Cosa dicono davvero i cartelloni di LecceCronaca.it

di Giovanni De Stefano
 

L’editore di LecceCronaca.it, la testata online che ha fatto inorridire il mondo dell’informazione salentina (e ce ne vuole, di questi tempi) attraverso un’infelicissima campagna di cartellonistica stradale, è di Cavallino e si chiama Valerio Melcore. Di professione, fa l’imprenditore nel campo della cartellonistica stradale. Sì, quelle patacche di svariati metri quadrati che il centrodestra locale – pur plebiscitario – continua a pagare, vuoi come un atto propiziatorio (tanto non spostano più un voto, se mai l’hanno realmente spostato); vuoi come una sorta di tesina di terza media su come fare girare l’economia.

Melcore è un personaggio talmente morigerato che, quando ebbe il coraggio di fare un’escursione nella politica cittadina del piccolo comune a sud di Lecce, lo fece tramite un gruppo destrorso che aveva avuto la sinistra idea di intitolarsi “Il Cavaliere”, sfruttando al massimo delle sue atroci possibilità la metafora ippica di riuscire a montare “Cavallino”. “Il Cavaliere” fu anche un circolo diversamente culturale che faceva capo a un “periodico online” – ilcavaliere.org – che combattè non poche battaglie culturali, fra cui alcune memorabili come “Obiettivo: l’ educazione ai mass media”, titolato, ancora oggi, con lo spazio dopo l’apostrofo.

Oggi il dominatore equestre di cavallinesi ha deciso di rifarsi un nome nel mondo dell’informazione e ha deciso di farlo attraverso la ricca serie di gaffe di linguaggio, abusi incondonabili di policamente scorretto e svarioni di contesto di cui ha riempito una serie di cartelloni stradali.

Delle due, l’una: o Melcore, in questa trovata, è stato così furbo da pensare che sarebbe stato talmente chiaro che stava affiggendo quelle cose solo per farci innervosire (dunque, trollandoci) e facendosi pubblicità gratuita (o quasi, vista la mission della sua impresa privata), che non avremmo mai davvero potuto credere alla sua cattiva fede. Oppure Melcore è semplicemente preoccupato, perché il mercato della “comunicazione” per come l’ha concepita fino a qualche anno fa, ovvero il regno dei 6 per 3, sta arrivando al capolinea (con tanto di apposito manifesto funebre). In questo caso, il discorso filerebbe più dritto: Melcore sta facendo quello che può per difendere il suo mercato, con gli strumenti più economici – e sbagliati – a lui a disposizione: una testata giornalista online semplicemente improponibile (non sono stati dimenticati gli editoriali in “difesa” dei 6 per 3) e gli stessi cartelloni autoapologetici di cui dispone in quantità.

Se l’utilizzare il libero web in libero Stato per difendere metri e metri di carta affissa (inquinante e logora come non mai; molto spesso abusiva, dopo l’approvazione del regolamento che la imporrebbe su 4 metri per 3) non vi fosse sembrato una perversione abbastanza raffinata, pensate a un altro lato della questione.

Se ci fate caso, quello che viene illustrato nelle poche, infelicissime righe del cartello non sembra altro che una coglionella di quello che è il mondo delle piccole e coraggiose imprese che stanno nascendo, anche nel nostro territorio a vocazione tardo-agricola, sulla Rete. Pensate a cosa deve essere stata una giornata di colloqui ai primordi di Futura.tv, ad esempio: tanti occhioni entusiasti, fra sogni da YouTube star di provincia e latenti quanto geniali parodisti involontari del telegiornalismo sportivo (vedi il caso Pisacane). Questo benedetto cartellone di LecceCronaca.it contiene un perfido sgambetto a un mondo – quello del web, dinamico e giovane – che un altro mondo – quello della cartellonistica e della pubblicità tradizionale, immobile e, semmai, in questo caso, “giovanilistico” – non comprende, ma che vorrebbe osservare da vicino. Per poterlo fare a pezzi o, bene che vada, controllarlo.

