Un po’ per necessità un po’ per difficoltà, il Pdl salentino sta accatastando sotto il tappeto del congresso provinciale tutti i nodi ancora irrisolti al suo interno: dal dualismo politico tra fittiani e mantovaniani al mistero delle primarie più bizzarre che il Tiziano abbia mai conosciuto: Gigi Rizzo sì, Gigi Rizzo no.
In questo scenario l’elezione del nuovo coordinatore provinciale diventa quasi un fatto marginale, visto che a meno di sorprese più che clamorose il successore di Cosimo Gallo sarà Antonio Gabellone, attuale presidente della Provincia di Lecce, ed esponente di punta della componente fittiana del partito. La più forte, la più famelica.
Proprio Gabellone, in compagnia di Gallo e del futuro vice, Francesco Bruni, stamane ha presentato alla stampa la sua mozione congressuale. “Buon senso”, “compattezza” “pacatezza”, “moderazione”, “modernizzazione”, le parole d’ordine – e d’ordinanza – utilizzate diffusamente da Gabellone, Gallo e Bruni per non correre il rischio di uscire fuori dal seminato. E in effetti ai tre va dato atto di aver schivato con una certa maestria qualsiasi domanda orientata a capirne di più. Una vera e propria lezione di democristianesimo da Prima Repubblica: tanto parlare, per poco (o molto poco) dire.
Quel che si è capito è che Gabellone non ritiene il suo ruolo di presidente della Provincia in contrasto con quello di coordinatore provinciale. Nessun conflitto di interessi, nessuna difficoltà oggettiva di sorta: “Non ci saranno sovrapposizioni di ruoli – assicura -, lavorerò per tenere unito il partito”. E non sarà per niente facile, vista la situazione interna al Pdl.
E benché Gallo rifiuti le categorie ex aennini ed ex forzisti – “siamo tutti del Pdl”, dice – il congresso provinciale non si ridurrà solo “a un’accesa dialettica” (in questi casi si dice così) tra visioni differenti. La distanza tra Fitto e Mantovano è siderale come poche altre volte nella storia recente del partito, così che attraverso le mozioni di Antonio Gabellone e Saverio Congendo non vivono soltanto due anime dello stesso partito, ma due partiti veri e propri; di cui Forza Italia e An non sono che gli antenati.
Ancora da capire, invece, entro che misura Mantovano si riterrà soddisfatto del risultato: a che punto è il 70-30 di partenza è quanto riuscirà a strappare a Fitto (impegnato in un onnivoro quanto sotterraneo lavoro di “militarizzazione” degli spazi politici del territorio) in vista delle prossime regionali; appuntamento cui l’ex sottosegretario vorrebbe arrivare da protagonista. Meglio ancora se da candidato.
A proposito di candidature, il congresso provinciale del Pdl sarà anche l’occasione per parlare di primarie del centrodestra leccese. Gabellone a riguardo si butta avanti: “Pieno riconoscimento al lavoro svolto da Paolo Perrone – dice – Oggi camminando per la città si percepisce a pieno l’entità del suo lavoro. Lecce è un cantiere”. Ma è pur vero che adesso il Pdl è un partito votato alla democrazia partecipata, chiosa Gallo, quindi le primarie vanno fatte. Anzi, ben vengano. E chissà se Gigi Rizzo potrà prendere parte a questa festa di democrazia di centrodestra (ancora priva di regolamento). Anche questo, dicono, verrà deciso durante il congresso.
Il video da SalentoWeb.tv








Detto da un giornale comunista sempre scritto da comunista fa ridere! Tutto torna!
No,fa ridere che non siano indipendenti ed abbiano fatto un giornale con i vecchi comunisti! Purtroppo dalle analisi che leggo sono proprio lontani dalla politica questi giovani!
A me fa più ridere vedere che ti commenti da solo ma con due nick diversi dallo stesso IP.