Il futuro parte da Lecce, ecco gli artisti di Default

Il nuovo ruolo dell’arte nell’era postmoderna, che s’interseca con la sociologia urbana, costituisce il fulcro tematico di Default, la residenza artistica internazionale organizzata da Ramdom a Lecce e che si svolge alle Manifatture Knos. La capitale del Barocco diventa per dieci giorni caput mundi della sperimentazione, con 20 artisti – salentini e stranieri – che discutono, dialogano e creano l’arte del futuro. Gli spazi industriali in disuso vengono trasformati in laboratori artistici, perchè la nuova arte non è più concepita come fine a sè stessa ma inevitabilmente s’intreccia con la pianificazione urbana e con la riqualificazione di aree dismesse.

“L’arte contemporanea è puerile – non infantile, ricorda, puerile – afferma l’artista salentino Giuseppe Pansa – “non innocente ma stupida, folle, patologica. Dobbiamo sbarazzarci di questo peso. Dobbiamo creare un nuovo tipo di arte, un nuovo tipo di creatività. Dobbiamo ricordare nuovamente al mondo che cosa significa la parola arte”. Una grande voglia di cambiamento e di trasformazione, insieme alla critica al sistema tardo capitalista e all’omogeneizzazione della globalizzazione neoliberista sottendono la ricerca artistica degli artisti protagonisti.
E Lecce diventa territorio di innovazione, di creatività, di incontro tra artisti internazionali.

L’egiziana Heba Amin, ad esempio, svolge un’indagine sulla riutilizzazione dello spazio post-industriale e sulle correlazioni tra memoria, macchine e spazio urbano, mentre Maria Rebecca Ballestra auspica una nuova visione della politica, dell’arte e della società e ritiene che l’arte debba essere “relazionale”, ossia non legata alle logiche di mercato ma immersa nel sociale, costruendo nuovi modelli sociali e soluzioni scientifiche. Interessante è anche l’idea di “orto urbano” di Natasha Hagenbeek, che critica l’attuale società consumista in funzione di una ritrovata libertà dagli schemi individualisti del capitalismo postfordista. Così come l’indagine artistica sul concetto di “non-luogo” di Rachela Abbate.

Presenti tra gli artisti di Default le tematiche ecologiche e l’analisi del rapporto tra natura e città. A questo proposito è peculiare la teoria urbana di Serena Porrati, che auspica una giustizia per la natura attraverso la sua attenzione per la “natura urbana” mentre Simone Massafra adopera la fotografia come strumento artistico per creare progetti “potenzialmente infiniti” e “strutturati per aprire al caos”. Anche Stefano Cagol lavora perchè l’arte pubblica costituisca lo strumento con cui “l’arte può influenzare l’ambiente e la gente che lo abita”.

Ebbene, questa voglia di cambiare e di trasformare la società attraverso l’arte e la creatività ha come punto di partenza Lecce e il Salento. Dice infatti Simone Massafra: “La città di Lecce e tutto il territorio salentino potrebbero diventare un laboratorio totale e aperto a nuove sperimentazioni nel campo artistico”.
Il prossimo appuntamento di Default è sabato 24 settembre allo spazio Archiviazioni (in contrada Pisello, via Enzo Ferrari, Lecce), con l’opening della mostra “Who draws the line” dell’artista Devrim Kadirbeyoglu, a cura di Giusy Checola e Luigi Presicce ed il live media di Gianluca De Rubertis e Alberto Piccinni. La serata prosegue con la festa “D-Day” di Default, in cui interverranno tutti gli artisti della residenza artistica.

Una celebrazione per ribadire che l’arte può cambiare il mondo. E che l’arte è rivoluzionaria.

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