Un mondo che LecceCronaca.it non sembra poter in alcun modo affrontare in altro modo se non mediante sopraffazione o sberleffo, avendo raggiunto a mesi dal lancio del progetto la cifra di 2 fan sulla sua pagina Facebook ufficiale, dopo una campagna pubblicitaria più martellante e più inutile di quella di un assessore pidiellino medio (proprio come quella dell’Attilio Monosi ritratto in una delle mestissime vignette, per giunta in rima, pubblicate sul sito).

Ma non sono da sottovalutare, fra le motivazioni di tanto fiasco, neanche articolesse come quella a firma di Andrea Cavalieri, pubblicata lo scorso 10 giugno, che spiega in soli 22.716 caratteri, senza paragrafazione alcuna e con grassetti e spaziature random, nientemeno che i meccanismi più intimi del funzionamento dell’economia mondiale. Il pezzo, intitolato: “Ora provo a spiegare io cosa è davvero l’inflazione”, comincia con queste memorabili parole, da divulgatore di razza:

Nello scrivere questo articolo, il mio principale desiderio è quello che possa essere compreso dal maggior numero possibile di persone.

Amen.

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11 thoughts on “Cosa dicono davvero i cartelloni di LecceCronaca.it

  1. avatar
    15 giugno 2012 at 11:24

    Appare quantomeno provvidenziale che a scrivere simpatici commenti e improbabili aneddoti riguardanti la Redazione Di FuturaTv sia un collaboratore di Salentowebtv che, notiamo con piacere, non risulta essere citata in questo esilarante "post".
    Le vostre saltuarie citazioni a sostegno di "articoli" d'opinione ci fanno sempre sorridere.
    Nel ricordarvi che non è obbligatorio gettare discredito su qualcuno per strappare un timido sorriso, vi porgiamo cordiali saluti.

    1. avatar
      giodestefano
      15 giugno 2012 at 14:27

      Cari amici di Futura.tv, in questo pezzo siete citati come campioni di un mondo "piccolo e coraggioso", nonché "dinamico e giovane", oltreché "entusiasta", contrastato da un altro mondo – quello rappresentato da cartelloni come questo, non certo da me – che tenta di discreditare voi e la vostra "categoria" (che, occasionalmente, tocca anche SalentowebTv, che non mi sembrava elegante rendere oggetto di autoapologetica). Non capisco davvero dove io possa essere sembrato critico o addirittura offensivo con voi (visto che, un po' offesi, lo sembrate), redazione che ho sempre tenuto in grande pregio e che non ho mai tirato in ballo in questo spazio se non per encomi in materia di coraggio giornalistico e determinazione professionale.

  2. avatar
    Silverio Tomeo
    15 giugno 2012 at 22:04

    Melcore era uno del FAS – fronte anticomusita studentesco….fascistissimo poi nel Fronte della gioventù del MSI….poi in lista con LA CITTA' di Mantovano…eterno fascistoide esoterico…pseudoambientalista, campi hobbit, scemenze varie…uno irrecuperabile!

