Brindisi, l’indagine passa alla Dda di Lecce

Cominceranno alle 16.30 i funerali di Melissa Bassi. La giovane uccisa da una bomba davanti alla scuola Morvillo di Brindisi sarà salutata dalla comunità mesagnese e, si può dire, da tutta l’Italia nella chiesa madre del suo paese. I funerali saranno celebrati da don Angelo Argentiero, arciprete di Mesagne. Alla cerimonia prenderanno parte il presidente del Consiglio Mario Monti, il ministro dell’Istruzione e dell’Università Francesco Profumo e un gran numero di rappresentanti istituzionali.

Sul fronte delle indagini è di pochi minuti fa la notizia che l’inchiesta sui fatti di Brindisi passerà di competenza dalla Procura del capoluogo adriatico alla direzione distrettuale antimafia di Lecce, sotto la guida, quindi, di Cataldo Motta. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha spiegato:

“Tolta l’ipotesi del fine personale nei confronti delle vittime – ha spiegato Grasso – non c’é dubbio che qualsiasi altra ipotesi ha un effetto di terrorismo sia che venga fatto da un singolo isolato, sia da un pazzo, sia da un’organizzazione eversiva, dalla mafia o dalla Sacra Corona Unita. In ogni caso – ha concluso – l’effetto è terroristico, intimidatorio e questo produce la competenza della Procura distrettuale Antimafia o di quella competente per atti di terrorismo”. L’art. 270 sexies del codice penale considera “con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia”

Ma il cambio di competenza potrebbe anche essere dovuto alla continua – e forse, dannosa – fuga di notizie dall’inchiesta coordinata finora dalla Procura di Brindisi con a capo Dinapoli.

Questa mattina, intanto, si è svolta in Prefettura a Brindisi una conferenza stampa dei ministri dell’Interno, Annamaria Cancellieri, e della Giustizia, Paola Severino, a conclusione di una riunione con magistrato e forze di polizia sull’attentato del 19 maggio. La conferenza stampa ha segnato – volutamente, da parte delle autorità – un deciso passo indietro rispetto alle indiscrezioni sulle indagini trapelate a partire dalla conferenza stampa di ieri del procuratore capo di Brindisi Dinapoli e dalla diffusione di fotogrammi relativi al video nel quale comparirebbe il volto dell’attentatore. “Io non ho certezze, per ora nessuna certezza, quindi mi sembra meglio lavorare tutti insieme”, ha detto il ministro Severino, smentendo di fatto la convinzione che l’attentato si riconducibile al gesto isolato di un folle.

A proposito dei fotogrammi del video comparsi oggi sulla stampa la stessa Severino ha voluto ringraziare i giornalisti “per non aver pubblicato il volto dell’attentatore, grazie per non aver mostrato per intero quel video” e, a proposito, ha parlati di “senso di responsabilità” mostrato dalla stampa a indagini in corso. Il ministro non ha però risparmiato la sua “riprovazione per la rivelazione dei segreti di indagine” e presto è giunta la notizia che sulla vicenda della pubblicazione delle immagini contenute nel video la Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta.

Il ministro ha qualificato le indagini come delicate e difficili, smentendo, al momento, il fatto che ci siano degli indagati. “Rimangono ancora sullo sfondo moventi e possibili concorrenti nel reato, che oggettivamente non è poco”, ha continuato il ministro della  Giustizia. “Dobbiamo ancora attendere – ha aggiunto – perché tutti questi elementi vadano in un unica direzione”.  Dunque, ha concluso Severino facendo intendere concretamente che ancora nessuna pista è esclusa e che il quadro delle indagini è ancora lungi dall’essere delineato, “le indagini sono in corso e hanno anche bisogno di tempi e rispetto: è un momento estremamente importante per scoprire eventualmente altri complici e le motivazioni di questo gesto. E’ un’indagine molto importante” dalla quale non si può escludere nulla, “ anche scopi diversi da quello di un omicidio individuale”.

Dal canto suo, in conferenza stampa, il ministro dell’Interno Cancellieri, che dopo l’attentato ha subito potenziato con 200 uomini i mezzi delle forze dell’ordine del brindisino, ha annunciato l’avvio di un “focus” sulla criminalità nel Salento, inteso come province di Brindisi, Lecce e Taranto. Servirà per fare il punto sulle indagini per l’attentato a Brindisi e per definire un modello di attività investigativa col coordinamento della direzione distrettuale antimafia.

Intanto in questi minuti il feretro di Melissa Bassi è arrivato a Mesagne. In piazza Quattro novembre, di fronte alla Chiesa madre, c’è già una piccola folla.

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