Lecce-Napoli: that’s amore, eroticism e fantasia

Se un letto in pregiato legno scolpito dall’artista tedesco Dieter Sporleder e un armamentario di oggetti erotici ritrovati qua e là in vendita su fundsachenverkauf.ch non bastano a stimolare le più nascoste fantasie erotiche dei lettori, proponiamo di seguito un surrogato di kamasutra messo in scena sul prato del Via del Mare di Lecce. Nessuno poteva pensare che un campo di calcio avrebbe potuto suscitare una così articolata riflessione su ciò che può avvenire, in condizioni normali, lontano dagli occhi indiscreti di circa 18mila persone. Eppure i temi trattati di recente da Giovanni De Stefano (complice il laborioso Giovanni D’Agata), l’esortazione all’outing nel calcio firmata Cesare Prandelli Ct della Nazionale, e infine una buona reflex all’esordio in serie A sono riusciti nell’intento. Istruzioni per l’uso: associare il numero della posizione al numero corrispondente nella foto; casco bene allacciato; prudenza, sempre.

1: Dirty dancing orizzontale. In genere per un rapido in e out, stimolante per tutti i muscoli del corpo e ottima per sorreggere il partner. La prestanza atletica di un giocatore come Zuniga, al di là di un passo dell’oca un po’ evidente in mezzo al campo, permette il raggiungimento del piacere anche a uno insaziabile come Tomovic.

2: L’agguato. Pare che sia consigliato soprattutto in ufficio, purché non ci sia troppa differenza d’altezza tra i due contendenti. Va bene, però, anche in un campo da calcio, soprattutto per Paolo Cannavaro e Davide Brivio. Forse quest’ultimo avrebbe trovato maggiore giovamento appoggiandosi a un muro con la schiena. Ma anche senza sostegno il risultato è eccellente, considerato il piedino del napoletano che sfiora leggermente il legamento crociato. Una frizione che è indice di passione.

3: L’unione della mucca a due zampe. Cannavaro ci riprova, e sceglie stavolta il più minuto Muriel. La velocità del colombiano è nota, e per ovviare a precoci fughe in avanti il difensore impone da subito la sua presenza alle spalle del giocatore del Lecce. Senza badare troppo alla discrezione, visto che la gamba destra di Cannavaro è ormai irrimediabilmente perduta “tra l’aorta e l’intenzione”.

4: Scambio di coppia. Si tratta di un esempio di corteggiamento a quattro, come fosse una danza tra volatili in cerca della dolce metà. In questo caso vediamo all’opera Cavani-Oddo e Dzemaili-Esposito: doppia coppia variabile perché gli accoppiamenti a quattro, come in un girone eliminatorio di un Mondiale, sono multipli.

5: Il lupo. E’ l’arbitro Tagliavento a dettare il ritmo, mentre il numero 88 del Napoli, Inler, osserva in completa sottomissione il comando dell’omino in nero, che amabilmente stabilisce un contatto con la sua vittima attraverso la mano destra. In questo caso Tomovic svolge il ruolo del voyeur.

6: Passo a due. Tra Corvia e Gargano si instaura un rapporto fatto di malizia, sinuosi movimenti e il cosiddetto passo a due, che in realtà sembra quasi un passo di quadriglia. Ma è solo apparenza. Meglio, però, calzare un paio di scarpe con il tacco 12, per mantenere una posizione più rialzata, spiega il maestro. Con un reggicalze, Gargano cadrebbe ai piedi di Corvia. E forse l’attaccante del Lecce riuscirebbe perfino a segnare un gol, anche a porta vuota.

7: Il salice piangente. A piangere è Di Michele, sovrastato da Fernandez sul finire del match. Quando proprio non c’è più nulla da fare, e le gambe non reggono, si lascia fare a chi ha più fiato. In questo caso al giocatore azzurro, partito dalla panchina e con più fiato in corpo. E si vede.

8: L’ammucchiata. La pace dei sensi, l’apice del piacere, la gioia che trasuda dal volto dei contendenti. Solo un rude come Gennaro Del Vecchio poteva innescare il subbuglio di passioni, nato da un bacio rubato al portiere De Sanctis, e proseguito poi con gli accorrenti compagni che non si sono certo tirati indietro, vedi Paolo Cannavaro e il genio Hamsik. Genio, perché è geniale riuscire a essere considerato un calciatore di così alto valore, pur conservando una pettinatura vomitevole.

9: La tentazione. Il rotolamento carpiato di Zuniga richiama l’attenzione di un ammiccante Serse Cosmi. Ma dopo un iniziale e primordiale avvicinamento, il tecnico del Lecce capisce di essere caduto in tentazione e richiama, con un gesto perentorio, l’attenzione di chiunque si trovi a passare da quelle parti, arbitro compreso. Un atteggiamento disinvolto, con il quale è riuscito a fugare – agli occhi degli osservatori – ogni ragionevole dubbio sulla sua virilità.

10: La sfumacchiata. Fin da piccoli ci insegnano che, dopo una cavalcata di piacere, la sigaretta è d’obbligo. Se poi le tasche lo permettono, non c’è nulla di meglio che un Montecristo Club per concludere il tutto. Quando il tentativo di aggancio – in questo caso al Genoa – viene meno per la tenace opposizione di un Napoli in corsa per la Champions League, val bene un Montecristo numero 2. Per un paio d’ore si riesce a riflettere sul senso della vita. Più immediati, come è evidente, i pensieri del patron Giovanni Semeraro. Che il sigaro, per giunta, lo tiene pure spento.

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