Ehi papà guarda: il sito del Pdl Lecce

Via Oberdan chiama, Facebook, Twitter e YouTube rispondono.
C’era proprio bisogno di dare una riverniciata alle care, vecchie presenze socialmediali del coordinamento provinciale del Pdl Lecce. I cui filoni principali, fino all’inaugurazione del nuovo “portale”, erano due. Uno, tragicamente affidato alla roulette russa delle dichiarazioni via Facebook a sfondo omofobo e/o neofascista da parte dell’ex assessore Giuseppe Ripa. L’altro era rappresentato dal photosharing stracult che la bella e brava Barbara Politi, addetta stampa del sindaco Perrone nel corso della passeggiata campagna elettorale che lo ha portato alla riconferma, realizza quotidianamente sul suo account Instagram. Per la cronaca: il profilo è preso d’assalto da un pubblico ormai trasversale (lo seguono anche le migliori promesse del centrosinistra regionale) ed è consigliatissimo l’autoritratto in costume bianco con pendente (ma non si sbaglia neanche con la versione in paglietta da “cowgirl”).

Oggi la squadra del Presidente della Provincia di Lecce Gabellone dispone di www.pdllecce.it (fermo al 1° giugno, data del lancio). Ma non basta: del Coordinamento Provinciale leccese del Pdl è disponibile anche una pagina Facebook ufficiale, con 57 fan, che dall’apertura – 30 maggio 2012 – ha già prodotto ben 2 post, di cui uno era un link che rimandava a un articolo sulla pagina stessa; l’altro la notizia automatizzata di un cambio di copertina. Non male davvero per la presenza socialmediale del Pdl di una provincia di 815.000 abitanti nella sua prima settimana di vita.

Il sito web, pur essendo stato lanciato in pompa magna dal gotha dei media locali. 3, per la precisione: fra cui un affilatissimo editoriale di LecceNews24 e il classico pezzo a doppia firma Matteo Bottazzo/Elisabetta Paladini su Quotidiano Italiano, sezione di Lecce (i quali hanno avuto la perfidia di copiaincollare un comunicato di Antonio Maria Gabellone con tutto il deficit di congiuntivo presidenziale:

“Abbiamo rilevato una straordinaria attenzione da parte dei giovani. Noi vogliamo che loro non rappresentano solo il futuro, ma che siano parte integrante del presente”).

All’indomani della conferma Paolo Perrone, dunque, il Pdl leccese è l’unico Pdl locale o nazionale a poter vantare 3 fondamentali e invidiabili caratteristiche: possiede dei giovani (cfr. Giorgio Pala); possiede il 64% degli elettori di un comune che non è libico né brianzolo; possiede un sito web discretamente disegnato.

La domanda che volevamo porvi all’inizio del pezzo (solo che poi ci siamo distratti con l’Instagram della Politi), però, resta la stessa: basta avere un sito aggiornato – quando va bene (per adesso) una volta alla settimana – e una pagina fan con 2 post, per dire che si è un partito “più vicino ai giovani”? Al giovane del Pdl locale Giorgio Pala l’ardua sentenza.

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3 thoughts on “Ehi papà guarda: il sito del Pdl Lecce

  1. Possedere un sito web e non aggiornarlo, aprire profili sui vari social ma non dialogare nella doxasfera vuol dire non esserci. Ancora una volta il centrodestra commette errori nel web e non è per niente vicina ai giovani o almeno agli stakeholders della rete. al di là di uno staff competente anche i leader dovrebbero entrare nella conversazione in rete, cosa che per il Pdl avviene poco e che nelle campagne elettorali non risulta per niente vincente.
    In fondo è normale: alla rete, nonostante i propositi, ci crede poco anche Berlusconi: lasciarsi sfuggire il dominio mediaset.com è stato un esempio lampante;per non parlare del sito videomediaset, anni luce indietro rispetto al portale rai: è troppp caotico e spesso tende ad impallarsi. e credetemi non è un problema nè del mio mac e tanto meno della mia rete.
    Quanto a lecce24news- vicina probabilmente al PDL o qualcuno che scrive per essa- aspettasse prima l'andamento nel tempo del sito prima di scrivere elogi! I copia incolla: oggi si pensa che per essere giornalisti basta saper fare questo. L'elaborazione delle fonti ormai si è perduta. Per fortuna che non sono tutti così.

  2. Vero è che giornalisti – o presunti tali – che rielaborano le notizie sono ormai pochi, ma c'è anche chi gli articoli non li sa leggere…

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