenzione il lavoro svolto sino ad ora e considero un dato importantissimo che oltre 10mila brindisini abbiano sottoscritto la petizione. Ritengo che oggi Brindisi possa uscire dalla logica della forzatura dei problemi ambientali. Ai promotori di questa iniziativa dico che non è necessario sollecitare l’Amministrazione Comunale, perché noi non indugeremo neppure un minuto per fornirvi il nostro supporto, sia dal punto di vista istituzionale che economico. Il percorso da seguire lo stabiliremo con i tecnici, mentre i fondi – pur nella innegabile ed evidente difficoltà del momento – li troveremo, anche a costo di rinunciare ad altro

La consegna delle firme è giunta negli stessi giorni in cui il Consiglio Regionale pugliese ha approvato la cosiddetta legge “salva Ilva” che potrebbe salvare in corner il lo stabilimento siderurgico dalla mannaia della Procura tarantina. La novità più importante introdotta dalla legge è la “valutazione del danno sanitario” (Vds) che tracci una stretta relazione di causa-effetto tra le emissioni degli impianti industriali e le ripercussioni sulla salute dei cittadini considerando i dati  contenuti nel registro tumori regionale e le mappe epidemiologiche sulle principali malattie a carattere ambientale. Se lo studio, che dovrà essere condotto una volta all’anno da Ares, Arpa e Asl, dovesse evidenziare situazioni di particolare criticità l’Arpa è tenuta ad  informare la Regione Puglia che ha facoltà di diffidare gli stabilimenti entro 60 giorni a mettersi in regola non con i parametri stabiliti, pena la sospensione delle attività dell’impianto: il regolamento e i criteri metodologici del rapporto Vds saranno stabiliti a breve con un apposito tavolo tecnico. Una legge regionale approvata all’unanimità che, per la prima volta, ha cercato di affrontare in modo organico e strutturato il rapporto tra le ragioni dell’ industria e quelle dell’ ambiente ponendole su un piano di sostanziale parità, ma che, nonostante gli entusiasmi bipartisan,  ha pero’ deluso quanti speravano che in Puglia fosse possibile un modello produttivo nuovo e green-oriented.

 

 

 

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2 thoughts on “Brindisi, diecimila firme per la verità sull’inquinamento

  1. Io l’ho fatto negli ultimi due anni per fiinaznare la gita scolastica alla classe di mio figlio (per i meno abbienti). V elementare. Quest’anno insieme all’altra quinta. E’ stato utilissimo. Intanto i bambini hanno capito qualcosa in pif9 su soldi, spreco, riciclo. E anche sui poverini che acquistavano le cose perche9 ne avevano bisogno. Risultato 1400 euro e gita a Venezia per tutti, Lo consiglio e ne sono molto fiera, perche9 ho spinto molto io con le mamme (e babbi) pigri che remavano contro.

  2. Io ho fatto un’esperienza simile qlcauhe anno fa, con un’amica, al mercatino dell’artigianato. A Natale. Un freddo che non ti dico e il ricavato e8 bastato appena a coprire le spese. Non serve dire che la voglia di riprovare mi e8 passata del tutto

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