Nunzio, lo zozzo che vende wurstel ma non l’anima

Cosa c’è di più commovente di uno zozzo dal cuore d’oro? Zozzo, s’intenda, non è niente di dispregiativo. E’ solo la categoria cui la confcommercio della vita fa appartenere i titolari dei fast food mobili della nostra penisola, ere prima che l’espressione fast food fosse coniata, e comunque anni prima che fosse compresa.

Nunzio è lo zozzo di viale Torre del Parco e ha una caratteristica che lo distingue da tutti gli altri suoi colleghi del panorama di Lecce-Lecce: è gentile d’animo. Nunzio non è uno di quegli zozzi supermoderni, con complicazioni idropneumatiche a sollevare e abbassare tettoie; con dipendenti in assetto fieristico dalle visierine in tinta con la livrea; con friggitrici da museo del design a cucinare più o meno bene la stessa, identica sostanza di cui sono fatti gli zozzi di tutto il mondo: gli ordinari momenti di depravazione gastronomica che uno ha.

Ogni sera, fino a notte fonda, potete vederlo al lavoro con suo figlio, tutti e due nello stesso maglione scuro a rombi. Il loro modo di essere una squadra della ristorazione moderna, senza vendere, oltre ai wurstel, anche l’anima.

 

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One thought on “Nunzio, lo zozzo che vende wurstel ma non l’anima

  1. A Milano c'era un baracchino in viale argonne, lo chiamavano "le luride" per VIA della gestione un po' allegra delle 3 donne calabresi che lo portavano avanti. poi lo hanno venduto, ammodernato e pulito e non è più stata la stessa cosa. Panini senza anima, né poesia, seppur con minor carica batterica.

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