Valerio Melcore replica a 20centesimi.it

Sono Valerio Melcore e intendo rispondere all’articolo su di me pubblicato lunedì scorso sul periodico da Lei diretto. La redazione di leccecronaca.it  e i soci dell’associazione “Cultura è spettacolo” hanno deciso di  replicare  per fatti loro per quanto di loro competenza, esprimendo le proprie considerazioni sull’accaduto direttamente in un loro articolo di fondo.

Per quanto mi riguarda direttamente, invece, forte, Le confesso, è stata  la tentazione di trascinare Giovanni De Stefano, l’autore del “pezzo” e Lei davanti ad un tribunale, per avere ragione di  tutte le menzogne scritte su di me, ma dopo i momenti di sconcerto e poi di rabbia, è subentrata la considerazione di volermi limitare a chiederLe semplicemente di pubblicare su “20centesimi” alcune precisazioni, in virtù delle leggi sulla stampa vigenti in materia, che Lei certo meglio di me conosce e a cui comunque mi richiamo espressamente.

***

Quando ho letto l’articolo che mi riguardava, ho pensato ad uno scherzo, non poteva essere vero che uno avesse scritto tutte quelle sciocchezze in una volta sola, in maniera spropositata quanto inusitata. Ma poi è bastato fare qualche telefonata per sapere, che oltre al suo giornale on-line l’autore collabora ad una web-tv, ma, sorpresa, sorpresa, collabora anche con un’agenzia di pubblicità, cioè lavora per la concorrenza. Qui il mistero si è svelato.

Ho ragione di sospettare quindi che l’articolo sia stato commissionato e che l’autore si sia prestato a uno “sporco lavoro”, che qualcuno doveva pur compiere. Peccato che il lavoro sia stato fatto nel peggiore dei modi. Si, perché quando si vuole colpire una persona, la sua credibilità, il suo lavoro, il suo onore, bisogna partire da dati reali, ed intorno a questi costruire delle storie credibili, se si vuole sbattere il mostro in prima pagina.

Qui invece è stato dato un nome, il mio, con il compito di sputtanarmi, inventando di sana pianta, quindi con un risultato non credibile. Sorvolo pure sugli attacchi alla mia persona, perché chi mi conosce sa di che pasta son fatto: io sarei un reprobo perché a vent’anni ero in Direzione nazionale con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, o perché qualche anno fa, quando era in una posizione minoritaria all’interno del suo schieramento, ho dato una mano alla lista di Alfredo Mantovano?

Pazienza, quello che però non posso proprio tollerare sono gli attacchi ad un’associazione che nell’arco di decenni di attività ha coinvolto centinaia di persone che hanno messo a disposizione degli altri, dei più deboli, il loro tempo, la loro passione e spesso anche il loro denaro, mi riferisco al Circolo Culturale il Cavaliere.

Io non ho fatto un’escursione elettorale nel comune in cui vivo con una lista civica denominata il Cavaliere, perché dovevo montare Cavallino, queste sono solo  masturbazioni mentali.

Il circolo Il Cavaliere è nato oltre venticinque anni fa, quando i partiti erano intoccabili, Mani pulite sarebbe arrivata qualche decennio dopo, e decidemmo di dargli quel nome perché il Cavaliere nell’immaginario collettivo, era quel personaggio che anteponeva ai propri interessi quelli della giustizia, che era portatore di valori come la dignità, il coraggio, tutti valori che la politica ed in parte la società e noi volevamo riproporre: la Politica con la P maiuscola insomma, fatta di valori non di interessi.

Quel Circolo  si è distinto per una serie di battaglie sempre a fianco dei cittadini, prima contro l’amministrazione di centrosinistra poi contro quella di centrodestra. Ho ricoperto la carica di consigliere comunale per dieci anni, sempre all’opposizione e sempre in posizioni di minoranza, rifiutando poltrone e prebende, facendo battaglie per la salvaguardia della salute dei cittadini, come quella contro la megadiscarica.

Se sono risultato sempre tra i più votati nonostante non avessi alle spalle un partito, i voti non li ho presi assumendo per quindici giorni in campagna elettorale e licenziando appena questa era terminata, come invece ha fatto qualcuno…

Penso ancora che Lei dovrebbe scusarsi almeno con quelle persone che  operano diligentemente nella agenzia di pubblicità che guido da trent’anni, la cui onorabilità l’articolo ha leso, un’agenzia che forse quest’anno chiuderà, (ecco Le do una notizia che La renderà felice) come già è successo alle altre agenzie che si occupano di affissioni,

Ma non per ciò che il suo articolista sostiene circa la loro inefficacia, altrimenti non staremmo qui a scrivere, ma semplicemente perché la Giunta di Centro-destra,   avendo raddoppiato le tasse ed essendosi inventato un canone, così come la Giunta di centro-destra della Provincia di Lecce, metterà in ginocchio tante agenzie pubblicitarie e questo per rispondere alle accuse di commistioni politiche…

Magari però qualcuna di queste deciderà di transitare dal più tradizionale cartello, al trasgressivo web: è questo, egregio Direttore, che La disturba?

