Ma Dio perdonerà Silvio Berlusconi

“Perfino il Padre Eterno da cosi’ lontano/guardando quell’inferno dovrà benedire…” è un verso del riadattamento italiano, eseguito da Ivano Fossati, di una celebre canzone del cantautore brasiliano Chico Barque.
Questo considerazioni andiamo facendo a proposito del governo appena deposto dai mercati.
Il governo Berlusconi, quella strana accozzaglia di cialtroni da applauso, messa insieme diosacome, frutto di spregiudicate alchimie, di compravendite oscene, di servaggio feudale, di aste sessuali di corpi senza calore, di cortigianesimo paludato, di gagliarda ignoranza, innervatasi da un trentennio nel cuore della borghesia italiana, di superbi parvenu petroniani, allignati come piante parassitarie nelle nuove forme di aggregazione della politica, tanto lucenti e lustrate, quanto imbecilli e dispotiche.
Dio li perdonerà, non c’è dubbio. Supponiamo che, arrivati al Creatore (e ci auguriamo che questo accada quando e come più aggrada loro), Egli guarderà i loro volti emaciati, stanchi e delusi, ritratti di cocenti delusioni e nostalgie monumentali, ed elargirà loro la grazia, facendoli sedere al fianco di sante vergini inviolabili per l’eternità…poi si accorgerà che questa non è la forma del perdono che essi si auguravano e troverà loro un’altra collocazione…ma questa è un’altra storia.

Siamo poi così sicuri di volerci liberare in maniera definitiva di Berlusconi e del suo raffazzonato catalogo di bicchieri scheggiati, annaffiatoi smanicati, caraffe sbrecciate, scodelle, marmittoni sfondati? Siamo sicuri che tutto debba finire così?
In silenzio, con discrezione, con stile, addirittura!
Senza clamori, senza scandali, senza che nessuno riveli chi è l’amante di chi, o qualcun altro sorpreso a spiare le docce delle ragazze, o sputtanato per aver chiesto il pizzo alla piccola fiammiferaia. Io mi aspettavo altro da Berlusconi. Un piantillo di Fitto, la Gelmini che organizza un rogo di libri, la Carfagna che mostra le mutande, Calderoli e la sua collezione di ritratti di Hitler, la collezioni di busti di Stalin di Frattini, Scilipoti eunuco dall’adolescenza. E invece niente.
Me ne torno a casa, contrito, annoiato, malinconico.
La caduta di questo governo mi ha colto impreparato come un tramonto alle due del pomeriggio.
Ora è tutto finito.

L’unica consolazione è che adesso si verificherà, sull’altra sponda del placido e limaccioso torrentello che separa le parti politiche nel nostro paese (in cui nuota il centro post-democristiano, sia detto pure), la kilimangiarizzazione del jet-set artistico e intellettuale dell’antiberlusconismo. Vale a dire che a molta gente non resterà altra risorsa, altro talento, che ripetere il proprio autistico repertorio di invettive contro un fantasma, come Edoardo Vianello si è esibito per trent’anni in tv sempre con le stesse 3 canzonette allegre. E questa è un’ottima notizia. Il lungo elenco di scrittori, cabarettisti, giornalisti, pamphlettisti, politici, guizzi d’ogni taglia che hanno prosperato come i cravattari, come gli sciacalli del mercato nero in tempo di guerra, come gli speculatori immobiliari della città di Lecce, come un borseggiatore alla fiera dei distratti, facendo la satira (così la chiamavano loro) contro il Cav., finalmente non avranno niente più da dire, i loro genii creativi rinsecchiti e rachitici si toglieranno le lunghe palandrane che per anni hanno nascosto le loro originali diafane sagome.
Dio non avrà comunque pietà per questi ultimi.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *