Perrone, Gabellone e il mercato delle vacche grasse

Secondo la Gazzetta di Lecce sarà Raffaele Fitto in persona a risolvere la seccatura istituzionale tra il sindaco Paolo Perrone e il presidente della Provincia Antonio Gabellone. I quali, è noto, si ritrovano loro malgrado a bisticciare come fratello e sorella per il giocattolino Alba Service. Questioni di ragioneria politica; sia Perrone che Gabellone hanno da far quadrare i conti all’interno delle rispettive maggioranze, cercando di scontentare il minor numero di persone. Impresa resa ardua dalla bramosia di gestione da una parte, e dai debiti politico-elettorali dall’altra.
Ecco, allora, che in questi casi le poltrone di società partecipate come Alba Service – ma anche Sgm, Lupiae Servizi, Consorzio Asi – tornano utili. E’ una vera e propria compravendita. Si chiama mercato delle vacche, quelle grasse, che non smettono di ciucciare alla tetta della gestione pubblica nemmeno in tempi bui come quelli attuali, in cui la politica dovrebbe dare risposte di efficienza e invece continua ad alimentare il suddetto mercato senza vergognarsene nemmeno un poco.

Ma così va il mondo, pare, di modo che il mercato delle vacche di casa nostra non indigna più nessuno. I media ne parlano con una naturalezza disarmanete (basta sfogliare le autorevoli pagine di Gazzetta o Quotidiano), mentre la politica continua a ribadire a gran voce le ragioni di simili logiche di spartizione al riparo da qualunque sentimento di vergogna (vedi Mino Frasca e i suoi neteretino’s boys). Che sia questa la trasparenza di cui si parla? Forse. Certo è che simili trattative ormai avvengono alla luce del sole. Come quando un anno fa Paolo Perrone strappava Angelo Tondo a Io Sud con una poltrona al Consorzio Asi.

Paolo Perrone e Antonio Gabellone, che son uomini di mondo, sanno bene come funzionano queste cose. Così, invece di rispondere nel merito di questa loro seccatura, inviano alla stampa un comunicato in cui ribadiscono di essere in perfetta sintonia. “Non c’è alcuna diversità di vedute, tanto meno di attriti tra il presidente della Provincia e il sindaco di Lecce”, scrivono. Come a dire che nel Pdl questo genere di cose si risolvono con ragionevolezza. E non senza una buona dose di proverbiale pacatezza gabelloniana. Adorabile.
I problemi sorgono quando gli affamati, seppur grassi, insorgono. E nel post amministrative di grassi affamati ce ne sono tanti (qualcuno li definisce “trombati”). Da qui il problema che nemmeno la pacatezza del presidente della Provincia, nonché coordinatore provinciale del Pdl, può risolvere.

Per fortuna c’è Fitto, il quale nelle vesti del buon padre di famiglia scende di proposito da Roma per risolvere problemi (come in una parodia in salsa salentina del Mr Wolf di tarantiniana memoria). Se oltre che buono Fitto fosse giusto dovrebbe chiedere a Perrone di desistere e lasciare che l’Alba Service ritorni nelle disponibilità di Gabellone. E’ l’andamento naturale del mercato delle vacche che lo chiede, la sua mano invisibile. La stessa mano che ha permesso a Damiano D’Autilia, amministratore uscente di Alba Service, di costruire il proprio trampolino di lancio elettorale e di essere oggi uno dei papabili assessori in quota Pdl della prossima giunta comunale. Novecentottantotto voti si trovan mica per terra. Adesso questa grazia tocca a un altro. Possibilmente in provincia. Il mercato, così, si autoalimenta.

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