Stormy Monday #3

CELEBRAZIONI (NON) CONVENZIONALI

I festeggiamenti laici per la settimana Santa nel Salento si sono aperti con il concerto di domenica primo aprile a Ruffano della giovane Maria Antonietta, cantautrice pesarese dal passato tormentato (che racconta senza giri di parole nell’album omonimo, uscito a gennaio), affascinata dall’iconografia cristiana e da poco convertitasi a un percorso spirituale cristiano-cattolico. Benone, a una settimana dalla Pasqua.
Nella scia delle giovani cantautrici emergenti anche il concerto della salentina Lucia Manca, alle Officine Cantelmo, di martedì 3 aprile, lo stesso giorno in cui i napoletani Gentlemen’s Agreement hanno proposto il loro interessante mix di pop, country e ritmi sudamericani al Sudestudio di Guagnano.
Le celebrazioni sono poi continuate mercoledì 4 con il live di Cico degli Aretuska al Corto Maltese di Lecce, che ha inaugurato le Jam Sessions di Manu Funk, e con il viaggio musicale proposto da Raiz e Fausto Mesolella, storico chitarrista degli Avion Travel, a Taranto, con la rilettura di brani amati dai due musicisti (dai Led Zeppelin a Battisti, passando per Amy Winehouse e Patty Pravo). Curiosa esplorazione anche quella del libro multimediale “Suoni traditi” (scaricabile dal sito lecce360.com) a cura di Sara Dell’anna, in cui Maria Mazzotta e Redi Hasa tracciano un itinerario di suoni e parole, nel segno della reinterpretazione delle musiche tradizionali e popolari.
Nel fine settimana pasquale i riflettori dei palcoscenici hanno illuminato prima l’indie-rock dei Redroomdreamers, in concerto a Guagnano, e poi la performance di jazz sperimentale (a Copertino venerdì 6, e ad Acquarica del Capo il 7) della cantante belga Lynn Cassiers e del contabbassista, sardo ma da tempo attivo in Nord Europa, Manolo Cabras, con la collaborazione della pittrice e video-artist Carla Ignoto, per un’esibizione nel suo insieme affascinante e suggestiva.
Il sabato santo è cominciato con la riapertura delle jam sessions in giardino al casello di Sum, nell’ambito del progetto enSUMble ed è proseguito all’insegna dell’hip-hop, con il concerto del rapper Aban alle Officine Cantelmo e di dj Tayone all’Istanbul Cafè di Squinzano. Il compito di risollevare le sorti del pop-rock è spettato unicamente ai Metropolitans, gruppo di spicco della giovane etichetta leccese La Rivolta, in concerto ad Arnesano, dal momento che Giorgio Tuma ha repentinamente annullato la sua esibizione, prevista dopo il gruppo leccese. Ma la vigilia pasquale è stata segnata soprattutto dai 99 Posse, i profeti di quel Vecchio Testamento fatto di centri sociali e anni Novanta, che dopo quasi dieci anni di inattività hanno portato anche nel tacco d’Italia il loro ultimo lavoro, “Cattivi guaglioni”, in un concerto energico e ricco di passione, al Livello 11/8 di Trepuzzi. Al Nuovo Testamento musicale e danzereccio si sono dedicati i Motel Connection (privi di Samuel, assente giustificato), che hanno animato con il loro dj-set il Palarock di Aradeo la notte di Pasqua.

Pasqua, per l’appunto. Sono state le celebrazioni religiose a farla da padrone durante la settimana, anche sul piano musicale, e non poteva essere altrimenti. Il coro Cum Jubilo, diretto da Patrizia Durante, che a Casarano ha proposto “Vexilla regis – Musica Sacra nel Medioevo”; l’inaugurazione della stagione sinfonica di primavera, quest’anno dedicata a Claude Debussy, al Teatro Politeama Greco di Lecce, con il concerto dell’orchestra sinfonica della provincia di Bari, in cui sono stati proposti anche brani dedicati alla settimana santa; la “Via crucis” di Franz Liszt al Teatro Comunale di Novoli, sotto la direzione del maestro Giuseppe Primiceri e altre decine di rappresentazioni sacre e canti di passione sparsi lungo tutta la penisola pugliese, da Conversano a Taranto, da Bari fino alla Grecìa.

Ma l’evento religioso più significativo e al tempo stesso meno convenzionale, e meravigliosamente trasversale, è stato il concerto degli Zen Circus alle Officine Cantelmo, di Lecce giovedì 5 aprile. La musica di Appino, Ufo e Karim QQRU, buskers pisani, che a un orecchio pigro e poco attento potrebbe sembrare irriverente e provocatoria, rivela in realtà un rapporto complesso e problematico con la religione, proprio di chi non accetta i dogmi come verità assolute. Il concerto (le cui uniche pecche sono state la durata ridotta, forse dovuta alla stanchezza, e all’acustica non eccellente) ha messo in luce la capacità dei tre di entrare in sintonia con il pubblico: uno show che si è trasformato in inclassificabile spettacolo di strada, galvanizzante e divertente. Durante l’ora e mezza di musica e siparietti, il trio ha snocciolato il nutrito Vangelo secondo Appino, senza pose da rockstar, anzi scendendo letteralmente a suonare insieme al pubblico, a celebrare l’antico rito dello stare insieme e del sentirsi vivi: siamo tutti nati per subire, corpi ignudi, sgraziati e armoniosi, perdenti per sempre, perfetti per oggi.

Gianmarco Bellavista
Nadia Vecchio
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