Quando tira più una figurina Panini di un album di hostess

Finché lo stand di Panini Tour 2012 sarà in piedi, non ci sarà cantiere di megaparcheggio che tenga: gli umarells leccesi non avranno scelta. La loro mecca sarà piazza Sant’Oronzo, dove sorge la struttura che ospita il giro promozionale dell’editore modenese.

Questa mattina, appena saputo del Tour, gli uomini della città hanno preferito annunciare alle mogli di stare uscendo di casa per cornificarle con una commessa di Terranova, pur di non dover dare loro altre spiegazioni, pur di non dover pronunciare quella verità che volevano tenere per sé – o tutt’al più confidare a un maschio primogenito – confessando l’inconfessabile. Erano diretti in centro, a scambiare figurine dei calciatori come se non ci fosse un domani. Poco hanno potuto i sorrisi e le gonnelline delle hostess Panini, contro le facce plastificate e i di dietro adesivi delle effigi dei protagonisti del campionato 2011-2012, che aspettavano i maschi salentini dentro lo stand. Niente, neanche la prospettiva di scattare una foto da caricare su Facebook ha permesso di riprendere quota a quelle procaci fanciulle.

Non sarebbe stato più emozionato di loro, al cospetto di quelle teche di doppioni, uno storico dell’arte moderna cambogiano, mai uscito da Phnom Penh, che dopo una vita di studi teorici si trovasse, a Parigi, dinanzi alla Gioconda. Ma niente è come quando, fra l’effigie di uno Stefano Ferrario e quella di un Pablo Armero, spunta la Sindone – appiccicosa ma non meno sacra di quella conservata nel Duomo di Torino – di Zlatan Ibrahimović.

Perfino i ragazzi, che nel 2012 sono soliti dissacrare, non potevano fare a meno di rispettare l’aura cultuale intorno allo stand. Colpiva in particolare l’atteggiamento teocon di alcuni giovanissimi, come si evince nell’intervista più sotto, a cura di Lara Napoli, in cui una coltre di determinismo religioso vela l’entusiasmo di un teenager leccese, posto dinanzi all’impossibilità di terminare un album intero senza l’aiuto divino.

Sono venuto qui per scambiare e, se vuole Dio, finire l’album.

Fortuna che lo stesso Dio ha voluto che il teenager sia un campione della “scoppula”, un gioco d’altri tempi, in cui una figurina, posata su un piano, viene vinta in caso lo spostamento d’aria causato da una manata riesca a farla voltare.

Sono questi i modi in cui i ragazzi di oggi, che siano crociati o laici, credenti nel destino o fan del libero arbitrio, sfuggono al dominio della videoludicità. E si concedono, una buona volta, delle sane ferite lacero contuse che sanno di libertà.

[guarda il video realizzato da SalentoWebTv]

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One thought on “Quando tira più una figurina Panini di un album di hostess

  1. Ennesima conferma della qualità di 20centesimi, complimenti per l'articolo.

    …e ricordate che le figurine sono una cosa seria, serissima|

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