Bomba a Brindisi, un salentino sotto torchio

Sarebbe un uomo di 68 anni di Copertino, paese in provincia di Lecce, la persona che in queste ore si trova sotto interrogatorio negli uffici della Questura di Lecce dalla tarda mattinata di oggi. Si tratterebbe di una persona legata ai fatti di Brindisi del 19 maggio scorso, quando un ordigno artigianale composto da tre bombole di gas e occultato all’interno di un cassonetto per la raccolta dei rifiuti è esploso causando la morte di Melissa Bassi, sedicenne di Mesagne e il ferimento di sette sue compagne di scuola.

Gli inquirenti stanno valutando l’opportunità del fermo. In questo momento davanti alla questura di Lecce  c’è una piccola folla di giornalisti e curiosi in attesa. All’interno gli inquirenti e il procuratore generale di Lecce, Cataldo Motta. Le notizie che arrivano ancora in maniera frammentata, sulle diffusione delle quali si esercita prudenza. L’agenzia Ansa ha scritto per prima che si tratterebbe di un benzinaio del paese della provincia di Lecce e che, in sostanza, non avrebbe agito da solo.

L’analisi dei filmati registrati da varie telecamere presenti nei dintorni dell’attentato avrebbero registrato la presenza dell’automobile dell’uomo e almeno un’altra riconducibile a persone a lui vicine. Né mafia, né terrorismo – come anticipato questa mattina dal capo della Polizia Manganelli – , la pista che avrebbe portato all’individuazione del sospettato sarebbe quella della vendetta privata, in particolare motivi legati al preside Angelo Rampino, quando insegnava a Trepuzzi, un altro paese del leccese. “Non ho titolari di pompe di benzina come nemici” ha detto il preside.

Al momento, comunque, dalla Procura di Lecce non sono arrivate conferme sul fermo dell’uomo.

Intanto si è appreso che l’inchiesta sull’attentato di Brindisi ha portato le forze di polizia controllare la posizione di millequattrocento persone e a effettuare trentadue  perquisizioni. L’attività – è detto in una nota – è svolta da “decine di equipaggi Volanti della questura supportati da altrettanti equipaggi del Reparto prevenzione crimine Puglia”, oltre cento uomini che, in coordinamento con i reparti investigativi, giornalmente presidiano la provincia di Brindisi. Gli agenti – è precisato – “presenziano all’ingresso e all’uscita degli studenti, monitorano persone e veicoli, osservano, attuano simultaneamente perquisizioni e posti di blocco, eseguono controlli mirati su soggetti di elevata caratura criminale, esercitano pressione su persone orbitanti organizzazioni criminali”. Il servizio ha consentito, tra l’altro, di denunciare 28 persone per reati contro il patrimonio e la persona e di arrestarne una (per fatti che non riguardano l’attentato).

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