Quello che le donne di Regione Salento dicono

20120214-010934.jpgLo stesso gotha del giornalismo salentino che ogni giorno lotta affinché Giovanni D’Agata resti fuori dal suo filtro antispam, ha di recente scoperto un nuovo filone della letteratura epistolare contemporanea.

Sono ben 4 le mail che i giornalisti di Lecce, Brindisi e Taranto si sono visti recapitare nel corso dell’ultima settimana, rispondenti ad altrettante cellule dormienti di patrocinatori di Allenza per il Salento.

Ma procediamo per gradi. Fino a ieri mattina erano principalmente tre i filoni dell’appoggio incondizionato a Paolo Pagliaro.

La mail più banale, proprio perché la faceva più sporca, è quella inviata dall’Associazione politicoculturale “Salento Europa”. Banale perché, pur parlando di Paolo Pagliaro in terza persona, nonché in termini ampiamente elogiativi, veniva inoltrata alle redazioni dall’account di posta elettronica “info@paolopagliaro.it”. Cionondimeno, dobbiamo ammettere che il testo presenta pure i suoi risvolti gustosi, soprattutto sul finale:

All’amico PAOLO PAGLIARO va un pensiero di simpatia ed un convinto sostegno, senza che questo implichi impegno di altro genere.

La missiva inviata dalla seconda cellula dormiente, il Movimento Giovanile di Regione Salento, tocca punte di genio involontario fin dal titolo: “Una promessa vale più di mille parole”. Vale a dire: “Una fregnaccia vale meno di cinquecento cazzate”.

Ci è stata recapitata il 10 febbraio, tramite una di quelle tremende mailing list coi destinatari in chiaro, rispettando l’insegnamento che il protagonista assoluto della lettera – scritta con toni fra il Corrado Guzzanti di “Fascisti su Marte” e il Mario Filippi di “Io sono con voi” – ci ha abituato nel corso di una sua vita precedente.

Ve ne segnaliamo un passaggio:

L’entusiasmo che echeggiava nei nostri animi quel freddo giorno invernale non si è mai sbiadito, anzi ci ha sempre riscaldato nei giorni più intensi e faticosi. L’onore di avere te come Presidente, la fortuna di essere giovani al servizio del nostro Salento in questo grande Movimento e la passione che ci ha guidato in questi mesi, hanno rappresentato per noi una straordinaria opportunità di crescita umana e professionale. Un uomo come te, un amico come te è difficile da trovare.

Infine, l’endorsement più improbabile e stracultuale di tutti: quello che proviene, ancora una volta via mail, dalla Segreteria Regionale del del Partito delle Piccole e Medie Imprese. La quale, nel presentare tutto il suo appoggio a Paolo Pagliaro, mostra anche il pezzo più geniale del suo repertorio. Quello che, al cospetto delle pur validissime proposte sopraelencate, ha sbaragliato la scena: il simbolo. Il simbolo scelto dal Partito delle Piccole e Medie Imprese, lungi da ogni equivocabile ideale politico anacronistico e irreale, è infatti un euro. Una moneta da 1 euro, ‘na piotta.

Sembrava fatta per il Partito delle Piccole e Medie Imprese, ma non avevamo fatto i conti con il quarto incomodo. Che arriva a destinazione solo ieri. Sono le Donne di Movimento Regione Salento. Forse più belle di fisico delle rotaractiane (ma infinitamente meno autocoscienti delle Mogli dei Medici Italiani), le Donne di Movimento Regione Salento, per farla breve, non solo non si rivolgono direttamente ai giornalisti (bensì, bastardissime, ad Adriana Poli Bortone, nemica giurata di Perrone, avversario di Pagliaro alle primarie del centrodestra). Ma cominciano pure così:

Cara Adriana,
concedicelo, vogliamo parlarti da donna a donna, sfuggendo al politichese. Sappiamo che ci capirai ancora meglio!

Pensare che questo sia stato scritto da una donna è come pensare che IgnaziaMaiSazia sia solita giocare veramente a tennis col culo di fuori, ma questo non conta.

Quello che conta è che le Donne di Movimento Regione Salento vincono con questa frase, che pare tratta dal canto post-mannoiesco “Quello che i fake di Pagliaro non dicono”:

A volte possono non capirci, a volte siamo noi a non capire, ma alla fine, le scelte di noi donne, seguono un’unica stella: l’amore per le idee, i valori, i ricordi ed il coraggio di poter incidere sul futuro.

E’ chiaro come manchino all’appello alcune parti sociali fondamentali, come gli Arrotini monchi della lista “I leccesi” o i Parcheggiatori abusivi dei “Moderati e Popolari”. Ma davanti a motivazioni lucide e profonde come quelle espresse dalle Donne del Movimento Regione Salento, il resto sono solo canzonette.

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