Nel silenzio di Mesagne, il saluto a Melissa Bassi

In questi giorni abbiamo letto i giornali e ascoltato le televisioni, ma non abbiamo parlato noi, noi che ti eravamo vicini. Ci hanno privato del tuo sorriso, amica nostra, ma oggi sei qui e ci abbracci a uno a uno. Ciao Melissa, rimani con noi. I tuoi amici più cari”.

Lunedì 21 maggio, ore 15.30, funerali di Stato per la piccola Melissa Bassi, uccisa dalla bomba esplosa sabato scorso all’ingresso

Il premier Monti a Mesagne

dell’Istituto Morvillo-Falcone di Brindisi. Mesagne, sua città natale, è tinta di nero oggi. Il lutto, qui, è per tutti. Per i mesagnesi, ovvio, ma anche per tutti coloro che qui sono venuti a rendere l’ultimo saluto a una vittima innocente della follia umana. Giovani, tanti giovani, soprattutto giovani, affollano il centro storico di Mesagne. C’è chi Melissa la conosceva personalmente, e chi, invece, ha deciso di esserci perché era ‘la cosa giusta da fare’. La cosa giusta contro l’ingiustizia, la cattiveria, la lucida follia che ha ucciso con brutalità una ragazza di sedici anni. Oggi Melissa è amica e figlia di tutti, qui a Mesagne.

L’attenzione è alta intorno e s’intreccia di tensioni, di occhi lucidi, di attese. Ci sono anziani che s’interrogano sul presente, studenti che non vedono futuro. Perché è nero, e da sabato, fa più paura. Poi ci sono telecamere dislocate sui balconi e cecchini appostati sui terrazzi. In questo irreale pomeriggio di maggio, Mesagne è sì tinta di nero, ma ha scelto l’azzurro. Il colore del mare, del cielo, dell’immortalità. Stoffe azzurre legate alle finestre, alle porte, ai lampioni per stringersi insieme attorno a questa tragica perdita.

“Non spegnerete i nostri sogni di giustizia”, si legge nello striscione calato giù per il Municipio. Dolore e rabbia. E voglia di non sentirsi più abbandonati dallo Stato. E lo Stato risponde, è presente, in prima fila, oggi, a Mesagne. C’è il presidente del Consiglio Monti, i ministri Cancellieri e Profumo, il presidente della Camera Fini. E il governatore di Puglia Nichi Vendola, i sindaci dei Comuni vicini, e l’Associazione Libera con Don Luigi Ciotti.

Alle 16.30 la messa ha inizio nel silenzio della piazza. Celebra monsignor Talucci, l’arcivescovo di Brindisi. Il sole picchia, nessuno si muove. Non solo perchè non c’è consolazione per la perdita di una figlia. Ma anche perchè non è possibile comprensione per il fatto che quella morte ha determinato. Non c’è parola di commento nella piazza, c’è un silenzio enorme, nonostante le migliaia di persone accalcate. La liturgia si consuma nella Chiesa madre tra le parole degli amici, la disperazione dei parenti, per più di un’ora. Alle 17.45, la messa è finita, la bara bianca di Melissa varca la soglia della chiesa, applausi e lacrime la accompagnano, poco dopo, alle 18, la piazza si svuota.

Melissa, piccola, riposa in pace.

foto di paride de carlo

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