Caro Lucio ti taggo, così li distraggo un po’

Quanti politici fan di Lucio Dalla – e di se stessi – conoscete? Quella che segue è una piccola antologia dei coccodrilli socialmediali che i politici leccesi hanno dedicato a uno dei massimi cantautori che siano mai vissuti – taggando in ogni messaggio Lucio Dalla e il rispettivo amor proprio.

Il sindaco di Lecce Paolo Perrone è partito equilibrato (quasi elegante), ma sul finale del suo post ha cercato il calembour. E, non essendo un paroliere, ha finito per dimenticare come Mark Twain sostenesse di preferire “il paradiso per il clima” e “l’inferno per la compagnia”, augurando probabilmente in maniera del tutto involontaria a Dalla di essere finito nella più affollata delle destinazioni after-life:

Ci ha lasciati uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi. Lucio Dalla era un guascone, un’anima buona, un mostro sacro. Solo dieci giorni fa era lì a Sanremo, a cercare ancora una volta di emozionarci con quel cuore grande. Quel cuore che oggi lo ha tradito e ce l’ha portato via. Per andare sicuramente in una Piazza Grande.

Di tutt’altro tenore è il coccodrillo di Alfredo Mantovano, che inaugura il filone infantilizzante (Dio => Gesù Bambino; On.le Mantovano => alfr) della comunicazione Facebook di questo campione salentino della retroguardia cattolica:

L’ultima volta che ho visto Lucio Dalla è stato nel giugno scorso, nella chiesa parrocchiale delle Tremiti. Era un paio di banchi avanti; ha seguito la S. Messa con devozione. Dopo la Comunione è uscito, ha fatto il ringraziamento fuori e poi è andato via. Che Gesù Bambino lo prenda con sé. alfr

Mario De Cristofaro non rinuncia a una brevissima menzione della grandezza di Dalla nella sua frequentatissima bacheca, e posta una versione inedita tratta da YouTube di 4-3-1943, “in ricordo di un grandissimo artista”. E aggiunge:

Purtroppo non riesco a postare il ricordo di Gabriele d’Annunzio di cui oggi ricorre il 74° anniversario della scomparsa. Lo ricorderò nei prossimi giorni, se sarò ancora vivo.

La pagina fan di Loredana Capone è, di norma, così musicarella (fra Battisti, Pelù, De Gregori) che la vicepresidente della Regione, per commemorare Dalla, ha deciso per la via nannimorettiana: farsi notare più in virtù di un’assenza, piuttosto che con una presenza. Capone ha deciso così di non partecipare al macabro banchetto comunicativo sul grande bolognese, ritirandosi nell’autogoal di un post sugli scazzi Blasi vs. Salvemini (con conseguenze talmente disastrose dal punto di vista trollistico che il solo fake Mariadele Mele, ieri in stato di grazia, è giunto addirittura ad esprimere dubbi su 1. la paternità dei 4 figli di Salvatore Fasano e 2. sulla spontaneità dei “mi piace” delle 4 figlie di Capone stessa.

Dario Stefàno è il più istituzionale, regge quasi tutto lui il peso del lutto in Regione, con Loredana

Saluto anch’io il “Piccolo Grande Poeta” Lucio Dalla. Una grande perdita per la musica italiana e mondiale. Una grande perdita per la Puglia, da lui tanto amata.

Il più diretto e sincero di tutti, come sempre, è stato Michele Emiliano, che chiude in schiettezza questa piccola antologia rettilesca, non senza geotaggare Dalla nella sua città (almeno però non è sui banchi della basilica di San Nicola):

La morte di Lucio Dalla mi spezza il cuore, mi riempie di un’infinita tristezza, solo poche settimane fa era qui a Bari nel Teatro Petruzzelli.

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