La verità vi prego sulla pizzeria cinese di Lecce

La cosiddetta “Pizzeria Cinese” di via San Lazzaro, aperta da poco, è una piccola perla nel panorama della gastronomia asportabile leccese. Rifinita negli ingredienti primari, bellicosa negli abbinamenti di quelli secondari, la Cinese è per giunta discretamente veloce nelle consegne, mettendo così in difficoltà l’establishment dei take away locali anche nel sottosegmento del domicilio, tradizionalmente lasciato alle fantasie delle clienti. Non nel senso erotico, ma proprio nel senso che i fattorini non vengono mai.

Appena entrati dalla Pizzeria Cinese, ci chiediamo come mai la chiamino così, visto che i due che ne fanno fruttare il forno (elettrico, ma efficientissimo) sono salentini quanto Franco Petrachi o la Gegia. In realtà, bisogna sapere che, nel caso di I♥ Metropizza – è questa la reale ragione sociale dell’esercizio – si è incappati in una particolare tipologia di ‘nciuria, detta ‘nciuria di prossimità (i soprannomi ai tempi di Foursquare). Il fatto è che la bigiotteria e il parrucchiere che costeggiano la parte terminale di via San Lazzaro, dallo stesso lato in cui sorge la nostra pizzeria, sono entrambi stati portati al successo da gestori di comprovata dizione cantonese.

Una piccola nota introduttiva sulle pizzerie da asporto. Le migliori pizzerie da asporto non sono quasi mai del tutto da asporto. E non lo sono non soltanto perché le pizze le cominci già a mangiare in loco, con lo sguardo e con la mente, non appena vengono sfornate. Il fatto è che talvolta il takeaway di buon cuore, nello scrutarti l’anima – e la panza – al momento dell’ordinazione, vaticinando in te un asportatore riluttante, può invitarti a consumare la pizza da lui stesso. Magari sedendo a uno di quei tavolini, apparecchiati pro forma, sui quali hai appoggiato i gomiti che ti sei mangiato nell’attesa che la tua capricciosa fosse cotta. Questa è una delle caratteristiche più toccanti di una pizzeria di asporto e, probabilmente, dei luoghi del cibo in senso lato. Sono bravi tutti a farti accomodare a tavola, se hanno un ristorante con 50 coperti e 4 camerieri. Ma così non è per un asportabile. Tu parti sapendo in cuor tuo che non potrai fare una cosa, ma finisci per farla, per grazia ricevuta e non importa che tutto fosse programmato, che fosse già scritto che su quelle sediole potevi davvero poggiare le terga anche se i cartelli di norma recitano: “Ci si può sedere solo per l’attesa”: E’ una concessione magica, è un atto di marketing affettivo, che stabilisce fin da subito un rapporto speciale con quel pizzaiolo consenziente, né più né meno di come succede con una ragazza, ninfomane dall’adolescenza, quando pensi che sia tutto frutto della tua straordinaria conversazione se, al primo appuntamento, puoi andare oltre il petting prima del previsto. Ma torniamo a noi.

In una pizzeria da asporto ordinaria, si dice a ragione che la qualità del prodotto si veda dalla margherita. Se c’è il basilico e soprattutto se c’è mozzarella fiordilatte, invece della pasta filata, allora è una buona pizzeria. Da I♥ Metropizza, invece, bisogna guardare la Maialona. La Maialona è una pizza costruita su una base di margherita, con sopra qualunque tipo di salume sia a portata di mano del pizzaiolo, che nel menù l’ha inserita, non senza un sorrisetto soddisfatto, fra le “pizze speciali”. Siamo stati già una mezza dozzina di volte dal Cinese, e mai una volta che quei salumi fossero al di sotto delle nostre aspettative o al di sopra delle nostre capacità digestive.

Tuttavia il nostro senso critico*, che a volte agisce anche da coscienza, suggerisce talvolta di optare per una “Maialina”. Che altro non sarebbe che una Maialona “light”, fuori menù e solo su richiesta: una margherita con tutti i tipi di verdura.
La pizza del Cinese eccelle nell’impasto, che non è mai biscottato. Nei cartelli col menù ci sono gli ingredienti dell’impasto. Grande trasparenza. Le bolle sulla pasta si formano non solo sul bordo, ma su tutta la superficie, segno di un’ottima lievitazione. La pasta è stesa sottilmente, in maniera uniforme. La mozzarella non è altissima, ma nella norma. Elevata la qualità degli ingredienti caserecci come il pomodoro a pezzetti, giammai industriale. Il prosciutto, lo speck, tutti i salumi sono tagliati a punta di coltello, sul momento, e questo sia l’indice prezioso per comprendere la cura del Cinese in tanti altri dettagli, come la scelte dell’acqua minerale – una splendida Acqua Tinnea d’annata. Certo, non riesce bene nel gioco della bottiglia come una Surgiva di vetro, ma siamo a una pizzeria d’asporto di San Lazzaro tacciata di essere cinese, non a Montecarlo, fratello.

E’ solo la frittura – da noi provata sulle patatine tagliate a fiammifero – che ancora deve rodarsi. E’ un po’ moscia, ma siamo convinti che l’inconveniente derivi dal fatto che, non essendo la pizzeria in questione del tutto “lanciata”, la friggitrice non sia effettivamente sempre accesa. Questo è un settore in cui concediamo alla Pizzeria Cinese ampli margini di miglioramento, perché è evidente che ancora non ci sono le economie per mettere in atto tutto il potenziale della cucina. Se le comande dovessero aumentare nel flusso, il problema potrebbe venire meno. Con qualche promozione speciale (soprattutto per il domicilio, ora a 1,50 euro a consegna), il mercato potrebbe smuoversi facilmente.

Pur non potendoci essere un bagno per motivi di format asportistico, l’igiene da I♥ Metropizza è sempre a portata di mano. Grazie a Sutter, un detergente spray che restituirebbe le impronte digitali a un meccanico di scooter, e che non lascia odori sgradevoli come l’Amuchina.

Insomma, la pizzeria da asporto migliore di Lecce ora si chiama I♥ Metropizza, anche se è in via di approvazione una mozione per cambiare la ragione sociale in I♥ Maialona. Per favore, non chiamatelo Cinese.

*grazie a Pamela Micello e a Deborah Gerardi per aver interpretato il ruolo del nostro senso critico in questa occasione e, speriamo, per molte altre a venire.

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4 thoughts on “La verità vi prego sulla pizzeria cinese di Lecce

  1. propongo al buon (attingo l'aggettivo dall'ex consigliere nonchè docente universitario W.P.) Giovanni De Stefano di inagurare un blog interamente dedicato alle sue incursioni nei locali, bar, pizzerie, ristoranti..insomma addunca se mangia e se bbie…..tic e tribù appare, ormai, angusto come spazio…il tutto per me è incominciato leggendo il pezzo sui 5 (o 10 booh comunque multiplo di 5 sicuro!) ristoranti dove mangiare a Bari (spendendo poco), passando dalla cioccolateria di Gallipoli, , la bombetteria vicino Piazza Mazzini, il ristorante Thai in via Bari, vado a memoria e molte "tappe" or ora mi sfuggono, per finire alla pizzeria d'asporto a San Lazzaro….anzi le dirò di più….ho incominciato a seguire le sue orme (rimanendo sul suolo salentino) e a proporle ad amici in cerca di novità culinarie sul territorio

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