  3. avatar
    Gianfranco
    19 giugno 2012 at 08:22

    Caro Silverio, quando io ero poco più di un bambino avevo sedici anni, ricordo che tu che all'epoca ne avevi 22 di anni, insieme ai tuoi compagni dell'estrema sinistra giravate davanti alle diverse scuole leccesi per imporre il verbo marxista-lenista- maoista. Capisco che quei ragazzini del F.A.S. che si organizzarono al Liceo Artistico e vi tennero testa, all'epoca vi facessero molto arrabbiare, ma oggi dopo quarant'anni ancora riferirsi al Fronte Anticomunista Studentesco come fai tu, non ti sembra fuori del tempo?
    Io mi sono sforzato di capire quali erano le motivazioni che vi spingevano a tanta violenza, ho cercato di capire come mai avevate scelto come punto di riferimento politico, due tirannie come quella comunista russa e lquella cinese di Mao, mentre vi dichiaravate fautori di modelli di libertà; sarebbe facile per me ora ricordare tutte le corbellerie che all'epoca caratterizzavano i vostri discorsi: il 6 politico, ossia l'esatto contrario della meritocrazia, il villaggio globale, che oggi combattete, le battaglie a favore dei comunisti vietnamiti, cambogiani, coreani ecc. e oggi che in quei paesi i comunisti governano sappiamo come il popolo sia ridotto in schiavitù.
    Però alla fine ho compreso che dietro idee che per me erano sbagliate, vi era un anelito di giustizia, di generosità, di voglia di cambiare il mondo.
    Possibile che per te sia così difficile, dopo quarant'anni, comprendere che forse gli avversari di ieri avessero altre e tante nobili motivazioni?
    Io a differenza di te, con gli avversari di ieri, mi sono confrontato e continuo a farlo ancora oggi, e spesso, molto spesso, parlando di quegli anni, ci siamo resi conto che ciò che ci univa, era molto di più di ciò che ci divideva.
    Spero che il futuro ci permetta di fare quattro chiacchiere davanti ad una tazza di caffè, dove ognuno, senza inibizioni e senza avere la pretesa di dover convincere l'altro, possa partecipare all'altro le motivazioni profonde che lo portavano a fare l'attivista politico, rimettendoci tempo, denaro e rischiando la galera come tu ben sai.
    Un cordiale saluto da un Tuo vecchio avversario

  4. avatar
    Raffaele
    19 giugno 2012 at 12:01

    credo che questo signore, attraverso questa stupida pubblicità si stia dando con la zappa sui piedi, pubblicizzando un prodotto pessimo attraverso tanta pubblicità anni 90 mal riuscita, se avesse avuto tra le mani un prodotto efficace e ben fatto certo non avrebbe avuto bisogno dei suoi 6×3.
    Pertanto concludo che (prodotto pessimo)=(immagine pessima)=(visibilità pessima) quindi non c'è da preoccuparsi.

  5. avatar
    valerio melcore
    20 giugno 2012 at 17:51

    Egregio dottor
    Alberto Mello
    Direttore responsabile “20 centesimi”
    Sede
    ________________________________

    Lecce, 20 giugno 2012

    Sono Valerio Melcore e intendo rispondere all’articolo su di me pubblicato lunedì scorso sul periodico da Lei diretto.

    La redazione di leccecronaca.it e i soci dell’associazione “Cultura è spettacolo” hanno deciso di replicare per fatti loro per quanto di loro competenza, esprimendo le proprie considerazioni sull’accaduto direttamente in un loro articolo di fondo.

    Per quanto mi riguarda direttamente, invece, forte, Le confesso, è stata la tentazione di trascinare Giovanni De Stefano, l’autore del “pezzo” e Lei davanti ad un tribunale, per avere ragione di tutte le menzogne scritte su di me, ma dopo i momenti di sconcerto e poi di rabbia, è subentrata la considerazione di volermi limitare a chiederLe semplicemente di pubblicare su “20centesimi” alcune precisazioni, in virtù delle leggi sulla stampa vigenti in materia, che Lei certo meglio di me conosce e a cui comunque mi richiamo espressamente.

    ***

    Quando ho letto l’articolo che mi riguardava, ho pensato ad uno scherzo, non poteva essere vero che uno avesse scritto tutte quelle sciocchezze in una volta sola, in maniera spropositata quanto inusitata.

    Ma poi è bastato fare qualche telefonata per sapere, che oltre al suo giornale on-line l’autore collabora ad una web-tv, ma, sorpresa, sorpresa, collabora anche con un’agenzia di pubblicità, cioè lavora per la concorrenza.
    Qui il mistero si è svelato.
    Ho ragione di sospettare quindi che l’articolo sia stato commissionato e che l’autore si sia prestato a uno “sporco lavoro”, che qualcuno doveva pur compiere.
    Peccato che il lavoro sia stato fatto nel peggiore dei modi.
    Si, perché quando si vuole colpire una persona, la sua credibilità, il suo lavoro, il suo onore, bisogna partire da dati reali, ed intorno a questi costruire delle storie credibili, se si vuole sbattere il mostro in prima pagina.
    Qui invece è stato dato un nome, il mio, con il compito di sputtanarmi, inventando di sana pianta, quindi con un risultato non credibile.