La disturba misurarsi con la concorrenza? Che nascano nuovi giornali on-line? Nuove web-tv? Ma non dovremmo tutti essere contenti se il mondo dell’informazione si arricchisce di nuovi soggetti? Decide Lei chi ha titolo per scrivere, per stare sul mercato, e chi no?

Per quanto mi riguarda potrei inventarmi una nuova occupazione, l’apprendistato che sto facendo presso Leccecronaca.it come vignettista mi diverte, chissà, magari da grande potrei farlo come lavoro.

Sempre che, sia ben chiaro, alla S.V. ciò non arrechi disturbo.

A proposito non sono l’editore di Leccecronaca.it:  la proprietà del giornale e di un’associazione no-profit di cui tra l’altro non faccio parte, e anche questo è facilmente verificabile, perché il giornale è registrato presso il Tribunale di Lecce e l’associazione presso l’Intendenza di Finanza. Visto ancora che il suo articolista si è arrogato il diritto di parlare a nome del mondo dell’informazione che sarebbe inorridito perché un testata si promuove con i 6×3, mi chiedo che cosa direbbe l’ordine dei giornalisti se leggesse quel pezzo…

Per Sua conoscenza, tenga infine presente che con leccecronaca.it non era certo la prima volta: con giornali e televisioni ho sempre cercato di collaborare e quando è stato possibile di dare una mano. Sappia che in più di qualche caso abbiamo affisso manifesti per testate giornalistiche per pochi spiccioli, o addirittura in qualche caso ci siamo accontentati di un grazie.

Comunque, gratis, o a pochissimo prezzo, sono stati nostri clienti, Radio Rama, Canale 8, Canale 100, Radio Quinn, Paese Nuovo, così come sempre su grandi formati abbiamo visto la pubblicità della Gazzetta del Mezzogiorno o del Quotidiano di Puglia. Quindi come vede leccecronaca.it è in buona compagnia: se poi è il contenuto autoironico che non è piaciuto al suo articolista, pazienza, non mi strapperò per questo i capelli, anche perché a 55 anni sono un bene prezioso, no?

Distinti saluti

In fede

Valerio Melcore

 

Beh, scrivere che l’articolo di De Stefano sia stato commissionato per secondi fini, questo sì è offensivo. No, signor Melcore, De Stefano non scrive su 20centesimi per commissione di altri. Osserva la città e la racconta a modo suo e le consiglio di leggerlo, anche quando scrive di pizzerie o dell’ultimo tormentone su You Tube, sa essere una spanna sopra gli altri. Questa volta però, ed è giusto ammetterlo, ha commesso un errore, dando credito eccessivo a chi gli assicurava che lei fosse direttamente l’editore di Leccecronaca. Di questo mi scuso io personalmente.

Altri motivi per sentirsi offesi, o diffamati, non ne vedo. Quindi non vedo perchè lei utilizzi l’infelice espressione “trascinare in tribunale”. Premesso che la cosa non ci spaventa, forse è il caso di farsene una ragione: se ci si espone sulla scena pubblica – scrivendo un articolo, fondando un giornale o un movimento politico, facendo il consigliere comunale per dieci anni – è lecito aspettarsi che qualcuno possa dire la sua, commentare, coglionare, aderire o semplicemente ignorare. Noi nel nostro piccolo questo rischio lo mettiamo in conto, riceviamo tante attestazioni di stima e qualche insulto, qualche presa in giro, tanto sarcasmo, tante espressioni di stima o di biasimo. Fa parte del nostro sentirsi in gioco, così come siamo, senza padroni o “mandanti”.

Perciò spero che il vostro giornale arricchisca il dibattito, faccia opinione, riesca a smuovere le acque ferme della politica e della cultura del Salento. Sul web c’è spazio per tutti e, finora, è il luogo più meritocratico che siamo riusciti a creare, perchè la gente legge, commenta e condivide, ha questo straordinario potere che sui media tradizionali (come i 6 per 3) gli viene negato. Sul web non esiste lesa maestà, né esistono intoccabili. Pensi che bel progresso è questo. Del resto con la sua replica all’articolo di De Stefano, pubblicata come in suo diritto e in nostro dovere fare, lei stesso ne ha una dimostrazione.

Alberto Mello

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *