Lecce, si dimette il segretario del Pd Fabrizio Marra
Com’era nell’aria, il segretario cittadino del Partito democratico Fabrizio Marra si è dimesso. Lo ha fatto con una lettera in cui dà conto dei risultati raggiunti in città dal Pd nelle ultime elezioni, facendo autocritica e chiamando in causa le responsabilità di Salvatore Capone e Sergio Blasi (pur non nominando il primo). Scrive Marra:
L’esito delle urne per il centrosinistra leccese e per il Pd ( 10,57% ) non è stato positivo, ma siccome i numeri sono numeri, non lo è stato allo stesso modo per il Partito a livello provinciale. La media dei comuni al voto più grossi, infatti, dove è presente il simbolo del PD, risulta del 9,55 % . Basta guardare Casarano 8,68%, Galatina 13,12%, Galatone 9,68%, Gallipoli 7,45%, Tricase 8,85 % . Eppure in molte municipalità, la compagine di centrosinistra è riuscita ad andare, anche in posizioni di primato, al ballottaggio o vincere nei comuni dove si votava col turno unico.
Più forte il passaggio sulle responsabilità condivise sull’esito delle urne:
…le ragioni della sconfitta sono composite e vengono da lontano, ma nessuno, se vuole essere leader, deve avere paura di metterci la faccia. Sembra che in queste ore più di qualcuno nel Pd, a tutti i livelli, cerchi di giocare a nascondino, volendo in modo banale ed anche un po’ puerile, per i ruoli che ricopre, sicuramente più importanti dei miei, scaricare responsabilità.
Qui si può leggere la lettera integrale.
Questo addio velato di polemica non risolve certamente i problemi del Pd, i cui dirigenti sono a conoscenza dei problemi strutturali di cui il partito soffre in città. Né le dimissioni di Marra vanno lette come l’unica “catarsi” necessaria a un partito che, come scrive bene l’ormai ex segretario, è stato affetto in questi anni
della mancanza di un investimento vero su una nuova classe dirigente della città capoluogo, che andrebbe accompagnata e formata, valorizzata e stimolata. Ciò sicuramente in questi anni è mancato. Eppure non siamo stati dappertutto all’opposizione, avendo avuto per molto tempo responsabilità di governo alla Provincia e governando da sette anni la regione.
Insomma, Marra, con il suo gesto, che dice essere stato già deciso prima dell’esito elettorale, ha fatto la sua parte creando le condizioni per le quali nel Pd cittadino riparta il confronto politico tra le persone che ne fanno parte. Ora, più che un congresso straordinario, si attende l’arrivo di un commissario cittadino che si incarichi di condividere una analisi del voto lucida e veritiera e che riapra le porte, troppo spesso chiuse, delle stanze nelle quali è maturata la sconfitta. Un lavoro duro, ma che qualcuno dovrà pur fare.

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