Il vero fenomeno della politica su Facebook

 

Per dirla alla Jovanotti dell’ultimo tormentone estivo: altro che Vendola, altro che Pisapia. Altro che Renzi. E, nonostante la straordinaria qualità del lavoro che Carlo svolge sul web, altro che Salvemini. La vera gallina dai like d’oro, e spingendosi ben oltre la scena Facebook provinciale, è un ragazzo di 62 anni che si descrive semplicemente così:

Missino non pentito. Fronte nazionalpopolare.

Il più grande ricettacolo (social) dopo il Big Bang di nome fa Mario e di cognome De Cristofaro. L’ex Presidente del Consiglio Regionale della Puglia (in una realtà parallela, l’epoca Fitto) e attuale anima digitale – e non solo – della destra salentina. Almeno in questo, ancora in carica. O, meglio, alla carica. Se non ci credete, il suo profilo potete trovarlo qui. E’ un profilo privato, ma per altri 1000 fortunati (soprattutto se nel vostro avatar c’è almeno un tricolore) la richiesta d’amicizia è accettata d’ufficio.

Con 4000 amici scarsi i post di Mario godono degli stessi like di quelli di un Nichi Vendola, che però – grossa differenza – ha qualcosa come 520.000 fan. Pur tenendosi lontano dagli spin doctor da assalto e dai curatori da appalto, non c’è uno status di De Cristofaro che non faccia sfracelli in quanto a interazioni, con medie di 130-150 “mi piace” e una sessantina di commenti a status.

L’affetto e la partecipazione che può vantare questo fenomeno, misurate in un indice che chiameremo, in suo onore, “scala De Cristofaro” – misurata su un rapporto numero di amici-numero di interazioni – sono con tutta probabilità uniche nel panorama nazionale. Vi sfidiamo a trovare chi fa di meglio.

No, qui non stiamo parlando di 10, 20 “mi piace” apposti sotto i post più eclatanti, magari quelli dal carattere più tardoromantico o musicarello. Qui stiamo parlando di un fuoriclasse che, non si sa come (anzi, si sa benissimo come: dal suo fedele portatile, che usa pigiando sui tasti forte come si farebbe su una macchina per scrivere), invia aggiornamenti sull’etimologia del termine “sarchiapone”, o mini-editoriali sul “martirio” di Gheddafi, ed arrivano puntuali ovazioni socialmediatiche. Neanche se avesse postato un link alla versione segreta da 27 minuti del video porno di Belen.

Vince un Facebook diretto, genuino, fatto in casa, “proprio come lo faceva mia nonna”, sostengono i suoi detrattori, provenienti dalle file della politica, magari di quelli dotati di un’intera squadra di comunicatori al loro servizio, per racimolare, grazie a pagine pubbliche senza limiti di fan, un decimo di quello che De Cristofaro riesce a intercettare solo col suo manipolo di fedelissimi. Che annovera presenze di spicco come “Acca Larenzia” o “Agente Tony”, ma anche individui dai nomi diversamente rassicuranti, come Alfredo Pagliaro o “Arditamente Bari”.

Mario De Cristofaro è dunque l’antipode del politicante salentino descritto magistralmente da Pierpaolo Lala, proprio questa mattina:

Ogni mattina un politico leccese si sveglia e pensa: e oggi con chi faccio coalizione?

De Cristofaro è tutto d’un pezzo e, al massimo, se proprio fa coalizione con qualcuno, la fa con Giuseppe Ungaretti.

Si sta, come d’autunno, sull’albero, le foglie.

(Per la cronaca, 55 like e 18 commenti). Che è particolarmente commovente in quanto pare che non siano ancora ottimali le condizioni di salute di questo maestro della comunicazione salentina, che laikiate o no i suoi contenuti. A lui va un augurio di pronta guarigione e a noi, almeno, la promessa di un’intervista sul segreto del suo successo social mediatico.