Un detenuto muore di fame. Era in carcere a Lecce

“Sono innocente”. Con queste parole si è spento, nella tarda serata di sabato 12 maggio nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, Pop Virgil Cristria, un 38enne rumeno. L’uomo, accusato di reati contro il patrimonio e la persona, scontava la sua pena, da qualche mese, nel carcere leccese di Borgo San Nicola. Il detenuto, da sempre dichiaratosi innocente, aveva cominciato da fine marzo uno sciopero della fame. Una coraggiosa protesta, durata cinquanta giorni in nome di una libertà negata, per attirare l’attenzione delle autorità locali e del magistrato. Una battaglia persa, però.

L’uomo è morto in ospedale, a Lecce dove era ricoverato da qualche giorno per le difficili condizioni di salute. “Il magistrato mi deve ascoltare e lui mi deve liberare” sono le parole raccolte da Sandro Rima dirigente medico del carcere di Lecce, che ha raccontato la disperazione dell’uomo e la determinazione nel lasciarsi vincere dall’inedia: “Ha preso l’ago della flebo che gli era stata somministrata per tentare di dargli un po’ di forze e se lo è strappato dal braccio”. Certo c’è da chiedersi come sia possibile che un uomo sottoposto a continua sorveglianza muoia di fame addirittura al’interno di un ospedale.

Anche per questo  il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha deciso di aprire un’inchiesta per comprendere le reali motivazioni di tanta disperazione e le reali cause della morte dell’uomo. Per questo il medico legale di turno è stato incaricato di effettuare l’autopsia.

Un suicidio, quello di Virgil Cristria, che all’apparenza sembra lontano dai noti problemi che i detenuti di Borgo San Nicola denunciano, quotidianamente. E che hanno molto a che fare con i casi di suicidio o di violenza auto inflitta che interessano un numero crescente di detenuti.

Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Permanente sulle Morti in Carcere, Lecce, nel quinquennio 2006-2010, registra 11 suicidi, con una frequenza di uno ogni 775 persone. Lo studio denuncia anche il sovraffollamento della struttura che su 650 posti disponibili ospita 1.551 detenuti. Secondo L’Osapp, organizzazione sindacale degli agenti di polizia penitenziaria il carcere di Borgo San Nicola è al sedicesimo posto in Italia per eccesso di detenuti presenti.

Giusy Casciaro

 

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