    Sorvolo pure sugli attacchi alla mia persona, perché chi mi conosce sa di che pasta son fatto: io sarei un reprobo perché a vent’anni ero in Direzione nazionale con il

  6. avatar
    valerio melcore
    20 giugno 2012 at 17:52

    Presidente della Camera, Gianfranco Fini, o perché qualche anno fa, quando era in una posizione minoritaria all’interno del suo schieramento, ho dato una mano alla lista di Alfredo Mantovano?

    Pazienza, quello che però non posso proprio tollerare sono gli attacchi ad un’associazione che nell’arco di decenni di attività ha coinvolto centinaia di persone che hanno messo a disposizione degli altri, dei più deboli, il loro tempo, la loro passione e spesso anche il loro denaro, mi riferisco al Circolo Culturale il Cavaliere.

    Io non ho fatto un’escursione elettorale nel comune in cui vivo con una lista civica denominata il Cavaliere, perché dovevo montare Cavallino, queste sono solo masturbazioni mentali.
    Il circolo Il Cavaliere è nato oltre venticinque anni fa, quando i partiti erano intoccabili, Mani pulite sarebbe arrivata qualche decennio dopo, e decidemmo di dargli quel nome perché il Cavaliere nell’immaginario collettivo, era quel personaggio che anteponeva ai propri interessi quelli della giustizia, che era portatore di valori come la dignità, il coraggio, tutti valori che la politica ed in parte la società e noi volevamo riproporre: la Politica con la P maiuscola insomma, fatta di valori non di interessi.
    Quel Circolo si è distinto per una serie di battaglie sempre a fianco dei cittadini, prima contro l’amministrazione di centrosinistra poi contro quella di centrodestra.

    Ho ricoperto la carica di consigliere comunale per dieci anni, sempre all’opposizione e sempre in posizioni di minoranza, rifiutando poltrone e prebende, facendo battaglie per la salvaguardia della salute dei cittadini, come quella contro la megadiscarica.

    Se sono risultato sempre tra i più votati nonostante non avessi alle spalle un partito, i voti non li ho presi assumendo per quindici giorni in campagna elettorale e licenziando appena questa era terminata, come invece ha fatto qualcuno…

    Penso ancora che Lei dovrebbe scusarsi almeno con quelle persone che operano diligentemente nella agenzia di pubblicità che guido da trent’anni, la cui onorabilità l’articolo ha leso, un’agenzia che forse quest’anno chiuderà, (ecco Le do una notizia che La renderà felice) come già è successo alle altre agenzie che si occupano di affissioni,
    Ma non per ciò che il suo articolista sostiene circa la loro inefficacia, altrimenti non staremmo qui a scrivere, ma semplicemente perché la Giunta di Centro-destra, avendo raddoppiato le tasse ed essendosi inventato un canone, così come la Giunta di centro-destra della Provincia di Lecce, metterà in ginocchio tante agenzie pubblicitarie e questo per rispondere alle accuse di commistioni politiche…

    Magari però qualcuna di queste deciderà di transitare dal più tradizionale cartello, al trasgressivo web: è questo, egregio Direttore, che La disturba?

