Partite truccate, adesso il Lecce rischia grosso

E ora siamo veramente nei guai.
Le dichiarazioni del procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, che hanno accompagnato l’arresto di Masiello e di altri due sue amici e scommettitori abituali, aprono scenari terribili per le sorti del Lecce.
Dice il dottor Laudati:

Per Bari-Lece giocata il 15 maggio del 2011 e finita 0-2 per il Lecce, abbiamo accertato nel corso delle indagini, che sono stati dati in garanzia assegni poi tramutati in denaro contante a fine partita.

La cosa grave è che questa partita sarebbe stata truccata non per favorire gli scommettitori abituali (slavi e baresi) ma per consentire alla squadra del Lecce di raggiungere la salvezza con qualche giornata di anticipo.
Secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Bari, era noto negli ambienti del calcio che alcuni giocatori del Bari (con Masiello in testa) avessero cominciato a truccare tutte le partite della propria squadra, una volta raggiunta la matematica certezza della retrocessione. Un meccanismo collaudato che avrebbe consentito puntate sicure a scommettitori e lauti guadagni a diversi giocatori di numerose squadre di serie A (non solo del Bari).
Di questa disponibilità fraudolenta di alcuni giocatori, sempre secondo la ricostruzione di Laudati, si sarebbero serviti non tanto anonimi rappresentanti della società del Lecce per ottenere i punti necessari alla salvezza.
Laudati è categorico; quando afferma che circa 300mila euro in assegni (e quindi riconducibili a precisi nomi e cognomi) sarebbe stata la cifra pattuita tra esponenti della società giallorossa e alcuni giocatori coinvolti nella frode (Masiello su tutti).

La Procura aggiunge che di tutto quanto denunciato ci sarebbero riscontri contabili, conferme nelle intercettazioni e le prime ammissioni. Insomma, fregati.

Perché, mentre in tutti gli altri casi (mi riferisco sia alle altre quattro partite truccate dal Bari sia a quelle su cui indaga la procura di Cremona e di Napoli) la responsabilità oggettiva della società sarebbe comunque di difficile dimostrazione, nel caso di Bari-Lecce saremmo in presenza del più classico, clamoroso e francamente ingenuo tentativo di truffa calcistica.

Una combine che con le scommesse non centra proprio nulla e che vedrebbe come protagonisti figure riconducibili, pare in maniera inequivocabile, alla società giallorossa.
Alcune ricostruzioni giornalistiche che circolano ora sul web si spingono persino a stabilire un collegamento tra il derby di Puglia e Lecce-Lazio, dell’ultima giornata. Si legge su Repubblica.it:

Ma non basta. Perché nelle giornate successive  –  e questo risulta agli atti dell’inchiesta di Cremona  –  il Lecce, ormai salvo matematicamente ebbe buon gioco a fare cassa, recuperare i soldi spesi per quel derby e forse  –  sospettano gli inquirenti  –  anche quelli dei premi per la salvezza: vendendosi al migliore offerenti un altra partita. La famosa Lecce-Lazio  –  quella che il pm Di Martino ha dichiarato “ufficialmente truccata” in un interrogatorio recente  –  con la squadra romana in piena bagarre per un posto in Champions League, posto che alla fine gli sfuggi, preceduta dall’Udinese per la differenza reti. In relazione a quella partita, va ricordato, è indagato anche Stefano Mauri.

Come se qualcuno, per recuperare i soldi spesi per la combine col Bari, avesse deciso di scommettere contro la propria squadra e sulla larga vittoria della Lazio.

Questo, francamente, mi sembra assoluta follia. Quel che è certo sono le dichiarazioni del dottor Laudati. E fino ad ora i silenzi della società giallorossa.

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