Comunali, a Brindisi la politica fa il giro(giro)tondo

Tanto tuonò che piovve. Dopo mesi di trattative infruttuose, nomi proposti e repentinamente bruciati sull’altare del compromesso di coalizione (ultimo in ordine cronologico l’ex on. Giovanni Carbonella), il Pd ha annunciato il suo candidato sindaco da proporre agli alleati in vista delle prossime amministrative: Mimmo Consales. É lui, il noto giornalista di Telenorba, il mister X espressione della società civile, circolato ufficiosamente nei giorni scorsi negli ambienti democratici (insieme a quello del direttore del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi), in grado di riannodare le fila di un partito sfilacciato incapace di uscire dal tunnel nel quale si era cacciato da tempo.
Una decisione che rivela, tuttavia, la debolezza strutturale di un Pd obbligato a piegarsi “per spirito di servizio” verso la coalizione – come si legge nella nota con cui si è ufficializzata la candidatura di Consales – a rinunciare prima alle primarie “in quanto su tale proposta si è verificata l’indisponibilità di importanti forze” (leggi Udc-Noi Centro) e poi ad esprimere un suo uomo pur essendo il partito di maggioranza relativa. Ancora una volta, dunque, le forze centriste, anima del cosiddetto Laboratorio, dettano la linea politica a Brindisi e il Pd non solo sembra riconoscersi convintamente in tale modello ma rilancia ed auspica:

La convinta volontà di concorrere alla definizione di una coalizione politica ampia che tenga insieme le forze politiche della sinistra di governo sino alle forze moderate e alle liste civiche riformiste e democratiche.
La definizione di tale alleanza politica e sociale è elemento imprescindibile, dal valore politico inestimabile, che aprirebbe una fase politica nuova per Brindisi e tutto il territorio provinciale e che segnerebbe l’ampliamento dell’esperienza politica che oggi governa la Provincia aprendo al coinvolgimento delle forze politiche della Sinistra che nelle elezioni provinciali del 2009 non si riconobbero in quel progetto politico.

L’invito è rivolto in particolare a Sel e Idv che hanno chiesto qualche giorno di tempo per esprimere il suo giudizio su Consales, ma soprattutto al consigliere regionale della Puglia per Vendola Giovanni Brigante, il quale ha mal digerito la decisione di bypassare le primarie da lui sempre invocate.
Difficile tuttavia ipotizzare un suo passo indietro; la sua candidatura alla prossime amministrative con la lista civica Sviluppo e Lavoro (associazione di cui è presidente) appare sempre più probabile. Una bella grana per tutto lo schieramento di centrosinistra che rischia di spaccarsi in due – con una inevitabile emorragia spartitoria di voti- in una competizione elettorale che da anni non si prospetta così incerta ed equilibrata.

Le grane, infatti, non mancano neanche per il Pdl. Il comitato dei saggi, istituito dal coordinatore provinciale Luigi Vitali, con l’obiettivo di evitare il ricorso alle primarie attraverso un tavolo di consultazione tutto interno ai vertici del partito, si è rivelato un vero e proprio flop. Nonostante l’investitura di Mauro D’Attis (vice sindaco nell’ultima amministrazione Mennitti) da parte di Vitali e Saccomanno, né Massimo Ciullo (esponente della corrente Nuova Italia di Alfredo Mantovano) né Italo Guadalupi (consigliere provinciale) né Livia Antoniucci (ex consigliera comunale) hanno deciso di fare un passo indietro. Anzi, il quadro si è ulteriormente complicato con altre due autocandidature: quelle dei due ex consiglieri Antonio D’Autilia e Paolo Chiantera.

“È vero che sono aumentatati i nomi – ha riconosciuto Vitali – ma tutti hanno la consapevolezza che dovranno fare un passo indietro in base alla decisione che prenderà il coordinamento provinciale”. Una presa di posizione un po’ troppo ottimistica se pensa alle parole di Alfredo Mantovano, il quale a proposito del dietrofront di Vitali sulle primarie di partito per scegliere il candidato sindaco ha dichiarato:

Non si comprende perché a Brindisi, dopo una iniziale unanime condivisione, le primarie non andrebbero più bene. Dal momento del suo insediamento come segretario del Pdl, l’on. Angelino Alfano ha lanciato il metodo delle primarie come il migliore e il più coinvolgente per individuare le candidature alle elezioni per gli enti territoriali. In coerenza con tale impegno, in queste ore il tavolo delle regole, istituito dallo stesso segretario nazionale, sta redigendo il regolamento per lo svolgimento delle primarie.
Non ci si trova di fronte a un sindaco che sta completando il suo primo mandato (e quindi è logico che si ricandidi), mentre ci sono persone che hanno già manifestato la disponibilità a confrontarsi lealmente, all’interno dello schieramento di Centrodestra. Non si comprende, in particolare, perchè non si considera definitivamente archiviato il metodo dell’imposizione.

Un messaggio chiaro e netto-quello dell’ex sottosegretario, rivolto non solo a Vitali ma a tutti i dirigenti locali del Pdl. Il coordinatore provinciale ha escluso categoricamente l’ipotesi primarie di partito. Se ci saranno “in mancanza di una convergenza assoluta” con gli alleati sul nome, al massimo due, saranno di coalizione. Questo però presuppone che gli altri quattro candidati accettino volontariamente di fare un passo indietro scegliendo di appoggiare il nome scelto dal coordinamento provinciale. Vitali si dice convinto che ciò avverrà, ma il vento che soffia dalle parti del centrodestra sembra spirare in un’altra direzione.

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