  7. avatar
    valerio melcore
    20 giugno 2012 at 17:52

    La disturba misurarsi con la concorrenza? Che nascano nuovi giornali on-line? Nuove web-tv? Ma non dovremmo tutti essere contenti se il mondo dell’informazione si arricchisce di nuovi soggetti? Decide Lei chi ha titolo per scrivere, per stare sul mercato, e chi no?
    Per quanto mi riguarda potrei inventarmi una nuova occupazione, l’apprendistato che sto facendo presso Leccecronaca.it come vignettista mi diverte, chissà, magari da grande potrei farlo come lavoro.
    Sempre che, sia ben chiaro, alla S.V. ciò non arrechi disturbo.
    A proposito non sono l’editore di Leccecronaca.it: la proprietà del giornale e di un’associazione no-profit di cui tra l’altro non faccio parte, e anche questo è facilmente verificabile, perché il giornale è registrato presso il Tribunale di Lecce e l’associazione presso l’Intendenza di Finanza.

    Visto ancora che il suo articolista si è arrogato il diritto di parlare a nome del mondo dell’informazione che sarebbe inorridito perché un testata si promuove con i 6×3, mi chiedo che cosa direbbe l’ordine dei giornalisti se leggesse quel pezzo…

    Per Sua conoscenza, tenga infine presente che con leccecronaca.it non era certo la prima volta: con giornali e televisioni ho sempre cercato di collaborare e quando è stato possibile di dare una mano.
    Sappia che in più di qualche caso abbiamo affisso manifesti per testate giornalistiche per pochi spiccioli, o addirittura in qualche caso ci siamo accontentati di un grazie.

    Comunque, gratis, o a pochissimo prezzo, sono stati nostri clienti, Radio Rama, Canale 8, Canale 100, Radio Quinn, Paese Nuovo, così come sempre su grandi formati abbiamo visto la pubblicità della Gazzetta del Mezzogiorno o del Quotidiano di Puglia.
    Quindi come vede leccecronaca.it è in buona compagnia: se poi è il contenuto autoironico che non è piaciuto al suo articolista, pazienza, non mi strapperò per questo i capelli, anche perché a 55 anni sono un bene prezioso, no?
    Distinti saluti
    In fede
    Valerio Melcore

  8. avatar
    Marco
    21 giugno 2012 at 09:21

    Sig. Valerio Melcore, il Sig. De Stefano è un bravo ragazzo, ogni tanto gli piace "coglionare" oltre che "magnare" non se la prenda, in fin dei conti si tratta di pubblicità "gratis" (infatti ho appena aggiunto leccecronaca.it ai miei preferiti) adire alle vie legali non mi sembrerebbe un atteggiamento da CAVALIERE senza macchia e senza paura.
    Sig. Silverio Tomeo pure lei, riesumare il FAS
    Egregia Redazione/Staff (ma Staff sta per Staff…….atiamu???) di FuturaTV.it: anche per voi stesso discorso per il Sig. Melcore: male che vi vada è pubblicità gratis(e infatti anche per voi ho sentito l'esigenza di aggiungere il vostro URLo ai miei preferiti)
    Infine un grazie al Sig. Valerio Melcore….quel Radio Quinn mi ha fatto iniziare la giornata con un sorriso, con una sana risata, Radio Quinn ahahah ma Quinn chi, Anthony Quinn???? grazie ancora

  9. avatar
    valerio melcore
    22 giugno 2012 at 08:34

    Gent.mo Marco, Ti ringrazio per la sottolineatura, mi scuso con i lettori di 20 Centesimi e con gli amici di Radio Queen per lo svarione, sono sicuro però che la Regina mi perdonerà. Chiedere scusa quando si sbaglia fosse anche per una distrazione, è sempre segno di maturità.
    Per quanto riguarda il resto, io non mi sono rivolto ad un legale, semplicemente ho riportato un pensiero, uno stato d'animo, a seguito di un attacco inaspettato ed ingiustificato, come si direbbe a Lecce " nnu scaffune alla scurdata".
    Comunque guardiamo avanti e buon lavoro a tutti…anche al De Stefano.
    Valerio

  10. avatar
    Raffaele
    9 marzo 2013 at 00:44

    La BUGIA è dietro l'angolo. Infatti nonostante in sig. Melcore dica di non centrare nulla con Leccecronaca, guarda caso il domini è proprio di sua proprietà, controllate pure. Le bugie hanno le gambe corte.

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