Dedicato ad Aura, ecco il nuovo canile di Lecce

 

Ieri pomeriggio alle 17 è arrivato il taglio del nastro per il “Rifugio di Aura”. La struttura si trova sulla Lecce – Torre Chianca, lungo la stessa stradina che conduce al canile “Lovely”. Il primo impatto con il rifugio è la vista di un grande uliveto (due ettari di terreno) la cui fisionomia è stata pienamente rispettata. Al centro della campagna c’è una grande pagghiara e i box, che possono contenere 200 cani, sembrano quasi perdersi nell’ampiezza e nella bellezza del paesaggio. Queste aree di ricovero sono provviste di un giardinetto con tanto di ulivo all’interno, funzionale sia alla naturalità dello spazio sia a creare una zona d’ombra per la calura estiva.

Dunque oltre ad un riparo per la notte i cani saranno forniti anche di uno spazio dove potranno giocare e socializzare. Insomma l’idea è stata quella di creare un vero e proprio parco-canile, lasciandosi alle spalle l’alienazione del cupo box di cemento e la realtà dei canili come luoghi di segregazione. Gli obiettivi principali sono due: assicurare il rispetto delle esigenze etologiche dei cani, garantendo agli amici a quattro zampe il necessario svago e movimento; allo stesso tempo è fondamentale che il rifugio possa, già nel breve periodo, dare respiro al canile sanitario di Lecce, struttura da tempo alle prese con un sovraffollamento.

Il progetto del rifugio è stato interamente realizzato e finanziato dall’associazione Nuova L.A.R.A., organizzazione che gestisce anche il canile sanitario di Lecce e il canile comunale di Trepuzzi e Cutrofiano. Lo stabile rappresenta il primo e unico rifugio della Puglia costruito da un’associazione a norma di legge. Il nome scelto è stato quello di “Aura” in ricordo della cagnetta arsa viva e che non riuscì a sopravvivere per le ferite riportate, nonostante fu accudita dai volontari della nuova L.A.R.A. L’accaduto segnò evidentemente l’animo dei volontari, che decisero di intitolare il rifugio, allora visto ancora come un sogno, allo sfortunato animale.

Paola Gorgoni

Numerose sono le iniziative che Paola Gorgoni, presidente dell’associazione, ha in mente per il “Rifugio di Aura”. Prima di tutto la presidente auspica che la struttura sia “vissuta” anche dai cittadini, che anche essi possano prendere parte alla cura degli animali ricoverati e in questo modo interagire con loro. Sono in cantiere dei progetti per sensibilizzare la cittadinanza, coinvolgere anziani, scuole e bambini, per meglio divulgare il problema del randagismo e l’amore per gli animali. In questo senso sono pronti dei corsi funzionali a creare una conoscenza adeguata sul rapporto che deve esistere tra uomo e animale. In poche parole si cercherà di creare una sorta di coscienza zooantropologica.

Floriana Catanzaro, Vice Presidente Nuova L.A.R.A. e componente Commissione Regionale randagismo, non nasconde, nonostante la soddisfazione per l’inaugurazione del rifugio, alcuni punti critici verso un sistema che vede i comuni, incapaci a gestire il fenomeno del randagismo, appaltare ai privati la gestione e il ricovero dei cani. Le amministrazioni pagano per questo una diaria dai due ai cinque euro giornalieri per cane. Parliamo quindi di un vero e proprio business che si aggira intorno ai 500 milioni di euro all’anno. Il pericolo è che i cani possano cadere nelle mani di persone interessate esclusivamente al denaro e che, lucrando sulle sovvenzioni pubbliche, puntino a prelevare quanti più cani possibile per poi inserirli in strutture non idonee. Ovviamente disincentivando l’affido dei cani.

Del resto l’ombra dei canili lager è una triste realtà del nostro territorio. Anche in questo il “Rifugio di Aura” punta a fornire una discontinuità, forte della passione dei volontari che, oltre a creare una struttura che si impone a tutti gli effetti come un’eccellenza nel settore, sono un esempio di giovane e sana dinamicità imprenditoriale. Un esempio di cui il Salento ha fortemente bisogno. Certamente stiamo pur sempre parlando di una costruzione che rappresenta una forma di semilibertà per i cani, tuttavia sono stati fatti notevoli passi avanti per garantire agli animali una permanenza dignitosa. Del resto Paola Gorgoni ribadisce con forza la missione dello stabile: “il rifugio deve essere solo un luogo di passaggio per il cane. Una pronta adozione è il nostro obiettivo”. Adesso la palla è tutta nelle mani del Comune che ha garantito tempi celeri riguardo il permesso di agibilità della struttura.

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