L’informazione precaria, il prefetto e il tavolo epocale

Anche il prefetto, anzi la Prefetta, da stamane conosce la situazione dell’informazione locale. Al tavolo convocato la settimana scorsa in seguito all’agitazione dei giornalisti c’erano quasi tutti gli editori – o loro delegati – delle testate televisive, cartacee e web del territorio (con l’unica eccezione, tra gli invitati, di Quotidiano), i sindacati (Cgil, Cisl Uil, Ugl e Assostampa), la Camera di Commercio e Confindustria. Pierpaolo Lala sedeva nella duplice veste di vicepresidente regionale dell’Ordine e di delegato dell’Assemblea “Informazione precaria”, che nel frattempo, precariamente, affollava l’anticamera.

Benché il focus vertesse sulla situazione delle emittenti televisive, prime tra tutte Canale 8, l’indagine conoscitiva avviata oggi ha permesso di istituzionalizzare la protesta, e con essa la situazione di precarietà in cui versano gli operatori del settore; da quelli della carta stampata a quelli del web, passando da quelli delle televisioni. Per via della crisi, certo, che ha fatto crollare i fatturati pubblicitari, ma anche (soprattutto?) a causa di un certo modus operandi ai limiti della legalità e ormai consolidato nel tessuto imprenditoriale di questo territorio: scarsa attitudine alla contrattualizzazione delle prestazioni lavorative (spesso non corrispondente al reale monte ore), ritardo nel pagamento degli stipendi, scarsa trasparenza dei ruoli e delle relazioni aziendali, editori occulti, sfruttamento scientifico della precarietà. La novità sta proprio nel riconoscimento pubblico – finalmente condiviso dai giornalisti in primis – di questo doppio binario di lettura della situazione nel settore dell’informazione.

D’altra parte non era mai accaduto prima d’oggi che sindacati, giornalisti ed editori sedessero allo stesso tavolo. Basti pensare che le organizzazioni sindacali in alcuni casi hanno visto per la prima volta in faccia chi sta a capo – direttamente o indirettamente – alle aziende editoriali in questione. E si parla di realtà ormai ventennali. Per questo c’era chi stamane esortava all’importanza “epocale” del vertice.
E non era mai accaduto che un prefetto spiegasse con tanta disarmante chiarezza che è impensabile porsi l’obiettivo di salvare tutte le realtà informative. Le televisioni, ad esempio, sono troppe. Ben 44 in tutta la regione. “Ce ne sono di più in Puglia che in tutta la Germania”, esortava Salvatore Labriola, segretario generale Flc Cgil di Lecce. Da parte sua Giuliana Perrotta, la prefetta, ha utilizzato due parole magiche: “razionalizzazione” e “cooperazione”. Ossia: razionalizzazione del mercato e cooperazione imprenditoriale. Come a dire: o si cambia o si muore. Anche perché è altrettanto impensabile aspettarsi contributi a pioggia per sostentare un mercato che per anni ha vissuto di espedienti (più o meno leciti, di sicuro non più tollerabili) al di sopra delle sue reali possibilità.

Ora la palla passa a Confindustria, dove editori e sindacati cercheranno di dare vita a un percorso di concertazione che permetta di affrontare una per una le singole situazioni di criticità, partendo dalle più urgenti che riguardano le televisioni (in particolare Canale 8). Come già evidenziato, tuttavia, le emittenti televisive locali vivono realtà molto diversificate, e anche all’interno delle stesse aziende sono maturate emergenze lavorative particolari a seconda delle mansioni e delle responsabilità. Il prefetto si è riservato di seguire a distanza l’evolversi della situazione e di intervenire qualora l’iter non dovesse progredire.

Nel frattempo l’Assemblea “Informazione precaria”, data la natura strutturale della crisi dell’informazione locale, continuerà da un lato a seguire da vicino le singole vertenze (in cui i sindacati hanno fatto il loro ingresso dalla porta principale), dall’altro a lavorare sulla crescita della consapevolezza di categoria. E questo perché, a proposito di prime volte, è anche l’esordio di un’Assemblea permanente, anche se informale, costituita dai lavoratori dell’informazione per i lavoratori dell’informazione. La partita è solo all’inizio.

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One thought on “L’informazione precaria, il prefetto e il tavolo epocale

  1. Ma siete in sciopero anche voi? il mondo dell'informazione nella provincia di Lecce (e non solo) è da tempo ai piedi di Cristo. Abbiamo bisogno di voi, non perdetevi e non abbandonateci :)

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