L’accordo sui fondi Ue, uno scippo al Mezzogiorno

 

La concordia istituzionale bipartisan che circonda l’accordo tra il ministro Fitto, il Commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn e i governatori delle regioni del Sud è solo una maschera dietro cui si nasconde l’ennesimo “schiaffo del governo a Sud”. Almeno secondo Andrea Cozzolino, parlamentare europeo del Partito Democratico. L’eurodeputato, in un articolo sull’Unità di oggi, svela come si siano salvati sì i finanziamenti europei (o almeno quelli sopravvissuti al “congelamento” contenuto nella legge di bilancio di quest’anno), ma a costo della drastica riduzione della quota di cofinanziamento delle opere strategiche che fa capo al governo nazionale. Che passa dal 50% al 25%. Insomma, l’accordo altro non è  che un taglio delle risorse statali destinate al Sud mascherato da allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Una prospettiva poco evidenziata dai diretti interessati nella sottoscrizione dell’accordo, fermi sul concetto “abbiamo salvato le risorse”. Scrive Cozzolino:

Per ottenere lo sbocco di 8 miliardi dall’Europa, il Mezzogiorno pagherà un prezzo pesantissimo in termini di tagli di trasferimenti statali. L’intesa, che porta l’accattivante nome di ‘Piano d’azione per il Sud Italia’, si fonda infatti sul meccanismo del definanziamento della quota parte di investimento spettante allo Stato a valere sulle risorse comunitarie.

 

Ecco l’articolo di Cozzolino.