Nel Salento il centrosinistra avanza. Ma Pd e Pdl perdono voti ovunque

Un dato su tutti: prima delle elezioni il centrodestra governava in 14 comuni dei 22 che andavano al voto. Oggi, dopo i ballottaggi, il conto è pareggiato: 11 a 11, compresa Lecce, compresa Casarano. Questi ultimi sono i due grossi comuni nei quali il Pdl ha tenuto e, nel caso di Casarano, anche sfondato il muro eretto dal Pd con la realizzazione del cosiddetto “allargamento al centro” (a costo della divisione del centrosinistra classico). Il Pdl ha vinto anche a Galatone, dove Livio Nisi ha battuto Cosimo Casilli, esponente della direzione nazionale del Partito Democratico.

Gli altri tre comuni con più di 15mila abitanti sono andati al centrosinistra, che prima delle elezioni ne governava solo uno. Dunque, oggettivamente, il centrosinistra ha registrato nel complesso un avanzamento significativo. Il segretario provinciale del Pd, Salvatore Capone ha scritto in una nota

Salvatore Capone

“Riteniamo estremamente positivo l’esito dei ballottaggi in provincia di Lecce. Le vittorie di Gallipoli, Tricase e Galatina rappresentano per noi un grande motivo di soddisfazione, trattandosi di realtà che nelle ultime consultazioni ci avevano visti sconfitti […]”.

Dal canto suo, però, è soddisfatto anche Antonio Gabellone, il segretario provinciale del Pdl. Che, ricordando indirettamente la debacle del suo partito in tutta Italia, segnala un risultato in controtendenza nel Salento:

Antonio Gabellone

“Considero estremamente positivo il risultato del Pdl […]. Centriamo due obiettivi fondamentali, Casarano e Galatone, tra l’altro con due esponenti della maggioranza e del governo della Provincia di Lecce che diventano sindaci meritatamente. […] queste unite alle tante vittorie del primo turno ci consegnano un ottimo risultato del Pdl, in felice controtendenza con i dati nazionali e nonostante un periodo di grave e profonda crisi dei partiti. Il nostro risultato positivo è certamente il frutto di un lavoro costante e puntuale di radicamento sul territorio”

Tutti soddisfatti, dunque? In realtà – e il fatto è già oggetto di discussione nel Pd, non nel Pdl – se si guarda ai risultati di quelli che ancora sono i due maggiori partiti dello schieramento politico nazionale, in pochi casi Pd e Pdl potrebbero dirsi soddisfatti del risultato. Prendendo in considerazione i risultati delle precedenti elezioni comunali nei grossi comuni del Salento e sommando i voti ottenuti nelle precedenti elezioni dai partiti che hanno dato vita al Pd (Ds e Margherita o, a Lecce, L’Ulivo) e al Pdl (An e Forza Italia), si può constatare come ovunque abbiano ottenuto un netto calo. L’unica eccezione il Pdl di Casarano, che cresce di più di 5 punti e di quello di Lecce, sostanzialmente stabile (qui la somma del Pdl include “La città”).

Il Pd perde 5 punti a Lecce, quasi 2 a Galatina, 5 a Galatone, 7 a Tricase, più di 5 a Casarano e ben 18,2 punti a Gallipoli. Il Pdl, stabile a Lecce e in crescita a Casarano, crolla a Galatina (- 11,4), a Galatone (- 10,45), a Tricase (- 9,03) e arretra a Gallipoli (- 5,2). Il calcolo, talvolta, non rispecchia l’andamento generale delle elezioni. A Gallipoli, nonostante il crollo del Pd, il centrosinistra vince, a Galatone, dove il Pdl perde più di dieci punti, il suo candidato vince. Piuttosto questi dati servono a segnalare la minor presa che le aggregazioni politiche tradizionali esercitano sull’elettorato, sempre più orientato a fornire fiducia a “uomini” o liste civiche che non si presentano con il simbolo del partito sulla giacca. Insomma, la politica dei partiti cede il passo anche da queste parti alle aggregazioni civiche e alle forme nuove di rappresentanza. Nel Salento non c’è bisogno di Beppe Grillo per capirlo.

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