La cinepolemica senza contenuti di Paolo Perrone

La polemica tra assessorato alla Cultura della Regione Puglia e Paolo Perrone è un imbarazzante capolavoro di strumentalità e inesattezze.
I fatti sono i seguenti.

Da tempo la Regione Puglia dispone di consistenti risorse europee (fondi Fesr 2007/2013) finalizzati alle iniziative culturali, che ha stabilito di utilizzare nel settore cinematografico. Sono da questi fondi che essa ricava le risorse per organizzare il Festival del cinema pugliese (il Bif&st), che ormai si avvia alla terza edizione sotto la direzione artistica di Felice Laudadio.

Ma parte di quelle risorse sono generalmente impegnate nell’attività annuale dell’ “Apulia Film Commission”: una fondazione a totale capitale pubblico che gestisce l’intera attività (salvo rare eccezioni) cinematografica che si svolge sul territorio pugliese.
E’ qui che si assumono le decisioni su quali opere cinematografiche devono essere sostenute, quali incentivi dare alle produzioni che investono in Puglia e, non ultimo, come utilizzare la vetrina internazionale rappresentata proprio dal Festival di Bari.

La vicenda dei fondi stanziati per questa edizione del Festival era quindi arcinota ai vertici di quella Fondazione. Si dà il caso che il comune di Lecce sia uno dei soci fondatori della “Film Commission” pugliese, nonché autorevole membro dell’assemblea generale della stessa.

Non a caso, su cinque membri dell’attuale consiglio di amministrazione (la mano decisionale dell’assemblea) due sono nominati dalla Provincia di Lecce (certo non estranea alle simpatie del distratto sindaco Perrone). Uno, Gigi De Luca, è persino vicepresidente della Apulia Film commission, l’altro, Gianni Refolo, è l’attuale direttore generale della Provincia (quindi diretta emanazione di Gabellone).

La verità è che il centrodestra salentino aveva tutte le carte in regola per pretendere che il Festival di Laudadio potesse diventare una vetrina veramente regionale del lavoro che la “Film Commission” svolge sul territorio.
Poteva e doveva, attraverso le sue rappresentanze in assemblea e nel CdA, contrastare l’inevitabile deriva baricentrica di questa come altre iniziative di supporto alla produzione cinematografica.

Il fatto triste è che né l’assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce (a proposito, che fine ha fatto Simona Manca?), né quell’ossimoro vivente che è l’assessorato alla Cultura del Comune capoluogo hanno un’idea, che sia una, di cosa proporre e come valorizzare le tante energie che nel settore cinematografico sono maturate nella nostra città.

Lasciamo stare il Festival organizzato dal bravo La Monica che resta una iniziativa meritoria ma privata come decine che si svolgono in tutta la Puglia.
La verità è che i nostri ignorano perfino che esiste a Lecce una struttura regionale – il Cineporto – fortemente voluta dalla Provincia di Pellegrino, costata oltre mezzo milione di euro (tutti fondi regionali della comunità europea, caro Perrone). Questa bella struttura, che langue in periferia come una cattedrale nel deserto, poteva legittimamente ospitare una sessione dei lavori del Festival pugliese. Ma senza progetti, solo polemica.
Un buon epitaffio per il centrodestra salentino.

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4 thoughts on “La cinepolemica senza contenuti di Paolo Perrone

  1. Proprio così Gianni,
    poi si lamentano del Baricentrismo. I nostri amministratori non sono mai stati in grado di operare una programmazione culturale e innescare stimoli per sostenere e sviluppare la creatività del territorio…
    La loro "distrazione"come la chiami tu, nasce dal fatto che sono impegnati in ben altri porgetti.
    Siamo governati da costruttori, figli di costruttori, geometri di costruttori …
    La sola cosa che sanno fare sembra essere la speculazione edilizia!

  2. Propongo a Paolo Perrone un film girato a Lecce con trama e soggetto dedicate a Filobus e CasaPund. Credo che gli argomenti lo ecciteranno molto.

  3. mi dispiace gianni che proprio tu indichi de luca come nominato dalla provincia, sai bene che l'unico rappresentante della provincia di lecce è il dott refolo in quanto de luca è oggi espressione dei piccoli comuni, inoltre conosci anche bene i meccanismi di potere e il vero centro decisionale dell'apulia.

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